Red Bull F1 2012: scarichi miracolosi, Newey colpisce ancora

Formula 1: focus sugli scarichi Red Bull

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    E’ saltata fuori nelle ultime 24 ore la genialata di Adrian Newey sulla Red Bull RB8. La monoposto che dovrà difendere nel corso della stagione 2012 di Formula 1 ben due titoli mondiali piloti e due campionati costruttori consecutivi, è stata progettata con un ingegnoso sistema di direzionamento dei gas di scarico che sfrutta i bracci delle sospensioni posteriori per creare una sorta di condotto in grado di far recuperare una parte del carico aerodinamico perso con la messa al bando dei cosiddetti scarichi soffiati. Non solo: dall’Inghilterra continuano ad alzarsi dubbi sulla reale funzione della fessura posta sul muso della vettura.

    Red Bull RB8: l’ultimo colpo di genio di Newey

    Gli scarichi che soffiano sul diffusore ed aiutano a creare carico aerodinamico sono stati vietati. Tutti i team si stanno affaccendando per trovare una soluzione che sia in linea con il restrittivo regolamento ma che, al tempo stesso, riesca in qualche modo a supplire a questa mancanza. McLaren e Ferrari hanno iniziato sparando i gas di scarico tra la ruota posteriore e la parte esterna dell’alettone. Dopo un paio di giorni con scarsi risultati e parti di carrozzeria bruciacchiate, gli uomini di Maranello hanno cambiato idea. Non quelli di Woking che credono ancora nel loro progetto iniziale. La Red Bull, invece, ha scelto un’altra strada che ad oggi sembra – tanto per cambiare – tanto più geniale quanto più redditizia. Adrian Newey è riuscito ad utilizzare il disegno dei bracci delle sospensioni posteriori per indirizzare i gas roventi in modo tale che la RB8 recuperi parte di quel 20% di carico aerodinamico stimato come perso dal nuovo regolamento. Tutti i tecnici si sono mostrati d’accordo nell’affermare che la stagione 2012 sarà vinta da chi avrà agito meglio in quest’area della macchina. Il fermento che c’è sul tema lo conferma a pieno. Adesso non ci resta che attendere gli altri 8 giorni di test invernali per scoprire come si evolverà lo studio sulla materia.

    Red Bull: prosegue il mistero del buco sul muso

    La presa d’aria posta sul muso della Red Bull nei pressi dello scalino continua a non convincere a pieno gli osservatori. Già ribattezzata molto propriamente letterbox (cassetta delle lettere) dagli osservatori d’oltremanica, la soluzione non può considerarsi solo un vezzo estetico per raffreddare l’abitacolo del pilota come Adrian Newey l’ha definita. C’è dell’altro. Almeno stando ai commentatori internazionali. Dall’Inghilterra ipotizzano che la fessura abbia una funzione di F-duct anteriore passivo dello stesso genere di quello che la Mercedes. Secondo i tedeschi di Auto Motor und Sport, difficilmente gli ingegneri dei team rivali si accontenteranno della spiegazione data da Newey dato che le dimensioni dell’apertura sono ben più ampie di quelle di una normale presa per rinfrescare il pilota.

    Foto: Red Bull Racing