Regole F1 assurde? non è colpa della gente!

Risultati del sondaggio commissionato dalla FOTA per scoprire i gusti del pubblico della Formula 1 e decidere le nuove regole per la F1 del futuro

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    La FOTA ha reso pubblici i risultati del sondaggio indetto tra gli spettatori della Formula 1 per decretare le nuove regole di questo sport. Gli intervistati, presi da ogni parte del mondo, sono 8500. Le riposte spiegano chiaramente come mai l’associazione dei team di F1 abbia tirato fuori una serie di proposte più o meno interessanti, tra le quali spiccava la modifica all’assegnazione dei punteggi, poi cassata dalla FIA a favore del progetto di Ecclestone.

    COMPOSIZIONE DEL CAMPIONE. Come ogni sondaggio che si rispetti, la composizione del campione è fondamentale. Qui si hanno un 25% di appassionati, 44% di moderatamente interessati ed un 31% di poco interessati. Avete capito? Il famoso sondaggio che sta decidendo le sorti della F1 è stato messo in mano ad una stragrande maggioranza di persone che di F1 sanno poco o niente. Direi che come inizio, non poteva essere peggiore. Ma proseguiamo analizzando i risultati.

    RISULTATI. Stando alle risposte date dagli intervistati su temi di grande portata in Formula 1, sono state raccolte le seguenti indicazioni:

    • Test: devono avere minore impatto sulle performance delle vetture.
    • Qualifiche: devono premiare il più veloce.
    • Pit Stop: devono premiare la velocità di esecuzione, quindi abolire i rifornimenti e puntare sul cambio gomme come gioco di squadra.
    • Sorpassi: devono aumentare ma non usando l’inversione della griglia di partenza (come in GP2).
    • Durata della corsa: non sembra che una diminuzione della durata, possa attrarre nuovi fans.
    • Circuiti: mantenere i classici ma aumentare le corse in notturna e nei circuiti cittadini.
    • Campionato: dare più enfasi al vincitore di gara modificando il sistema dei punteggi

    Molte delle indicazioni che emergono dal sondaggio sono condivisibili. Altre, come l’incremento dei circuiti cittadini, sono chiaramente figlie dell’influenza di persone non troppo esperte di F1 che danno più attenzione al lato glamour dell’evento rispetto a quello puramente sportivo. Dispiace constatare che, sebbene la durata della corsa non sia un vero problema, la FOTA abbia comunque proposto di ridurre il GP da 300 a 250 km. Sul fronte della riduzione dei test e dell’abolizione dei rifornimenti in gara, invece, c’è piena sintonia con il percorso intrapreso dalle nuove regole. Stesso discorso per i sorpassi. Registriamo con piacere, infine, che il capitolo pole position vede trionfare il bisogno di individuare in colui che parte al palo, il più bravo sul giro secco e non il più “leggero”.

    ASSEGNAZIONE DEI PUNTEGGI. Dal sondaggio della FOTA emerge chiara l’esigenza di premiare maggiormente chi vince rispetto a chi si classifica secondo o terzo. La soluzione sta nel allargare la forbice nel sistema di assegnazione dei punti. Non a caso era stato proposto di passare dal 10-8-6-5-4-3-2-1 al 12-9-7-5-4-3-2-1. Non riportato sopra, un altro aspetto importante per il pubblico è quello di avere regole stabili. Speranza totalmente disattesa dalla Federazione.

    PROTESTA. Nonostante la FOTA abbia chiesto pareri sul futuro del nostro sport preferito ad una larga fetta di incompetenti (vedi composizione del sondaggio) i risultati sembra diano comunque indicazioni accettabili. Stupisce, allora, che la Federazione abbia fatto finta di niente e sia andata a parare su un qualcosa di così largamente impopolare dandosi a tutti gli effetti la zappa sui piedi. Qualcuno ha parlato di petizione contro questo governo della Formula 1. Benvenga. Intanto io vi segnalo il numero di fax di Max Mosley a Parigi.

    fax: +33 1 43 12 44 66.

    Scrivetegli. Pure in italiano. Tanto lo capisce. Non siate però volgari o offensivi (sapete a cosa mi riferisco…) perché ha il vizietto della sculacciata, pardon querela, facile. Sulla giustificazione che certe scelte sono state fatte per accontentare le richieste del pubblico, però, spernacchiamolo senza problemi. Questi dati dimostrano altro.