Olanda WSBK 2010: Rea gioca in casa e domina Assen!

Quarta prova del Mondiale WSBK che ha visto nella classica ma ormai deturpata pista di Assen un perentorio doppio successo di Rea su Honda, che recupera punti in classifica portandosi al terzo posto parziale dopo Haslam e Biaggi, oggi entrambi sulla difensiva

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    Rea

    La quarta sorprendente puntata di questa stupenda ed equilibratissima Saga WSBK 2010, andata in scena nell’ormai deturpato ed irriconoscibile kartodromo di Assen, ha visto il convincente trionfo casalingo di Jonathan Rea, autore di una perentoria doppietta – il secondo uno/due dell’anno dopo quello di Biaggi a Portimao – mentre alle sue spalle si sono ugualmente distinti altri piloti britannici, per un inusuale Gp davvero tutto all’insegna della Union Jack.

    I due battistrada nonchè principali protagonisti del Campionato, ovvero Haslam e Biaggi, hanno stavolta fornito prestazioni altalenanti, ma anche in questa occasione pur tra diverse difficoltà hanno conquistato praticamente gli stessi punti, mantenendosi sempre ben in vetta alla classifica parziale, mentre si deve registrare un’altro passo in avanti nella crescita della BMW, del giovane Leon Camier, di Toseland oggi due volte a podio e l’ennesimo assoluto disastro del Team Ufficiale Ducati – che appena un anno fa a questo stesso punto del cammino mondiale dominava indisturbato, anche grazie alle disavventure di Spies – surclassato anche da vari piloti privati in sella alle bicilindriche di Borgo Panigale.

    Sorprendente? No, niente affatto, anzi, c’era da aspettarselo.

    Finalmente è partito anche Rea, uno dei più accreditati pretendenti al Titolo allo start del Campionato, ma fin qui piuttosto deludente, e lo ha fatto ovviamente nel circuito di casa del suo Team ufficiale Honda Ten Kate, ovvero nel teatro più prevedibile per una simile duplice impresa, la prima della sua carriera in WSBK.

    Johnnie covava seri propositi di rivincita già a Valencia, ma anche lì, caricato all’eccesso, causa troppa irruenza e conseguenti errori, non era riuscito a concretizzare molto, mancando di replicare l’unico podio della stagione, il terzo posto ottenuto in Gara1 a Portimao.

    Invece, proprio Assen, ovvero la pista di casa del suo Team Hannspree Ten Kate, era ovviamente lo scenario giusto per il suo riscatto, e conseguente decollo anche in classifica generale, dove con un balzo felino si è portato da 60 a 110 punti, quasi raddoppiandoli, ovvero dal quinto al terzo posto, scavalcando di slancio Haga e Checa.

    Rea ha costruito molto bene e con calma le sue vittorie, sfruttando la perfetta conoscenza di questo ormai orrendo tracciato, stavolta non lasciandosi prendere assolutamente dall’eccessiva foga che troppo spesso in passato – sia quest’anno che la scorsa stagione – lo aveva clamorosamente tradito.

    Gara1 ha visto un fantastico start di Corser che ha condotto il gruppo per molti giri, praticamente metà gara, prima di cedere nel finale a causa del consumo delle coperture che la sua potente S1000 RR usura ancora maggiormente rispetto alle migliori rivali.

    Alle sue spalle si davano battaglia un velocissimo Camier, Rea, Toseland che partendo da dietro ha poi saputo issarsi fino alla brillantissima seconda posizione finale, Checa e Biaggi, anche lui handicappato (cosi come lo spagnolo) da un arretratissimo posizionamento in griglia a causa delle disavventure di traffico nel giro decisivo della Superpole di sabato.

    Haslam invece è incappato nella gara per lui di gran lunga più disastrosa della stagione – dove non aveva mai fatto peggio del quarto posto nell’unica corsa dove non era andato almeno a podio! – a causa dei soliti problemi ai freni e soprattutto una mezza foratura che sgonfiando la gomma anteriore lo ha costretto a rallentare notevolmente.

    Alla fine è risultato solo undicesimo al traguardo, ed è un vero peccato che Max, a sua volta non brillantissimo in questa occasione a causa dei problemi sopracitati, pur recuperando cinque punti sul rivale giungendo ad un decoroso sesto posto finale limitando quindi parecchio i danni, NON ne abbia veramente approfittato per risalire ulteriormente in classifica.

    Assolutamente da incorniciare la gara di Camier, che senza alcun timore reverenziale ha battagliato sempre nelle prime due-tre posizioni, finendo alla fine terzo per un soffio perdendo il rush finale nei confronti del redivivo Toseland ma conquistando comunque il suo primo podio della carriera in WSBK a coronamento di una corsa straordinaria per grinta, determinazione e velocità.

    Quarto è finito il sempre bravissimo Checa che con uno dei suoi finali irresistibili è risalito da dietro andando a regolare di pochissimo Corser, che sua volta ha preceduto Biaggi di soli 75 millesimi di secondo.

    Dietro questi principali protagonisti della gara, si sono distinte ancora una volta le Ducati private, con Smrz settimo e Byrne, team mate di Checa nell’Althea Racing, nono, col deludentissimo Crutchlow ottavo in mezzo a loro.

    Solo decimo Haga, ancora una volta disastroso e primo delle due derelitte 1198R Xerox ufficiali, a precedere Haslam, Sykes ed appunto Fabrizio.

    Come avevo ben detto nel mio articolo precedente, una rondine non fa certo primavera ed il falsato risultato della doppia Gara2 a Valencia non ha minimamente portato serenità nel Team nè allontanato tutti i gravi problemi tecnici che sembrano attanagliare le Rosse di Borgo Panigale fin dall’inizio del Campionato. Questo ulteriore disastro di Haga sembra allontanarlo di nuovo seriamente dalla corsa al Titolo, tenendo presente il prepotente avanzamento di Rea e la buona costanza di Checa.

    Gara2 ha visto il nuovo successo di Rea che nel finale ha nettamente battuto Haslam, tornato ai suoi livelli standard dopo la debacle della prima frazione, precedendo nettamente a sua volta Toseland, autore qui in Olanda della sua più bella prestazione dell’anno dopo l’incoraggiante podio di Gara1 a Valencia.

    I distacchi finali sul traguardo NON rendono certo l’idea delle combatutissime fasi di questa che resterà sicuramente negli annali come una delle gare più spettacolari ed avvincenti degli ultimi tempi in WSBK!

    Camier putroppo ha invece vanificato un’altra corsa straordinaria buttando letteralmente al vento un probabilissimo terzo posto, cadendo malamente proprio al penultimo giro. Come ho già detto altre volte, la Classe di questo puledro di razza è purissima, ma attualmente limitata dalla eccessiva irruenza, che lo porta spesso a strafare, come già in Gara 2 appena nel Gp precedente di Valencia.

    SE saprà temperarla a dovere, come ho già previsto all’inizio del Campionato sono certo che il giovane inglese potrà dire la sua giungendo entro le prime cinque/sei posizioni finali, nonostante i primi iniziali passi falsi.

    Di questa sua disavventura ha approfittato il team mate Biaggi che con la brillante quarta piazza finale ha davvero fatto il massimo possibile, partendo dalla undicesima posizione in griglia, tenendo quindi ancora bravamente il passo di Haslam nella classifica parziale, limitando a soli due punti – ne aveva guadagnati 5 sul britannico in Gara1, e persi 7 qui – il divario finale odierno.

    The Emperor sta facendo bene, e lo ha confermato anche qui in Olanda, dove pur mancando il podio è riuscito a raddrizzare nel migliore dei modi un week end partito subito col piede sbagliato con le sfortunate prove della vigilia. Ora il Corsaro deve continuare più che mai a credere nel successo finale perchè il cammino iridato è ancora lunghissimo e non gli mancheranno certo le occasioni nè le piste favorevoli per recuperare al più presto su Haslam.

    Dietro a Max, si è piazzata la ormai ex cenerentola BMW di Corser che ha brillantemente replicato il quinto posto di Gara 1, pur sempre in fase calante a fine gara a causa dell’abnorme consumo dei pneumatici.

    Alle spalle dell’australiano troviamo compatta la pattuglia delle Ducati private, con Checa a precedere ancora Smrz e Byrne, mentre un finalmente decente Neukirchner si è piazzato nono con la seconda Honda Ten Kate.

    Ancora buio pesto invece per le bicilindriche ufficiali, con Haga che addirittuta rompe (aggiungendosi ai ritiri di Camier, Crutchlow, Lanzi e Sykes), e Fabrizio solo dodicesimo dietro a Xaus e perfino a Scassa (ottima la sua gara, dopo il quindicesimo piazzamento della prima frazione) con un’altra Ducati privata!

    Dando uno sguardo generale a questo appassionante Gp, spicca oggi il ritorno al successo non solo di Rea, ma anche della Honda, che si aggiunge finalmente al numero della Marche fin’ora vincitrici quest’anno, ben quattro – dopo Suzuki, Aprilia e Ducati – nelle prime otto gare ad ulteriore testimonianza del grandissimo equilibrio esistente in questa fase di avvio del Mondiale WSBK.

    Per la Casa dell’Ala Dorata si tratta di un evento importante, trattandosi dell’ultimo doppio successo nella Massima Categoria delle Derivate Serie dopo gli ormai lontani tempi del Gp inglese del 2008.

    Sempre parlando di records della WSBK, oggi per la prima volta dal remotissimo 2003 (sic!) troviamo solo britannici in entrambi i podi di un Gp!

    Circa la già parzialmente citata classifica provvisoria, notiamo sempre ben in testa al gruppo la coppia anglo-italiana, con Haslam a quota 148 punti a precedere Biaggi con 128.

    Al terzo posto si porta perentoriamente Rea con 110 punti, avendone guadagnati oggi ben 50, superando Checa a quota 103.

    Dietro seguono Toseland in netta ripresa con 86 lunghezze, avendo raggiunto e superato l’affondante Haga quasi fermo a 85.

    Dopo questa elettrizzante prova Olandese, ormai già incombe l’appuntamento italiano in programma il secondo week end di Maggio nel classico circuito di Monza, reso però da anni irriconoscibile ed addirittura pericolosissmo in passato a causa di stolide ed improvvide chicanes di rallentamento, che sembrano collocate in modo tale da far cadere apposta tutti i concorrenti specie all’avvio, cosa purtroppo notoriamente accaduta nel recente passato, mentre come tutti sanno in quello remoto il problema era proprio l’opposto, vale a dire l’eccessiva velocità del percorso in rapporto ai pericolosissimi guadrails allora presenti e gli spazi di fuga completamenti assenti a quell’epoca, cosa che ha portato ad infiniti lutti e sciagure, come la Doppia Tragedia di Monza del Maggio e Giugno 73.

    Speriamo davvero che in questa occasione l’ancora presente pericolosità dell’attuale tracciato Lombardo non porti ad ulteriori nefaste conseguenze, perchè le premesse sono parzialmente presenti, anche se la nuova chicane iniziale più dolce dovrebbe aver migliorato leggermente la situazione. In certi tratti comunque gli spazi di fuga sono ancora praticamente inesistenti, con i guardrails sempre vicinissimi alla carreggiata, come a Valencia.

    La comunque elevata velocità della pista dovrebbe favorire decisamente le 4 cilindri, Aprilia in primis, ma anche le tre giapponesi, ovvero Suzuki, Yamaha e Honda. Staremo a vedere!

    Quindi, non prendete assolutamente impegni per questa grande festa nostrana del Grande Motociclismo delle Derivate Serie, ed appuntamento immancabile in Terra italiana per il quinto adrenalinico episodio di questo straordinario, imprevedibile ed equilibratissimo Circo Mondiale WSBK!

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it