Ricorso McLaren: la FIA ha sbagliato ancora

Ricorso McLaren: la FIA ha sbagliato perché non ha dato le risposte che la McLaren voleva

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    Ricorso McLaren: la FIA ha sbagliato

    Restano i dubbi dopo la sentenza della FIA sul ricorso McLaren. Restano non tanto sull’assegnazione del titolo mondiale a Kimi Raikkonen o sul comportamento ambiguo dei legali del team di Woking quanto, piuttosto, sul responso della Federazione.

    La McLaren quest’anno ha fatto talmente tanti errori da coprirsi, talvolta, persino di ridicolo. La FIA, però, è riuscita a fare peggio. Sempre peggio.

    Fermiamoci solo all’ultimo episodio, quello del ricorso sulle temprature delle benzine. L’inammissibilità del ricorso perché fatto troppo in ritardo ha reso praticamente nulla l’azione della McLaren.

    Mi chiedo io: ci sono voluti due giorni per arrivare a questa conclusione?

    E poi. La McLaren chiedeva chiarezza sulle regole. Anche se quella, probabilmente, non fosse stata la sede adatta, si poteva comunque fare qualcosa. Invece no, niente. Rispedito tutto al mittente e capitolo chiuso senza che sia cambiata di una virgola l’incertezza attorno alla questione.

    Ora lo voglio dire chiaramente. La Ferrari ha subito sicuramente delle ingiustizie. Basti pensare alla e-mail non arrivata a Shangai o alla NON penalizzazione dei piloti McLaren sul caso Spy-story.

    Ma ciò che è stato fatto in Brasile è comunque un regalo perché se delle vetture non sono conformi al regolamento vanno squalificate o, perlomeno, va fatta chiarezza su come si applca quella norma. Ha ragione la McLaren a chiedere chiarimenti. Ha fatto un ennesima figuraccia la Federazione a non rispondere.

    Una soluzione, comunque, sembra esserci. Come lascia intendere Mario Theissen della BMW, a margine dei commenti sul positivo esito della vicenda che vedeva protagonista anche il suo team, il luogo migliore per discutere il problema non è la Corte di Appello:“Secondo me queste questioni vanno affrontate al Gruppo Tecnico di Lavoro in modo che siano i responsabili tecnici a trovare una normativa chiara. Andare in Corte d’Appello non serve e, infatti, la sentenza non spiega come e quando vanno presi i riferimenti della temperatura”.