Pagelle F1: GP d’Australia 2012

Pagelle F1: GP d’Australia 2012

Formula 1: pagelle dal Gran Premio d'Australia 2012

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    pagelle f1 australia 2012: Sebastian Vettel Jenson Button  Lewis Hamilton


    Pagelle dal Gran Premio d’Australia di Formula 1 2012. Partiamo dal vincitore: Jenson Button. Ci siamo più volte impegnati nel raccontare cosa stesse succedendo in casa McLaren sul fronte delle gerarchie interne tra i piloti. Facciamo un mini-riassunto. Nel 2010 Lewis Hamilton è il reuccio e Button si va ad infilare nella tana del leone avendo sì un titolo di campione del mondo in tasca ma portando con sé tanti punti interrogativi. Uno su tutti: questo paraccaro ha vinto il titolo con una Brawn stellare, chi gliel’ha fatto fare di infilarsi in McLaren per farsi massacrare/ridicolizzare dal fenomenale Hamilton? In effetti il primo anno prende qualche paghetta ma nel complesso regge il confronto dignitosamente. Nel 2011 si prende la rivincita e manda il compagno di squadra in confusione totale. Quest’anno, forte anche del rinnovo del contratto e di un atteggiamento da vero professionista che ha conquistato l’intero team, è nelle condizioni di dare il massimo. Soprattutto se la MP4-27 si confermerà in questo stato di grazia.

    Jenson Button: voto 10

    C’è poco da dire. E’ stato perfetto ed essenziale. Solo un vezzo per lui: andare a cercare il giro più veloce della gara quando non era strettamente necessario. Un solo rimpianto: immaginate che spettacolo se Hamilton avesse girato primo alla prima curva. Jenson Button ne aveva di più ed avrebbe cercato di passarlo. Ci siamo persi un gran duello.

    Sebastian Vettel: voto 8

    Prende una sberla cosmica in qualifica. L’escursione sull’erba nelle prime fasi di gara fa temere il peggio e fa sorgere una domanda: ma allora il Vettel senza una super Red Bull è ancora quel pilota pasticcione che rischiò di perdere il titolo nel 2010? La differenza tra un campione ed un bravo pilota sta nella capacità di reazione. In gara massimizza. Anzi, fa di più. I conti si fanno solo dopo la bandiera a scacchi. Ci siamo intesi.

    Lewis Hamilton: voto 5

    Se ti chiami Lewis Hamilton e stampi una pole position da far strabuzzare gli occhi non puoi permetterti di non vincere. Poco importa se la safety car gli ruba un secondo posto fino a quel momento indiscutibile. Preoccupa che il fantasma di Button (vedi sopra) abbia colpito già alla prima uscita. Lasciamoci solo un dubbio: forse il nuovo Hamilton è stato un po’ sottotono perché ha saggiamento deciso di affrontare il primo GP dell’anno pensando a raccogliere punti senza rischiare nulla? Forse la McLaren ha imposto la solita regoletta degli anni d’oro di Hakkinen-Coulthard che recita più o meno così: in caso di partenza in prima fila, niente battaglie interne e chi passa davanti alla prima curva vince.

    Mark Webber: voto 6 meno

    Potevamo stare più alti con il numerino. Ma come si fa a sbagliare sempre le partenze? Anche lui beneficia del regalo della safety car altrimenti sotto alla bandiera a scacchi avrebbe visto persino gli scarichi della Ferrari di Alonso.

    Fernando Alonso: voto 9

    Santo subito! Riesce a far dimenticare l’errore in qualifica con una partenza più che perfetta: fortunata! Il resto vien da sé. E non è una novità: è esattamente quello che abbiamo già visto nel 2011 nei peggiori Gran Premi disputati dalla Ferrari. In quelle giornate si parlava di risultato negativo. Oggi si ha l’impressione che sia avvenuto un mezzo miracolo. Quei dieci punti in classifica valgono oro.

    Kamui Kobayashi: voto 8

    Dimostra quello che sosteniamo da tempo: come sorpassatore è un vero maestro. Nel finale approfitta del caos per issarsi quanto più in alto possibile.

    Kimi Raikkonen: voto 7,5

    E’ tornato in Formula 1 perché aveva nostalgia della battaglia ruota contro ruota. Ora che si è tolto lo sfizio partendo dal fondo dello schieramento in Australia, ci aspettiamo che cominci a mantenere alta la concentrazione sin dalla prima sessione di qualifica. A differenza di Alonso, nel caso di Raikkonen resta alto il rimpianto per non essere partito più avanti in griglia. Se la sarebbe giocata alla pari con i vari Hamilton, Vettel, Webber, Rosberg, Schumacher e Alonso. E allora sai che titoloni sui giornali…

    Sergio Perez: voto 8+

    A differenza dei piloti della Toro Rosso che quando vedono delle Red Bull negli specchietti si tirano via dalla traiettoria, Sergio Perez quando vede la Ferrari resta lì a difendere la posizione nonostante stia viaggiando con una strategia da primo stint lunghissimo. Grazie a questa sua capacità di gestire la macchina, la stella più brillante della Ferrari Driver Academy, passa da 22° ad 8°. Non so se già lo sapete ma è stato fondato in queste ore il partito del Pereziani: primo ed unico punto del loro programma è l’immediata sostituzione di Massa con il messicano.

    Nico Rosberg: voto 4

    E’ l’altra grande delusione del GP d’Australia.

    Di lui si apprezza la lucidità e la costanza. Non può entusiasmare il pubblico a meno che non sia composto da palati fini. Stavolta non riesce proprio a spremere il potenziale della sua Mercedes. Altrimenti, al netto dei problemi di gomme, avrebbe tirato fuori un significativo piazzamento.

    Michael Schumacher: voto 8

    Esce di scena troppo presto per doversi confrontare con l’involuzione che ha colpito la Mercedes giro dopo giro. Con Rosberg è una lenta agonia sul fronte gomme. Con Schumacher è un colpo secco: cambio rotto e stop. Fino a quel momento, però, brilla come non accadeva da almeno sei anni. E scusate se è poco.

    Felipe Massa: voto 0

    So che non faccio del bene a Felipe Massa nell’accodarmi alla lunga lista di personaggi critici nei suoi confronti. E’ un bravo ragazzo. Un grandissimo pilota. Non lo dimentichiamo e portiamoli sempre rispetto perché resta comunque, ad oggi, tra i dieci/venti esseri umani più veloci del pianeta Terra. Detto ciò: non ci siamo. Sono molto d’accordo con quelli che ritengono il problema di Massa tutt’altro che tecnico. Più che di riunioni con i suoi ingegneri alla ricerca del grip perduto, il brasiliano ha bisogno di qualche seduta psicanalitica. Lo dico con il massimo rispetto. La distanza da Alonso non si può spiegare con errate regolazioni della F2012 o con caratteristiche di guida differenti. Massa ha un blocco dentro la sua testa che più inconsciamente che altro si ripercuote nelle sue azioni dentro all’abitacolo. Non dico da cosa è determinato solo per non essere retorico.

    Pastor Maldonado: voto 5

    Qui vado in controtendenza. Sarà il Venezuela. Sarà la valigia. Maldonado non mi entusiasma come pilota. A meno che non ci si trovi a Montecarlo oppure si vada in cerca di una mina vagante pronta ad esplodere in qualsiasi momento. Lo ricordo pasticcione in GP2. Lo rivedo tenersi in equilibrio faticosamente sul filo del rasoio nell’ultimo GP di Melbourne. Fa un lungo nei primi giri che gli fa perdere posizioni. Nel finale cade rovinosamente. Avesse dato meno spettacolo, la Williams avrebbe dei punti in classifica. Solo il Signore sa quanto fondamentali.

    Romain Grosjean: 5

    Gli diamo un 9 per le qualifiche. Ed un 10 e lode per il sorriso con il quale accetta un ritiro che, chissà, potrebbe rimpiangere molto di più tra qualche settimana se dovesse rendersi conto che non è normale per la Lotus partire in terza posizione. Per non montarsi la testa si fa passare da un po’ di auto al via. Voto 2. E finisce fuori dopo poche curve. Il contatto non è colpa sua. Ma ci ricordiamo l’attitudine del francesi ai botti. Che gli sia rimasto il vizietto?

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