Prodrive, addio Formula 1 nel 2008

Prodrive, addio F1 nel 2008

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    Chi ben comincia è a metà dell’opera. Chi non comincia… non va da nessuna parte!

    L’immobile Prodrive di David Richards , infatti, getta la spugna e annuncia che, nel prossimo campionato mondiale di Formula 1 2008, loro non ci saranno.

    Con tutti gli argomenti caldi di questo finale di stagione, devo ammettere che mi ero completamente dimenticato della vicenda legata al team di Banbury.

    E’ dall’inizio dell’estate che devono svelare i loro piani. In realtà non sono puntuali neanche nel dare l’annuncio dei continui rinvii.

    Ad agosto l’accordo con la McLaren sembrava imminimente ma i nuvoloni della spy story e non solo quelli hanno mandato nel limbo il progetto di David Richards.

    Non solo Spy story, dicevo. A complicare le strategie Prodrive al punto da vederla impossibilitata a partecipare al mondiale 2008, infatti, è stato soprattutto il mancato accordo fra i team per la vendita dei telai. Senza far scendere in pista una McLaren-B o una Renault-B (ipotesi del periodo post spy-story), Richards si è trovato senza vetture.

    A nulla è servito prendere altro tempo perché, come lo stesso tecnico inglese ha ammesso:“I tempi per trovare un accordo sulla vendita dei telai sono stati più lunghi del previsto. Il nuovo Patto della Concordia non è stato ancora rinnovato. Abbiamo chiesto alla Federazione di cominciare da metà stagione ma ci è stato vietato per cui al momento non esistono le condizioni per esser presenti nella stagione 2008″.

    Il team di Banbury spera adesso che il nodo delle vetture clienti venga sciolto al più presto, altrimenti saranno comunque impossibilitati a partecipare e un altro anno di tempo in queste condizioni non cambierà minimamente le cose.

    Unica nota di merito, se così la si vuol chiamare, è stata quella di non aver seguito altri team come Red Bull e Toro Rosso che hanno veleggiato ai margini del regolamento. Probabilmente, però, è andata così solo perché non avevano alternative.

    Due auto in più a creare spettacolo non sarebbero dispiaciute. Registriamo, però, con soddisfazione la vittoria di Frank Williams e dei veri costruttori i quali, non vi è dubbio, lotteranno fino all’ultimo per opporsi all’ingresso di team clienti, vale a dire la consacrazione della banalizzazione di questo splendido sport.

    Peccato che sia solo una questione di tempo. Il solco è tracciato.