Piloti F1: le pagelle di metà stagione 2017

Pagelle dei piloti di Formula 1 dopo la prima metà di stagione 2017: ecco i migliori ed i peggiori

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    Piloti F1: le pagelle di metà stagione 2017

    Pagelle F1 di metà stagione 2017! Eccole pronte per provare a superare la pausa estiva. Diamo i voti ai 20 piloti di Formula 1 per quello che hanno fatto nelle prime 11 gare dell’anno.

    Cosa dicono queste pagelle? Di cosa parlano? Abbiamo cercato di valutare il confronto di ogni pilota con il proprio compagno di squadra che, si sa, rappresenta sempre il primo parametro di riferimento. Abbiamo guardato il comportamento in qualifica e quello in gara. Abbiamo provato a ricostruire il supporto dato al team in termini di sviluppo della macchina e di collaborazione generale. Abbiamo valutato gli aspetti caratteriali e la maturità psico-fisica raggiunta. Infine, abbiamo fatto i conti con le aspettative di inizio anno da parte degli addetti ai lavori e del pubblico.

    Vettel: 8

    Sebastian meriterebbe un dieci per il semplice fatto che è lui in cima alla classifica. E c’è per meriti suoi più che della macchina. Ma il tedesco non è stato perfetto. L’episodio di Baku è una macchia che difficilmente sarà cancellata. Lì Vettel ha perso la faccia. Lì ha regalato punti pesantissimi in ottica campionato.

    La sua grinta è la sua forza. Come tutti i veri campioni, corre per vincere e, se non vince, sono drammi. Deve però maturare un attimo visto che sta entrando nella fase della carriera in cui va a completarsi il percorso di crescita, in cui si smussano le esuberanze caratteriali tipiche della gioventù.

    Raikkonen: 7

    Non si riesce bene a capire come mai Raikkonen abbia la metà dei punti in classifica di Vettel. Poi si scopre è colpa della sfiga in larga parte. Ma se si ritiene che la fortuna sia un merito, vedi il caso di Ricciardo più sotto, allora Kimi perde qualche attenuante. Dalla sua c’è altro: ci sono le prestazioni in qualifica, c’è la lealtà con cui aiuta Vettel ed il team. C’è il fatto che viaggia per le 38 primavere ma se la sa giocare ancora alla pari con un collega di box che di anni ne ha 30 e di titoli mondiali in tasca 4.

    Hamilton: 6

    La Mercedes resta la miglior macchina, eppure non c’è Hamilton in cima alla classifica piloti. Come suo solito, alterna giornate in cui il suo talento brilla così forte da accecare le migliaia di persone presenti sul circuito ad altre in cui è la brutta copia di sé stesso. Così facendo, ha regalato il titolo mondiale a Rosberg nel 2016. Se non lo porterà a casa nemmeno quest’anno, saremmo di fronte ad un caso di talento dilapidato da libri di storia.

    Bottas: 9

    Cosa poteva fare di più Bottas? Ha quasi gli stessi punti in classifica di Hamilton. Escluse le prime 3 gare di apprendistato, Valtteri ne ha portati a casa persino di più del tre volte iridato nonostante un ritiro per cause tecniche ed alcuni ordini di scuderia che lo hanno sfavorito.

    Ricciardo: 7

    Daniel fa più di quanto richiesto. Porta a casa una vittoria, di fortuna. Di fortuna arrivano anche 4 podi. Mai peggio del quinto posto quando è sotto la bandiera a scacchi. Quindi? Solo natiche per Ricciardo? No. Niente affatto. Lo sport non è un gratta&vinci. In Formula 1, la fortuna non esiste. Nelle gare, la fortuna non è la causa del successo ma l’effetto di un mix di abilità come talento-sagacia-tempismo. Il vecchio Enzo Ferrari voleva piloti fortunati esattamente per questa ragione. Sarà anche per questo che Ricciardo piace tanto dalle parti di Maranello?

    Verstappen: 5

    Nell’anno della consacrazione, Verstappen fa rimandare il giudizio a data da destinarsi. Sbaglia qualcosa di troppo mentre lo scorso anno ogni rischio che prendeva sembrava calcolato al millimetro. Paga anche la scarsa affidabilità della Red Bull. In qualifica è meglio di Ricciardo ma sembra che la parabola della sua carriera sia in una fase di stand-by. Ci può stare. Ha scalato troppo in fretta. Non appena ripreso fiato, però, siamo certi, tornerà ad essere il solito fenomeno indomabile. Ci aspettiamo una grande seconda metà di stagione 2017 di F1 da parte di Max.

    Alonso: n.g.

    Nando non è giudicabile. Ma che voto gli vuoi dare ad uno che, se avesse oggi tra le mani una Ferrari o una Mercedes, vincerebbe anche in retromarcia? Tanta la rabbia e la frustrazione accumulata da Alonso che, comunque, è sempre lì sul pezzo a sperare, a crederci, a lottare.

    Vandoorne: 4,5

    E’ tutta da buttare questa McLaren-Honda? Forse sì, forse no. Stoffel si trova nella meravigliosa condizione di poter fare esperienza in Formula 1 senza pressioni ed a fianco di un mostro sacro come Alonso. Perché Vandoorne non ne approfitta davvero? Non si fa notare quasi mai. Brutto segno per uno che faceva di secondo nome “predestinato”.

    Perez: 7

    Checo Perez subisce più del dovuto il confronto con il giovane Ocon ma si conferma uno dei più brillanti in griglia grazie anche ad una Force India miracolosa.

    Ocon: 7,5

    Solido da subito, Esteban è in crescita costante grazie all’esperienza accumulata gara dopo gara. Ocon sta sostanzialmente pareggiando le prestazioni di Perez.

    Massa: 5

    No, quella di Felipe Massa non è una grande stagione. Ma cosa aspettarci da un pensionato richiamato in extremis? Le ridicole prestazioni di Stroll lo hanno tenuto a galla con dignità ma non è un caso se la Williams in Ungheria è rimasta impressionata da un altro che era fuori dal giro da 4 anni come Di Resta.

    Stroll: 3

    Al di là di una crescita evidente e di un paio di prestazioni maiuscole, Lance non è ancora un pilota di Formula 1. Il salto è stato troppo grande dalla F3. Rispetto ad altri bidoni, Stroll può giocarsi la carta dell’inesperienza. Per rispetto, però, lo dobbiamo giudicare da grande. Senza alibi, giudizio pessimo.

    Hulkenberg: 8

    Si conferma fenomeno in qualifica e buon animale da gara. Veloce e costante, Hulkenberg sta trovando la sua vera dimensione in un team che lo ha designato leader assoluto.

    Palmer: 2

    Classifica alla mano, l’imbarazzo è palese. Joylon Palmer non è all’altezza di questa difficile Formula 1. Un altro di quelli che passa e va, si spera, il prima possibile per far spazio a qualche giovane di peso.

    Sainz: 7

    Tra arroganza e ambizioni, polemiche e errori di gioventù, Sainz fatica a mantenere l’aurea di campioncino che se la giocava alla pari con Verstappen. Tuttavia, è lui che sta tenendo a galla la Toro Rosso.

    Kvyat: 4,5

    E’ più pasticcione che nervoso. Più della psicologia, però, contano i risultati. La fine del sogno di diventare un grande pilota di Formula 1 si avvicina. Kvyat è arrivato ai tempi supplementari ed è sotto di un goal. Deve segnare assolutamente per puntare almeno al pareggio in extremis. Il clan Red Bull è spietato. Si sa.

    Grosjean: 5,5

    Le quotazioni di Romain Grosjean tra i piloti di F1 sono in calo vertiginoso come la capacità di trovare un buon feeling con la sua Haas. Buono sul giro secco.

    Magnussen: 5

    Incostante ma non del tutto detestato dal box Haas che punterà su Magnussen anche il prossimo anno. Probabilmente Kevin non avrà tante altre occasioni. Ha deluso, inutile negarlo.

    Wehrlein: 6,5

    Vince il mini-campionato dell’ultima fila con il compagno Ericsson a mani basse. E poco ci voleva. Wehrlein Lancia qualche sprazzo qua e là ma i limiti della Sauber sono evidenti e determinanti.

    Ericsson: 4

    Ericsson non ha dato nulla alla Formula 1, non sentiremo la sua mancanza. Né la sua assenza.

    Kubica: 9

    Si è messo in testa un’idea meravigliosa e sta coronando il suo sogno di tornare pilota di Formula 1. Considerando la facilità con cui tutto gli sta riuscendo, viene persino da chiedersi se davvero sia stato necessario aspettare ben 6 anni. Probabilmente sì… e questo basta per capire che lavoro mostruoso ha dovuto fare il buon Robert Kubica.