Regolamento SBK 2018 ufficiale: novità tecniche e limitazioni ai giri motore

La Dorna ha ufficializzato il regolamento del mondiale SBK 2018. Tante novità tecniche e limitazioni importanti per i top-team.

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    Regolamento SBK 2018 ufficiale: novità tecniche e limitazioni ai giri motore

    Il mondiale SBK 2018 sarà per certi versi rivoluzionario. La federazione ha finalmente pubblicato il regolamento tecnico della prossima stagione e molti punti fanno e faranno sicuramente discutere gli esperti e appassionati di tutto il mondo. Il punto focale è stato quello di bilanciare le prestazioni in pista. Negli ultimi anni lo strapotere Kawasaki, unito alla grande competitività della Ducati, hanno offerto uno spettacolo poco convincente.

    La Yamaha, Honda, MV Agusta, Aprilia e BMW hanno provato a stare al passo della ‘verdona’ giapponese, ma hanno fallito. La Federazione, per provare a dare nuovo slancio al mondiale delle derivate, ha deciso di introdurre un limitatore di giri motore. La Dorna inserirà nella centralina un software che impedirà ad alcune moto di salire sopra una determinata soglia di giri limitando la potenza.

    Limitazioni per favorire lo spettacolo, funzionerà?

    La Dorna ha deciso che questa “limitazione” verrà decisa a tavolino, di gara in gara, in base ai risultati e podi ottenuti nelle gare precedenti. Per intenderci sarà una ‘penalità’ simile a quella che viene utilizzata nel WTCC con i pesi di compensazione. Per fare un esempio pratico, in questo momento Kawasaki e Ducati avrebbero il limitatore per la loro supremazia tecnica, mentre le altre case no. Nel momento in cui un pilota o un team (per esempio la Yamaha) dovessero raggiungere vittorie o podi consecutivi verrebbero ‘limitate’ per non sfavorire Kawasaki e Ducati.

    Tutte queste restrizioni e aggiustamenti saranno fatte esclusivamente per evitare di ritrovarsi ancora una volta con la Kawasaki, ed in particolare Jonathan Rea, campione del mondo con un gap di oltre 140 punti sui rivali.

    Concessioni importanti ai team privati

    Ci saranno poi anche delle limitazioni, questo un punto ancora più importante, per i team più competitivi. Se la moto è veloce e vincente, la Dorna bloccherà lo sviluppo per un determinato periodo. Allo stesso modo una scuderia in difficoltà e a corto di risultati, potrà sviluppare la propria moto per raggiungere la competitività perduta. Tutti questi cambi regolamentari non riguarderanno solo le case ufficiali. I team privati avranno alcune agevolazioni come quella di avere parti del motore a prezzo stabilito, in modo che possano avere delle moto ultra competitive identiche a quelle factory.

    Regolamento pro-team privati, Kawasaki ‘spinta’ in MotoGP?

    Questo nuovo regolamento, almeno sulla carte, sembra sfavorire le case ufficiali. Alcune, Kawasaki su tutte, spendono molti milioni di euro per essere vincenti in SBK. Con queste limitazioni e concessioni ai privati, non è da escludere che un pilota cliente della scuderia giapponese si ritrovi davanti a Sykes e Rea. Questo rimescolamento potrebbe aiutare a livellare i valori in pista, un po’ come sta succedendo in MotoGP da qualche anno a questa parte, ma sfavorire oltremodo le case ufficiali. Se Honda, Yamaha, Ducati e Aprilia puntano maggiormente alla MotoGP, non si può dire lo stesso per Kawasaki, BMW e MV Agusta che sono esclusivamente nel mondiale delle derivate. In pista sarà poi curioso capire come verranno mostrate al pubblico le limitazioni di gara in gara. Come capiremo chi è ‘limitato’ e chi no? chi può sviluppare e chi invece è costretto a tenere lo sviluppo bloccato? Il “regno” di Rea e della Kawasaki sta veramente per finire? lo scopriremo ad inizio 2018.