Red Bull F1: con Vettel si vede il titolo

Dietrich Mateschitz, patron della Red Bull, racconta le sue aspettative per il 2009 di Toro Rosso e Red Bull ed indica in Sebastian Vettel un possibile candidato al titolo di campione mondiale di formula 1

da , il

    Dietrich Mateschitz

    Silenzio, parla Dietrich Mateschitz. Con un patrimonio stimato intorno ai 3 miliardi di euro, a tanto ammonterebbe il fenomeno della bibita energizzante venduta in 148 paesi, il gruppo Red Bull, che comprende 25 aziende per un totale di 5700 dipendenti, nel 2008 ha distribuito su tutta la faccia del pianeta oltre 4 miliardi di lattine. Dietro al successo della bevanda che “mette le ali” c’è proprio lui, Dietrich Mateschitz, azionista di maggioranza del gruppo: 64 anni ben portati, grande appassionato di aeroplani, di calcio, e, ovviamente, di F1.

    IL TAGLIO DEI COSTI. In un’ intervista alla Gazzetta dello sport, il numero uno della Red Bull Racing e della Toro Rosso parla inevitabilmente della crisi, dicendo di sentirsi ottimista: “nelle nostre spese di marketing la F1 vale meno del 5%. Dunque la crisi ci colpisce in maniera indiretta e molto marginale. Certo, anche il nostro gruppo ha risentito e sta risentendo della crisi.Una flessione nelle vendite che comunque non ci preoccupa più di tanto. Bisogna guardare avanti.”

    PENSANDO AL 2009. Quando gli viene chiesto di parlare della ventura stagione, non nasconde un certo entusiasmo: “l’ obbiettivo è competere con i team al vertice. La nuova vettura ha un grande progettista alle spalle (Adrian Newey, ndr), e sarà molto veloce. In combinazione col talento di Vettel, dovremmo essere in grado di salire spesso sul podio.”

    IL FENOMENO BIONDO. Si arriva a parlare di Vettel, naturalmente, e Mateschitz non perde l’occasione per celebrare il suo pupillo: “è un fenomeno; noi lo stiamo seguendo da oltre dieci anni, attraverso il nostro programma DRIVER SEARCH. Può vincere il titolo anche con noi. Ha un contratto con la Red Bull di due anni, e noi speriamo di dargli una vettura all’altezza del titolo già prima di questa scadenza, anche se il corteggiamento della Ferrari farebbe tentennare chiunque.”

    QUESTIONE TORO ROSSO. Mateschitz è tornato ad essere proprietario unico della STR, e ribadisce di non essere intenzionato a vendere. Ma dal 2010 la Fia vieterà i “telai-fotocopia”. “L’ impossibilità di sinergie è il motivo principale che potrebbe farci vendere.” Quando poi gli viene domandato come mai la Toro Rosso non riesce a trovare una sua identità in Italia, lui risponde semplicemente che l’ombra della Ferrari è troppo forte e troppo opprimente.