Regole F1: gli ordini di scuderia sono proibiti?

la formula 1 dovrebbe affrontare meglio il tema degli ordini di scuderia perché ad oggi siamo di fronte ad una grande ipocrisia dove vengono ufficialmente vietati ma al tempo stesso ammessi, basta non farsene accorgere platealmente

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    Il campionato mondiale di Formula 1 2008 sta andando verso la stretta finale. A differenza del 2007, stavolta ci troviamo con due contendenti come Lewis Hamilton e Felipe Massa e con altrettanti due gregari designati come Heikki Kovalainen e Kimi Raikkonen. E’ possibile, lecito o non ammissibile vedere i due finlandesi fare gioco di squadra ed agevolare i rispettivi compagni?

    E’ NECESSARIO? Prima di entrare nel merito di legittimità o meno, dando per scontato che qui si voglia prendere in considerazione solo aiuti semplici, vale a dire scambio di posizione o congelamento delle stesse, dobbiamo chiederci se Raikkonen e Kovalainen saranno mai in grado di aiutare i propri capitani. Ad oggi, infatti, in casa McLaren si verificata una sola una situazione in cui Kovalainen ha lasciato pista ad Hamilton (Germania). In Ferrari, invece, mai. E una sola volta si sono verificate le condizioni affinché Raikkonen potesse dare un aiuto a Massa nella doppietta spagnola che ha visto il finlandese concludere davanti al brasiliano.

    Certi che, se Domenicali o Dennis chiederanno un aiuto alle loro seconde guide, non sarà per speronare il loro principale avversario e fatta questa precisazione sulla scarsissima probabilità che uno dei due debba farsi da parte per regalare una posizione al compagno, possiamo affrontare lo spinosissimo argomento con un filo in più di rilassatezza.

    ZELTWEG FECE STORIA. Come sappiamo gli ordini di scuderia sono vietati dal regolamento. E l’evento scatenante fu il GP d’Austria del 2002 quando la Ferrari, come si dice in questi casi, la fece sporca. L’annata era ancora agli inizi e non era chiaro il netto vantaggio che la F2002 aveva sugli avversari. Per non avere rimpianti a fine stagione, quindi, fu detto a Barrichello di lasciar passare Michael Schumacher invertendo l’ordine della doppietta. Il brasiliano eseguì il compito alla perfezione ma alzò il piede solo a poche centinaia di metri dalla bandiera a scacchi. Sul podio salì uno Schumi imbarazzato mentre tutto il team Ferrari fu cosparso di fischi da parte di un pubblico tanto indignato quanto evidentemente ignaro che la pratica del lasciar passare o il congelare le posizioni è vecchia quanto e più della stessa Formula 1. Sull’onda della volontà popolare, paradosso dei paradossi, intervenne persino la FIA che decise di bandire ufficialmente quel genere di manovre.

    L’ARTICOLO 39.1. Nacque così la norma che a tutt’oggi recita: gli ordini di scuderia che interferiscono con il risultato della gara sono proibiti. E’ evidente la mia contrarietà a questa affermazione per almeno due buoni motivi: 1. è impossibile verificare realmente il rispetto della stessa (basta essere più furbi della Ferrari nel 2002); 2. la F1 è pur sempre un lavoro di squadra ed è del tutto legittimo che una scuderia decida come distribuire al meglio le proprie risorse in pista. Al di là delle mie opinioni, per confermare l’assurdità della regola basta portare UN solo esempio tra i molti presenti. Nel GP di Indianapolis del 2002 Barrichello superò Schumacher sul filo di lana perché il tedesco alzò il piede ma non vi furono sanzioni semplicemente perché si parlò di malinteso. Come dire che se Raikkonen lasciasse vincere Massa dicendo che l’ha fatto perché “si è confuso” allora non ci sarebbe nessuna infrazione! Ogni ulteriore commento è superfluo.

    CASI DI OGGI. Non si cada dal pero, allora. Gli ordini di scuderia ci sono: basta non farsi beccare. Prendendo solo il 2008 citiamo Heidfeld che fa passare un Kubica più veloce di lui a Montreal ed in grado di andare a vincere il suo primo GP in carriera. In Germania, invece, un Hamilton retrocesso quinto dopo la safety car si trova la porta spalancata da Kovalainen nella sua forsennata rimonta. Più della norma 39.1, quindi, in Formula 1 valgono alcune regole non scritte. A differenza di Zeltweg, nei casi recenti appena citati non si è sentita alcuna radiolina gracchiare qualcosa tipo “Please Rubens, let pass Michael for the championship, let pass Micheal” perché semplicemente i piloti ormai già conoscono la storia e sono stati catechizzati a dovere nel privato del loro box. Altre volte, la McLaren ad ogni inizio stagione già ai tempi di Hakkinen e Coulthard o la Ferrari prima del GP di Interlagos 07, dichiaravano i loro intenti prima della gara e tanto che Dennis affermi “i nostri piloti sanno che non devono darsi battaglia e chi passa primo alla prima curva deve andare a vincere la gara” o Domenicali preveda “Se Massa sarà davanti farà passare Kimi Raikkonen” tutto è filato liscio.

    IN CONCLUSIONE. Si può dire che gli ordini di scuderia sono ufficialmente vietati ma sono tranquillamente ammessi a patto di metterli in pratica senza farsene accorgere o ammettendolo platealmente. Questa affermazione descrive esattamente la situazione nella quale naviga la Formula 1 ad oggi e mostra chiaramente come il regolamento sportivo presenti falle in grado di far affondare un transatlantico! Da notare, infine, che tutto ciò è stato messo su in nome del rispetto del pubblico. Prendere in giro la gente pilotando subdolamente il risultato della corsa non mi sembra che sia molto rispettoso. Dire “gente, siamo una squadra e facciamo i nostri interessi” suona decisamente meglio. E mette al riparo da ogni sorta di fischio o polemica feroce nel dopogara… se il pubblico è avvisato.