Prodrive in F1: Richards ci riprova con gli arabi

Il patron della Prodrive David Richards ammette di essere atterrato in Kuwait per discutere con alcuni investitori arabi l'acquisto del team Honda

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    Sembrava che la vecchia volpe di David Richards, di fronte all’eccessivo esborso economico per accaparrarsi l’ex scuderia Honda di F1, avesse fatto marcia indietro. In realtà, l’ex tecnico della BAR e titolare della Prodrive stava solo prendendo la rincorsa per raggiungere il Medio Oriente e chiedere aiuto a dei ricchi investitori arabi. L’affare, adesso, sembra vicinissimo alla conclusione.

    TEMPI RIDOTTI. Nick Fry e Ross Brawn hanno le ore contate. I due tecnici della Honda non potranno dilungarsi oltre le prime settimane del 2009. I potenziali acquirenti lo sanno e stanno stringendo i tempi. Tra di loro rispunta concreto il nome di David Richards il quale sembrava ormai tagliato fuori vista la differenza ciclopica tra la domanda dei giapponesi e l’offerta del team manager inglese. Adesso, però, le carte sembrano di nuovo volgere a favore dell’ex tecnico della BAR il quale fa sapere di avere concreti contatti con potenziali investitori provenienti dal mondo arabo.

    ARABI PER TUTTI. Dopo aver messo le mani su una consistente quota della azioni McLaren ed aver fatto capolino anche in quelle Ferrari, i ricchi petrolieri continuano a vedere di grande interesse la Formula 1:“C’e’ un gruppo di persone in Medio Oriente che vuole supportare il mio ingresso in F1 – ha dichiarato Richards di ritorno da un viaggio in Kuwait - Ma dobbiamo capire quando sara’ il momento propizio. Considerando la grande ristrutturazione a livello di staff e di risorse, gli investitori devono riflettere a lungo sull’operazione.

    CRISI GLOBALE. Per Richards la missione è vitale. Le sue preoccupazioni, però, sono molteplici. Già in tempi non di crisi, infatti, il suo approdo in Formula 1 con la Prodrive naufragò. Adesso i presupposti sono molto diversi, ma la congiuntura economica sfavorevole non lascia molto spazio all’ottimismo.“La F1 e’ un qualcosa che mi interessa molto – ribadisce il boss della Prodrive - Ma il grande dubbio rimane: e’ una sfida al momento troppo grande in questo periodo? Questo e’ cio’ che devo capire”.