Red Bull F1: il nostro segreto? Si chiama Newey

Qual'è il segreto della velocissima RB6 della Red Bull, la monoposto che dopo solo sei gare si è aggiudicata il titolo di "imprendibile" del Mondiale 2010 di F1? Adrian Newey

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    È passata una settimana dalla sesta tappa del Mondiale 2010 di F1 e, in attesa che team e piloti scendano di nuovo in pista per il prossimo appuntamento in Turchia, in programma il 30 maggio sul circuito di Istanbul, fan e appassionati si interrogano su chi saranno i protagonisti delle prossime gare. Anche se siamo ancora agli inizi, e anche se la classifica continua a subire cambi di leadership, dopo due mesi dal via possiamo dire di avere una certezza in questa stagione: la RB6 della Red Bull è decisamente un fulmine.

    RB6. A Monaco, Mark Webber ha bissato il successo di Barcellona e, insieme al compagno di squadra Vettel ha portato a casa la seconda doppietta stagionale. Sin dal primo appuntamento in Bahrain, la Red Bull aveva mostrato di essere velocissima in gara, ma ancora di più nelle qualifiche, dove finora nessuna vettura è riuscita a strappargli la pole position: e i suoi avversari sanno bene che il primo passo per cominciare a ridurre il gap tra loro e la monoposto austriaca è proprio quello di riuscire a batterla prima ancora che si accenda il semaforo verde, perché una volta che la RB6 ha il campo libero davanti a sè, è davvero difficile andare a riprenderla. Ma chi c’è dietro a tanto successo?

    FRANK WILLIAMS. Il fattore chiave in casa Red Bull sembrerebbe proprio essere Adrian Newey, direttore tecnico del team e progettista dell’imprendibile monoposto. Almeno secondo quanto dichiarato da Frank Williams, ex boss del geniale ingegnere britannico. Il gioiello dell’aerodinamica disegnato da Newey ha letteralmente sbaragliato la concorrenza in pista e, sebbene McLaren, Ferrari e Mercedes GP siano fiduciosi di poter riuscire a ridurre al più presto il gap che li separa dalla RB6 della Red Bull, Williams non ne è così sicuro. Il fondatore dell’omonima scuderia di F1, ha visto Newey all’opera negli anni in cui il britannico ha lavorato per la Williams, dal 1990 al 1995, contribuendo a far vincere alla squadra tre dei nove titoli costruttori, e per questo non ha dubbi sul suo talento e ritiene che difficilmente i rivali della Red Bull riusciranno ad avvicinarsi. “Adrian è su di un gradino sopra agli altri, e in più ha una grandissima esperienza”, queste le (poche) parole usate da Williams per descrivere l’asso nella manica di Milton Keynes. “Quando è arrivato da noi all’inizio degli anni ’90, era chiaro che sapeva in che modo bisognava muoversi. Quello che faceva non era a caso. È una persona davvero speciale e molto dotata”. Ma cosa ne pensa invece il diretto interessato?

    ADRIAN NEWEY. Nonostante gli elogi di Williams e gli ottimi risultati della Red Bull, Newey rimane con i piedi per terra e assicura che i maggiori rivali di quest’anno abbiano risorse e capacità necessarie per compiere un gran passo in avanti in termini di performance. Dopo il bellissimo successo sulle strade monegasche, Newey ha così commentato: “Ho smesso di prevedere quali circuiti siano buoni o meno per la RB6, perché abbiamo visto che la macchina è veloce su tutti finora, ma ci troviamo al secondo anno in cui il regolamento è cambiato molto, per questo il tasso di sviluppo è decisamente alto. E come abbiamo già visto nel 2009, la monoposto più veloce a inizio stagione non lo è necessariamente anche alla fine. Tutto sta nel capire se possiamo continuare almeno ad essere allo stesso livello dei nostri rivali”.

    Foto: motorsportblog.it