Red Bull e FIA: è scontro su mappature del motore e penalità a Vettel

Formula 1: la Red Bull dovrà cambiare le mappature del motore in vista del GP di Ungheria dopo le polemiche del GP di Germania

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    La Red Bull dovrà modificare le mappature del motore in vista del Gran Premio di Ungheria in programma, lo ricordiamo, nel prossimo fine settimana. E’ questa la notizia che sta per essere ufficializzata e che segna una svolta nelle polemiche dello scorso Gran Premio di Germania. Ad Hockenheim, infatti, il delegato tecnico della FIA - Jo Bauer – aveva riscontrato un’anomalia ma non aveva potuto sanzionare le monoposto di Adrian Newey per colpa di un regolamento non del tutto chiaro su questo fronte. Sai che novità. In un certo senso, passatemi la metafora, Vettel e Webber se l’erano cavata per assenza di prove.

    Red Bull deve cambiare la mappatura del motore

    Cosa non andava nella mappatura del motore utilizzata nel Gran Premio di Germania? Semplice: la coppia erogata ad un certo regime di rotazione non era coerente con una certa velocità. In parole povere, vi era il sospetto – qualcuno direbbe la certezza – che Adrian Newey avesse studiato un nuovo sistema per sfruttare i celebri scarichi soffiati che, dal 2012, sono divenuti illegali. “Questa mappatura altera artificialmente le caratteristiche aerodinamiche della vettura”, ha dichiarato in modo perentorio il già citato Bauer. Così non si fa. La colpa del caos, però, non è della Red Bull che – giustamente – le prova tutte pur di migliorare le proprie prestazioni. La responsabilità è della FIA che, come spesso succede, non riesce a stilare un regolamento chiaro ed inequivocabile. A questo proposito, Christian Horner ha dichiarato:“Abbiamo bisogno di regole chiare. E’ sbagliato discutere dello spirito del regolamento ma di ciò che esprime per come è scritto. Nel leggere le norme si deve capire in modo chiaro e netto se si è dentro o fuori, Non si può stare a metà strada”.

    Marko: “E’ colpa di Button”

    Helmut Marko deve darsi una regolata. E’ una persona seria. Così facendo rischia di coprirsi di ridicolo. L’ultima uscita del consulente Red Bull è una strenua difesa del pupillo Sebastian Vettel sempre in merito alla penalizzazione subito al termine del Gran Premio di Germania. Le immagini parlano chiaro. Eppure l’ex pilota austriaco vuole dire la sua:“Tutto nasce da Button che non ha lasciato spazio a Sebastian, costringendolo ad andare fuori”. Secondo Marko, Vettel non poteva fare altro che andare fuori dalla pista per evitare l’incidente. Ci può stare questo. Ma poteva benissimo non superare Button. Vettel è stato punito per il sorpasso, non perché ha tagliato la pista. “Questa vicenda ci lascia l’amaro in bocca, perché credo siano state fatte differenze di trattamento”, ha concluso l’uomo Red Bull. Occhio che qui siamo in zona paranoia…