Red Bull, retroscena: Vettel ha rischiato il ritiro in Brasile [FOTO]

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    Red Bull, retroscena: Vettel ha rischiato il ritiro in Brasile [FOTO]

    Le gufate del popolo Ferrari nei confronti di Sebastian Vettel sono andate molto vicine al bersaglio! Alla partenza del GP del Brasile, la Red Bull numero 1 viene colpita dalla Williams di Bruno Senna e resta seriamente danneggiata. Il pilota tedesco, però, riesce comunque a raggiungere il traguardo. A fine gara, Christian Horner non nasconde lo stress e conferma:“I danni erano talmente tanti che abbiamo rischiato di doverci ritirare”. A preoccupare il box degli austriaci è stato il problema alla parte posteriore del telaio che ha interessato soprattutto lo scarico ed alcune apparecchiature elettroniche. Ci sono voluti, a quel punto, alcuni interventi specifici per tenere la situazione sotto controllo per altri 70 giri. Ecco quali.

    Fotogallery: la festa di Vettel e della Red Bull

    Red Bull: abbiamo lavorato per salvare la situazione

    “Ci sono stati danni al tubo di scarico e ad alcune apparecchiature sensibili. Il danno provocato da un impatto del genere è stato enorme”, ha aggiunto Christian Horner. Anche stavolta c’è lo zampino di Adrian Newey. Il genio ha tolto le castagne dal fuoco analizzando la telemetria ed alcune immagini della vettura scattate in tempo reale e prendendo importanti decisioni:“Ci siamo accorti che abbiamo perso carico nella parte posteriore e, alla prima sosta, abbiamo modificato l’ala anteriore per compensare il problema. Altro fronte di preoccupazione era verso lo scarico: lì abbiamo deciso di usare una mappatura particolare del motore che limitasse il surriscaldamento ed evitasse che la carrozzeria prendesse fuoco. Le prestazioni erano più basse rispetto al nostro potenziale ma siamo riusciti ad arrivare al traguardo nella giusta posizione”, ha concluso.

    Schumacher: “Orgoglioso di Vettel”

    Con la conquista del terzo titolo mondiale ed il contemporaneo ritiro definitivo di Michael Schumacher, Sebastian Vettel diventa il pilota di Formula 1 più vincente in attività. L’uomo Mercedes dimostra di non soffrire affatto d’invidia sebbene, a soli 25 anni, il piccolo ragazzo dei record dia l’impressione di poter puntare a scalare la sua montagna di primati. “E’ una conclusione che mi ricorda il 2003 quando vinsi per un solo punto e nonostante una foratura – ha dichiarato il Kaiser – Sono orgoglioso di lui. E’ un buon amico”.

    Festa grande anche in Renault

    Mentre si viene a sapere che la Infiniti (marchio controllato da Renault) sarà il title sponsor della Red Bull per il 2013, i transalpini festeggiano di gusto il loro 10° titolo piloti vinto nella storia della Formula 1. Si parte con Nigel Mansell (Williams) nel 1992, per poi passare ad Alain Prost nel 1993 (Williams) ed arrivare arrivare alla tripletta Michael Schumacher nel 1995 (Benetton), Damon Hill nel 1996 (Williams) e Jacques Villeneuve nel 1997 (Williams). Il digiuno si interrompe nel 2005 e 2006 con Fernando Alonso (Renault, team proprietario) e la gloria prosegue con il tris di Sebastian Vettel nel 2010, 2011 e 2012 (Red Bull).