Portimao WSBK 09: Ben Spies Campione del Mondo!

Gp conclusiva del Campionato WSBK a Portimao dove un formidabile Ben Spies vince Gara 1 ed assieme meritatamente il Titolo Mondiale visto che Haga cade malamente al settimo giro

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    Ben Spies Campione del Mondo!

    Il round finale di questo incredibile, adrenalinico Campionato WSBK 2009, estremamente appassionante e dall’esito finale incerto fino all’ultimissima frazione, andato in scena qui nel bellissimo ed estremamente impegnativo tracciato di Portimao, ha visto giustamente il Trionfo conclusivo del Grandissimo Ben Spies.

    Come sapientemente supervisionato da un’occulta regia di un mago del thriller, questo supremo e definitivo appuntamento Iridato, seppur dal risultato in bilico fino all’ultimissima bandiera a scacchi, ha infine sancito il MERITATISSIMO trionfo dell’Asso Texano che ha dominato decisamente la stagione non solo dall’alto di numeri semplicemente strepitosi – ovvero ben 14 Vittorie su 28 frazioni complessive, ed addirittura 11 Superpoles su 14, tutte (tranne Miller e solo vagamente Donington) su piste a lui assolutamente sconosciute! – ma anche e soprattutto di una Classe semplicemente inarrivabile per chiunque altro concorrente in Campo, Quadruplice Iridato Max Biaggi ovviamente a parte.

    TUTTI hanno infatti riconosciuto la clamorosa superiorità del fantastico rider Americano, già tre volte consecutive Campione AMA SBK con la Suzuki e gomme Dunlop, che proiettato per la primissima volta in un Campionato notoriamente difficilissimo, su una moto per lui nuova, equipaggiata con coperture inedite e per piste altrettanto ignote, nondimeno ha imposto immerdiatamente il suo marchio di dominio vincendo già all’esordio nella Classe, anche se NON in Gara 1 al debutto assoluto, come seppe fare nella Storia il SOLO Biaggi nel 2007.

    Anche un tipo notoriamente poco simpatico e ben poco incline a valorizzare gli avversari come Tardozzi, alla fine, ha dovuto candidamente e – per una volta – sinceramente ammettere la schiacciante superiorità di Ben durante tutta la stagione appena finita, dichiarando come Spies sia stato in assoluto il più forte di tutti ed abbia in effetti pienamente meritato il Titolo.

    Infatti, ragazzi miei, posso tranquillamente affermare come nella Storia intera della ormai ultraventennale, bellissima ed insostituibile Saga Iridata WSBK, NESSUN Titolo sia MAI stato più meritato di questo, ottenuto COMUNQUE di forza e di volontà ferree pur sotto i colpi di una incredibile sfortuna che si è divertita – alla fine, invano – a tormentare Ben nell’arco di tutto l’anno, a cominciare dai tanti ritiri (o comunque risultati assurdi) dovuti a guasti tecnici ed inconvenienti vari, culminati nell’atroce beffa di Monza dove all’asso texano si piantò la moto a duecento metri dal traguardo ormai priva di una sola goccia di benzina, fino all’atterramento invero sospetto a Brno da parte di Fabrizio, vedi caso proprio il team mate del principale contendente al Titolo di Spies.

    Il tutto, ovviamente, cavalcando una moto non solo per lui nuova ma terribilmente – sia in assoluto, ma specie per gli altissimi standards qualitativi dei giorni nostri – prona a rotture tecniche, e comunque decisamente inferiore in tutto e per tutto e sotto OGNI aspetto alla migliore del lotto, ovvero quella Ducati 1198 Ufficiale che premiata anche da un nettissimo vantaggio di cilindrata, regalo e retaggio di un regolamento semplicemente ASSURDO, ha letteralmente dominato il campo, spesso in modo clamorosamente imbarazzante come a Valencia, Sud Africa ed Imola, tanto è vero che su di essa si è verificato l’assoluto mistero cosmico secondo cui pure un pilota tutto sommato mediocre quale Fabrizio abbia potuto vincere ben TRE (sic) gare nella stagione, e quell onesto mestierante della moto che risponde al nome di Haga sia stato immeritatamente leader della Classifica per vari mesi.

    A Noriyuki Haga, confermatosi comunque clamorosamente anche oggi quale l’eterno perdente di sempre, va tuttavia un meritato plauso per gli 8 successi parziali centrati in questo 2009, seppur certamente aiutato dalla manifesta superiorita della sua cavalcatura.

    I freddi numeri comunque parlano da soli, e ci dicono come effettivamente la coppia Xerox Ducati, pur così clamorosamente avvantaggiata dal superiore mezzo meccanico, abbia totalizzato complessivamente appena 11 successi, ovvero ben TRE in meno da quanto conquistato dal SOLO Spies! Ad ulteriore riprova della assoluta inferiorità della pur splendida R1 1000 a scoppi irregolari sulla Ducati 1200 Ufficiale sta il fatto che il team mate di Ben, ovvero Tom Sykes, pilota in assoluto secondo me non certo inferiore a Fabrizio, non si sia neppure sognato nè di vincere una gara, e neppure totalizzare un solo podio!

    Allo Squadrone Ducati, che a metà stagione appariva tracotante ed assolutamente sicuro della Vittoria anche nel Mondiale Piloti, resta la consolazione della conquista dell’ennesimo – ovvero sedicesimo – Titolo Marche nella Storia della WSBK, ma con un margine in fondo assolutamente risicato (appena 67 punti) sulla stessa Yamaha, che comunque oggi festeggia pure la conquista del Titolo Piloti nell’altra importante categoria delle Derivate Serie, ovvero la Supersport, col suo alfiere Crutchlow, mentre il Titolo Marche è andato alla Honda, storica dominatrice delle 600 negli ultimi anni.

    Se solo la Classifica avesse dovuto rispecchiare la realtà dei fatti, ovvero l’autentica disparità dei Valori di Classe e di Talento in Campo, Ben avrebbe dovuto vincere questo Alloro Iridato dall’alto di ben oltre un centinaio di punti di vantaggio, corrispondenti appunto matematicamente alla marea di lunghezze letteralmente gettate al vento e perse per strada nei tantissimi episodi sfortunati di cui Ben è stato incolpevolmente vittima durante tutta questa lunghissima e per lui spinosa stagione.

    Questo ovviamente ormai conta quanto un emerito fico secco, l’importante è SOLO il risultato finale che premia giustamente IL MIGLIORE in assoluto, ovvero il giovane rider texano piombato quasi come un alieno da un’altra remota dimensione in WSBK a dettare la sua spietata legge sull’attonita concorrenza.

    Circa appunto questa, detto dei due riders ufficiali Ducati, che, lo ripeto ancora, hanno beneficiato in maniera assolutamente eccessiva della assoluta superiorità della loro macchina, veniamo al QUARTO classificato assoluto, ovverosia Max Biaggi che ha coraggiosamente e valorosamente portato all’esordio, credendo ciecamente nella assoluta bontà del progetto, la sua potenzialmente formidabile, ma certo completamente acerba Aprilia RSV4, dovendo subire specie nella prima parte della stagione – dopo i due promettenti ma illusori podi ottenuti alla seconda prova in calendario a Losail – diverse cocenti delusioni, del tutto inevitabili nella laboriosa messa a punto di una macchina splendida ma totalmente nuova, con tutti gli ovvi congeniti difetti di gioventù da correggere, ovviamente senza l’aiuto fondamentale delle eperienze e rilevazioni precedenti di cui beneficiavano TUTTE le altre altre Squadre in campo, ugualmente esordiente BMW ovviamente a parte.

    Il magnifico quarto posto finale di Biaggi, doppiato dall’ugualmente quarta posizione assoluta dell’Aprilia nella Classifica del Mondiale Marche, è dunque uno splendido, insperato risultato, conquistato per la casa Veneta in quest’ultima parte quasi interamente dalle gesta di Max – visti la discontinuità e purtroppo anche gli infortuni di Nakano, il quale ha appena annunciato il suo ritiro – che nelle ultime entusiasmanti prove, finalmente supportato in maniera adeguata dalla sua macchina, ha sfoderato la sua insuperata ed inossidabile Classe di sempre, abbonandosi letteralmente al podio e centrando anche la prima attesissima vittoria della stagione nella preferita pista di Brno.

    Da notare come la Casa di Noale abbia più che doppiato come numero di punti l’altra debuttante assoluta (mentre la marca Veneta è in effetti di ritorno nel Campionato delle Derivate Serie dopo un’annosa, lunghissima pausa), ovvero la cenerentola BMW che ha costituito invece la sorpresa in negativo della stagione.

    Alla fine, the Emperor ha giustamente prevalso nel serratissimo rush finale per la quarta piazza assoluta anche sul giovane Jonathan Rea, che pure si è distinto quale miglior rookie “umano” della stagione, inarrivabile Ben Spies – ugualmente assoluto esordiente in WSBK – ovviamente a parte.

    Il Nordirialndese, con il suo stile velocissimo, irriuente e dinamico – anche se proprio per questo prono talvolta a svarioni ed errori evitabili – si è comunque meritatamente aggiudicato il virtuale titolo di prima guida Honda, vincendo due volte ed imponendosi non solo sull’esperto team mate Checa, ma pure sull’altro giovanissimo esordiente e figlio d’arte Leon Haslam.

    Vorrei anche ricordare come GIA’ al primo appuntamento iridato io abbia indicato il futuro Campione del Mondo pressochè sicuramente in Spies su Haga secondo, con Biaggi e “forse Neukirchner” quali uniche possibili alternative come “terzi incomodi”, e vedi un po il caso, il mio favorito ha puntualmente vinto il Titolo dominando nettamente la stagione, Nori è finito secondo e Max quarto, col tedesco fatalmente subito KO a causa gravi ed imponderabili infortuni.

    Venendo alla cronaca odierna, in Gara 1 Spies ha semplicemente dominato la corsa dal primo metro fino all’ultimo, decisissimo a conseguire l’unico risultato per lui accettabile, ovvero la vittoria. mentre dietro a lui si incollava un volitivo e velocissimo Biaggi, seppur estremamente handicappato e dolorante a causa della brutta caduta della vigilia, a sua volta seguito più da lontano da Rea.

    La coppia Ducati invece, pur in una pista asssolutamente favorevole alle caratteristiche della 1198 R, partiva male e nella foga di risalire la corrente Haga appena al settimo giro usciva di scena, cadendo da solo a causa di un suo errore, compromettendo così fatalmente le sue possibilità mondiali, mentre Fabrizio arrancava nelle posizioni di rincalzo.

    Biaggi restava in seconda posizione fin quasi alla fine, quando un suo inopinato lungo (dovuto alle sue grandi difficoltà in staccata, causate ovviamente alla mano destra infortunata) unito ad un curioso episodio al penultimo giro, quando un concorrente rompendo il motore causava un fittissimo nuvolone di fumo all’ingresso del traguardo, consentiva a Rea di passare e di conquistare un secondo posto tutto sommato immeritato, e che avrebbe dovuto arridere al Campione Romano per quanto mostrato in tutta la corsa in seconda posizione.

    Dietro questi tre grandi protagonisti della corsa, uno splendido Shane Byrne a bordo della sua Ducati privata ancora una volta è andato bravamente a precedere l’ufficiale Fabrizio, mentre in sesta posizione si piazzava il sorprendente inglese Camier a bordo della seconda RSV4 che regolava di ben cinque secondi Checa, solo settimo con la seconda Honda ufficiale Ten Kate.

    mentre alle sue spalle Xaus con la prima BMW giungeva staccato in ottava posizione.

    In Gara 2 a Spies, ormai in vantaggio di ben quindici punti su Haga, non restava che controllare il rivale, riducendo al minimo i rischi ed evitando assolutamente di rimanere coinvolto in possibili guai e duelli potenzialmente pericolosi. Ben così ha svolto un compito agevole e ad andatura per lui lentissima, senza ovviamente esprimere minimamente le sue potenzialità, del resto già abbondantemente sfoggiate solo pche ore prima.

    Davanti a lui si portava subito in testa uno scatenatissimo Byrne, seguito a ruota da Rea, Spies e Biaggi, mentre la coppia Ducati inseguiva con Haga in coda.

    Il bravissimo inglese sulla Ducati privata del team Sterilgarda, pur facendo miracoli di valore in testa alla corsa, ben presto è stato superato da Rea, mentre Spies veniva insidiato dalla coppia Ducati e Biaggi vittima un lungo doveva inseguire per recuperare. Prima Fabrizio, poi Biaggi e successivamente (all’ottavo giro) Haga passavano uno Spies attendista e guardingo, cui importava solo del sospiratissimo Titolo Mondiale.

    Verso i due terzi di gara Fabrizio si portava in testa superando Rea, con Byrne terzo mentre Biaggi li seguiva da vicino precedendo Haga, ma già al giro successivo il giapponese approfittava di uno dei tanti errori di Max (dovuti alle gia menzionate difficoltà di frenata causa infortunio) per superarlo.

    A quattro tornate dalla fine Rea tornava di prepotenza in testa passando Fabrizio, mentre Haga superava Byrne. Proprio all’ultimo giro si è in effetti decisa la corsa, perchè a causa di un errore (forse una sfollata) Rea si faceva passare da Fabrizio, poi nel tentativo di recuperare andava largo e veniva passato pure da Haga, giungendo inopinatamente quanto immeritatamente solo terzo al traguardo dietro alla coppia Ducati.

    Quarto giungeva l’eroico Byrne, a precedere Spies e Biaggi, vittima di troppi errori a causa delle sue grandi e dolorosissime difficoltà in staccata.

    Anche in questa frazione Camier, al suo secondo GP in assoluto con la quadricilindrica veneta, confermava in pieno la sua ottima adattabilità alla RSV4 giungendo settimo.

    COSI’, come avevo ben detto in occasione dell’appuntamento di Imola, la bella idea del Team Xerox di NON fare ovvi e perfettamente legittimi giochi di squadra alla fine è costata semplicemente una bazzecola come il TITOLO MONDIALE PILOTI alla Casa di Borgo Panigale perchè, se si sommano i cinque punti che Fabrizio tolse allora al team mate, a questi ultimi cinque, la matematica ci dice che Haga avrebbe UGUALMENTE vinto il Titolo pur con l’errore marchiano di Gara 1. Contenti loro………:)

    Adesso, pur con il sospirato e meritatissimo Alloro Iridato sul capo, le fatiche per il grandissimo e fenomenale Ben Spies NON sono ancora finite perchè, come ben sapete, lo attende ancora la prova finale della MotoGp a Valencia, per lui prova generale della prossima stagione nel sorprendente – e sulla carta semplicemente formidabile – Team Texas assieme ad Edwards con le Yamaha M1 del Team Satellite Tech3.

    Sono assolutamente certo che il pluricampione AMA e neo Iridato WSBK saprà farsi ben valere anche in questa categoria per lui nuova, vista la incredibile adattabilità dimostrata in quest’anno vincente a materiali e circuiti a lui del tutto ignoti!

    Al formidabile Asso Texano va un grande In Bocca Al Lupo per questo esordio di ritorno in MotoGp (dopo alcune positive gare di assaggio in passato come wild card), in attesa ovviamente della stagione mondiale 2010 che per lui si preannuncia davvero promettente.

    Nel frattempo, GRAZIE a te Ben per il sublime spettacolo di coraggio, abnegazione, e soprattutto enormi Talento e Classe che ci hai offerto in questo incredibile anno passato insieme in WSBK, che storicamente porterà sempre da ora in poi il tuo marchio vincente.

    Appuntamento quindi a Tutti al prossimo anno per una nuova formidabile stagione di questa unica, appassionantissima ed insostituibile Saga Mondiale WSBK!

    DONOVAN

    Foto Motoblog.it