Red Bull e Vettel favoriti per il titolo con il nuovo doppio-Drs

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    Red Bull Vettel doppio-Drs

    AP/LaPresse

    A Monza arrancava senza velocità di punta e con i problemi all’alternatore che l’hanno costretto al ritiro. A Singapore, la ritrovata competitività, diventata dominio ieri a Suzuka. L’evoluzione della Red Bull può spiegarsi semplicemente come un miglior adattamento a circuiti radicalmente diversi? Non solo, e la conferma arriverà già domenica prossima a Yeongam, in Corea.

    C’è di più dietro alle prestazioni del Gran Premio del Giappone, dove il team anglo-austriaco è tornato a monopolizzare la prima fila in qualifica come non accadeva da molto tempo. La trovata tecnica, opera ovviamente di Adrian Newey, sta nel sistema di doppio-Drs messo a punto e impiegato, a quanto pare, già nella vittoriosa trasferta di Singapore.

    Una strada diversa da quella percorsa dalla Mercedes e dalla Lotus, una scelta tecnica che, alla luce dei regolamenti per il 2013, non potrà esser riproposta il prossimo anno, se verrà confermato il funzionamento attuale. L’attivazione dell’ala mobile, oltre a ridurre il carico aerodinamico del profilo aperto, svela un’apertura sulle paratie verticali dell’alettone, lungo le quali sono ricavate le canalizzazioni che portano l’aria fino alla base, nella zona di sostegno dell’alettone. Poi, diversamente da quanto fatto dalla Mercedes (che porta l’aria fino all’ala anteriore per scaricarla dietro il profilo, facendolo stallare), Newey ha avuto l’intuizione di scaricare l’aria nella zona del diffusore, un’area di 15 centimetri in cui non vigono restrizioni regolamentari.

    Ancora una volta, l’ingegno dell’inglese sfrutta le pieghe del regolamento per ottimizzare l’efficienza aerodinamica della monoposto, nel pieno rispetto delle norme. Gli effetti dell’afflusso extra di aria portano ad avere una velocità di punta più elevata, senza intervenire sul carico aerodinamico generato dagli alettoni, trovando il mix perfetto tra aderenza in curva e bassa resistenza all’avanzamento in rettilineo.

    I vantaggi del sistema doppio-Drs Red Bull sono evidentemente maggiori in qualifica, con l’attivazione libera dell’ala mobile su tutto il giro. Anche in gara, tuttavia, c’è stata la conferma della bontà del sistema, visto che pur non avendo nessuno davanti, quindi senza scia da sfruttare, la velocità massima di Vettel era vicina a quella di monoposto tradizionalmente molto scariche, e ieri impegnate in battaglia, come le Toro Rosso.

    Un brutto campanello d’allarme per Alonso e la Ferrari, perché allo stallo tecnico della Rossa - ieri Alonso si è lamentato per avere la stessa macchina senza novità da sei gare – si contrappone non solo la presenza di tracciati favorevoli alla Red Bull, ma anche aggiornamenti tecnici che, al momento, in Ferrari sembra non siano in grado di produrre. Il trend favorevole inaugurato da Vettel può condurlo dritto al titolo mondiale, dopo un mese esatto dalla debacle monzese, da quel ritiro che sembrava averlo estromesso definitivamente dalla lotta per il titolo.

    FOTOGALLERY GRAN PREMIO DEL GIAPPONE 2012 – SUZUKA