Penalità, Alonso: questa F1 non è SPORT!

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    Penalità, Alonso: questa F1 non è SPORT!

    Questa F1 non la considero più uno sport: con queste parole di Alonso si chiude la conferenza stampa lampo di questa mattina con la quale la Renault ha voluto dire la sua sulla vicenda.

    Sulla penalità c’è poco da discutere. Nel senso che siamo tutti perplessi.

    I dati della telemetria pare parlino chiaro ma a buon senso e vedendo le immagini sembra che la distanza fosse troppa per un ostacolo, casomai un aiuto con la scia…

    Inoltre, Alonso era più interessato a spingere per tagliare il traguardo prima della bandiera a scacchi piuttosto che a ostacolare Massa.

    La polemica è partita. Ed ha preso mille direzioni: qualcuno dice che se si vogliono qualifiche “corrette” allora si deve tornare al giro singolo perché stando così le cose è normale che ci sia qualche ostacolo. Qualcun’altro, invece, fa notare che viene creato un pericoloso precedente. In molti, infine, sostengono che tutto sia già scritto in favore della Ferrari

    Una cosa è certa: per l’ennesima volta viene confermata l’idea che possa non esserci GIUSTIZIA “giusta” in F1.

    Evitiamo, però, di dire che c’è qualcuno che vuole aiutare la Ferrari OPPURE che è sicuramente neutra la Federazione.

    Potremmo trovare episodi a sostegno dell’una, quanto dell’altra tesi. Un esempio?

    Perchè penalizzare in quel modo pesante Schumacher a Montecarlo se losi vuole far vincere? E perché fare lo stesso a Budapest?

    Analogamente: il mass damper ce lo siamo scordati? E Alonso, ammesso che abbia rallentato Massa sporcando l’aria con la sua scia, stava comunque tirando a sua volta per cui non lo ha certo fatto apposta.

    Dove sta il problema allora?

    Le cause di questo clima vanno ricercate nell’operato della federazione.

    Non è possibile che i vertici del governo della F1 lavorino in modo tale da dare credito a simili polemiche. Hanno perso totalmente credibilità.

    Il caso della penalità di Alonso è solo la punta dell’iceberg. Sono anni che le cose vanno così. Sotto c’è molto altro. C’è il potere che sta sfuggendo di mano in favore dei sempre più avidi costruttori; ci sono regolamenti 2008 sui quali non viene trovato accordo e sui quali ogni squadra pensa di poterne trarre dei benefici. Eccetera, eccetera!

    A farne le spese non è tanto Alonso o la Renault. Perché altre volte quest’anno è toccato alla Ferrari e a Schumacher subire e, a ben vedere, in queste assurdità si può persino trovare un equilibrio.

    A farne le spese sono i tifosi e gli appassionati che subiscono l’ennesimo brutto colpo e anche solo il sospetto che il risultato finale di questo mondiale non sia quello “giusto”, l’idea che guardando la corsa si possa essere più concentrati su quello che succede fuori dalla pista anziché sui sorpassi, fa venir voglia di cambiare canale!