Nuove regole MotoGP e la ricetta per limitare i costi

Nuove regole MotoGP e la ricetta per limitare i costi

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    La MotoGP, come tutti gli sport motoristici, è sempre più costosa.

    E questo è un dato di fatto dati i team che ogni anno stentano ad arrivare pecuniarimanete sani a fine Campionato, senza contare quelli che sono costretti a ritirarsi o a non iscriversi proprio.

    E’ di oggi la notizia che la Commissione Generale Grand Prix, guidata dal celebre Ezpeleta ossia “Mister Dorna”, e seguito da Claude Danis (FIM), Hervé Poncharal (IRTA) e Takanao Tsubouchi (MSMA), davanti a Paul Butler (Secretary della riunione), hanno deciso senza nessun parere contrario di perseguire un solo e prioritario obiettivo, prima di tutto il resto: la riduzione dei costi.

    Un bene, di certo, che farà (forse) respirare i costruttori senza intaccare (si spera) l’altissimo livello tecnico dell’attuale MotoGP.

    I cambiamenti principali riguardano le gomme, i rientri ai box e la sella.

    Partiamo dall’ultima, anche perchè nell’ultimo periodo è stata uno dei problemi più confusi e dalle soluzioni più opinabili! Dilemma: quanto può essere alta la sella della moto? E qui la Ducati alza la mano, dopo le spiegazioni chieste sul circuito turco.

    Il nuovo regolamente svela ogni arcano: “l’unità della sella deve avere un’altezza massima della sezione approssimativamente verticale alle spalle del sedile del pilota di 150 mm. La misura sarà presa con un angolo di 90° rispetto alla superficie superiore della base piatta della posizione del pilota, escludendo ogni copertura. Ogni camera on board/antenna montata sul sedile non è inclusa nella misura”

    Passando al riesntro ai box, le novità riguardano il cambio moto durante la gara: “se una moto che è stata attiva in corsa entra nei box, questa moto dev’essere ritirata e non si potrà più utilizzare durante la gara“.

    Infine, non si poteva non parlare di pneumatici, ed ecco quanto deciso: “I costruttori di pneumatici che forniscono le gomme alla classe MotoGP, prima del primo evento di ogni anno, possono designare uno dei circuiti da Gran Premio come loro circuito da test, informando la Direzione Corsa. Su questo circuito possono provare durante la stagione e durante le pause con le moto di classe MotoGP per un massimo di 4 giorni, ma non con piloti designati dai team e non prima dell’evento che si svolge su quel circuito. Se richiesto da ogni costruttore di pneumatici che fornisce gomme alla classe MotoGP, allora dovrà essere organizzato un test di due giorni, ma non con piloti designati dai team, almeno quattro settimane prima di ogni evento programmato per un circuito da Gran Premio che non era nel Campionato dell’anno precedente o che, secondo la Commissione Grand Prix, sia stato sostanzialmente riasfaltato dall’evento precedente.

    Servirà veramente a ridurre i costi?