Piloti più vincenti della MotoGP: la classifica dei migliori di sempre [FOTO]

I migliori piloti della storia del Motomondiale. I campioni che hanno scritto pagine leggendarie della MotoGP e della 500cc. Chi sono i piloti più vincenti della MotoGP?

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    Per chi ama il Motomondiale, la stagione scorsa è stata tra le più combattute degli ultimi anni. Cosa succederà nella MotoGP 2017? tifosi e addetti ai lavori auspicano di vedere tanti sorpassi, controsorpassi, rimonte insperate e un folto gruppo di seri pretendenti ad ogni gara. Animati anche noi da passione ed entusiasmo, abbiamo deciso di ripercorrere la carriera di alcuni tra i più grandi campioni di sempre del Motociclismo. Chi sono stati i migliori piloti degli ultimi decenni? Quali campioni hanno emozionato maggiormente i fans di tutto il mondo? Girate le pagine per scoprire i più grandi piloti di sempre.

    Giacomo Agostini

    Ago -così lo chiamano nell’ambiente- è una leggenda vivente: quel ragazzo che avrebbe dovuto essere un ragioniere fu in grado di ottenere alcuni record che a distanza di 40 anni reggono ancora. 123 vittorie, 15 titoli iridati (pur considerando la possibilità di disputare due campionati contemporaneamente) e un’incredibile quanto irripetibile striscia di 3 stagioni monopolizzate nel vero senso della parola. Se il record delle vittorie è potenzialmente alla portata di Rossi, in tempi prossimi i 15 mondiali pare proprio che non glieli toccherà nessuno.

    Valentino Rossi

    La sua carriera non è ancora finita, non passerà più di qualche settimana prima che le sue statistiche vadano aggiornate, ma quanto fatto finora è già più che sufficiente. 114 vittorie (con un pensierino alle 123 di Agostini più che lecito, visto l’ottimo stato di forma di pilota e moto), 9 titoli iridati e -unico caso nella storia del Motomondiale – oltre 200 podi. Aldilà dei numeri, é probabilmente l’unico pilota ad aver attraversato, da vincente, 3 generazioni di piloti. Pilota ad alto tasso di spettacolarità, si fece conoscere fin dagli esordi per le gag organizzate con gli amici a fine gara per festeggiare vittorie e mondiali, passando per qualche sfotto’ ai rivali Biaggi e Gibernau.

    MICK DOOHAN

    Probabilmente la leggendaria fenice non esiste, ma se esistesse si chiamerebbe Doohan: dopo un tremendo incidente nel ’92 che lo portò ad un passo dall’ amputazione della gamba fu in grado di rinascere e di recuperare competitività in meno di una stagione, nonostante il trasferimento della leva del freno posteriore sul manubrio,vista l’ efficacia compromessa della gamba. Cannibale com’era, conquistò cinque mondiali di fila dal 1994 al 1998, per poi ritirarsi forzatamente a stagione in corso l’anno seguente per colpa di una nuova fattura alla maledetta gamba occorsagli in pista. Le 54 vittorie ottenute nella classe regina non lo appagarono mai, come testimoniato dai suoi meccanici : si narra che tornasse al box furioso anche in occasione di un comunque onorevolissimo secondo posto.

    KEVIN SCHWANTZ

    “Pilota kamikaze”, “testa calda” e chi più ne ha più ne metta. Figlio di proprietari di una concessionaria e nipote di un appassionato di motocross, era pressoché destinato alla carriera nel Motociclismo. Forgiato dalla scuola di motocross conservò lungo tutta la sua carriera la tendenza ad appoggiarsi alla pedana esterna in curva, caratteristica che gli costo’ innumerevoli cadute. Pur dotato di una guida grezza, possedeva una grande sensibilità in frenata che sfruttava per compiere staccate che, per gli altri, eran semplicemente impossibili. Non andò oltre ad un titolo iridato, ma la fama che si conquistò tra i tifosi (anche grazie ad un ottimo rapporto con la stampa) lo colloca tra i piloti più famosi e popolari di sempre.

    FREDDIE SPENCER

    Per alcuni era il più forte, per alcuni era semplicemente il più misterioso: il fatto che Agostini abbia detto che guidasse come un Dio ci fa protendere verso la prima. Sbarcato per caso in 500 come collaudatore Yamaha, si trasferì alla Honda credendo nel progetto della quattro tempi che, purtroppo, riservo’ più problemi che gioie. Il 1985 fu l’ anno che lo consacrò definitivamente: si aggiudicò il titolo sia nella 500 che nella 250, diventando così l’ultimo pilota a sfruttare la regola che permetteva la partecipazione contemporanea in entrambe le categorie. Nell’86 ebbe un crollo psicofisico dovuto alla sindrome del tunnel carpale che in tempi recenti sarebbe stata risolta con un semplice intervento chirurgico. Vinse 27 delle 72 gare disputate, una manciata delle quali nell’89 e nel ’93 quando fece brevi ma infruttuose riapparizioni nel paddock.

    WAYNE RAINEY

    Tra i grandi del Motociclismo è probabilmente quello cui il destino riservo’ un’esistenza più amara. Apparso per la prima volta nel 1984 su chiamata di Kenny Roberts fece ritorno ai campionati americani ma, attratto dalla classe regina, ritornò arrembante sempre coi colori del team di Roberts nel 1988 riuscendo a cogliere la sua prima vittoria. Protagonista di una rapida scalata vinse tre titoli mondiali consecutivi tra il 1990 e il 1992, apprestandosi a vincere anche quello della stagione ’93: sfortunatamente ebbe un incidente in pista che da allora lo costringe sulla sedia a rotelle a seguito della frattura della colonna vertebrale. Per reagire alla shock scelse di dedicarsi senza alcuna pretesa ai campionati americani di kart.

    KENNY ROBERTS

    Rappresenta uno dei pilastri del Motociclismo mondiale: esordì nel 1974 coi colori della Yamaha che onoro’ lungo tutta la sua carriera sebbene essa sia durata solo 9 anni a livello di professionista. Nel 1978 disputò contemporaneamente addirittura tre campionati riuscendo a cogliere l’alloro nella 500, sicuramente il più prestigioso dei tre. Confermò la propria leadership iridata anche nel 1979 e nel 1980 e sfiorò il quarto titolo nel 1983 quando venne però sopravanzato da Freddie Spencer per sole due lunghezze: la delusione fu tale che scelse di interrompere precocemente la propria carriera di pilota. Fortunatamente per gli appassionati, la sua attività nel Motomondiale proseguì anche dopo quegli avvertimenti ma in veste di team owner anche per far esordire i due figli, uno dei quali (Kenny Roberts Jr) divenne campione del mondo 2000 nella categoria 500.

    MARC MARQUEZ

    È nell’ambiente che conta da soli quattro anni, ma ha già massacrato tanti di quei record da essere già una leggenda: forte di una Honda al top è diventato il più giovane pilota a conquistare una pole position e a vincere una gara (Austin 2013). Marquez è il più giovane campione del mondo della classe regina, nonché l’unico ad esserlo diventato nell’anno d’esordio (sempre nel 2013, a 20 anni). Non contento, nel 2014 ha vinto le prime 10 gare e in occasione dell’ultimo appuntamento a Valencia ha scoccato la tredicesima freccia che gli è valso il record di maggior numero di vittorie conquistate in una stagione. Nel 2016 ha conquistato il suo terzo titolo della MotoGP in solo quattro partecipazioni. Un talento imbarazzante.