Ricorso McLaren tra ritardi, accuse e ipocrisie. Un complotto all’orizzonte?

Ricorso McLaren tra ritardi, accuse e ipocrisie

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    Ricorso McLaren, ritardi e complotti. Cosa c'è all'orizzonte?

    Vuoi vedere che quell’outing di Bernie Ecclestone “Se vince Hamilton, vado in pensione” serviva per far capire che lui non c’entrava niente in una eventuale assegnazione del titolo a tavolino al suo favorito?

    Ci sono alcuni punti da chiarire. In fretta.

    Perché la FIA prende tempo?

    Perché si parla di “ipocrisia” McLaren e si fa notare che da una parte gli avvocati stiano tentando di vincere il titolo a tavolino mentre dall’altra i vertici del team contnuano a dire che sono solo interessati a fare chiarezza sulla vicenda?

    Perché la Ferrari, tutto ad un tratto, ha paura?

    Proviamo a rispondere ad una domanda per volta.

    Il portavoce della FIA ha fatto sapere sin dalle prime ore che non sarebbe bastata una giornata per arrivare ad una conclusione sul da farsi. RIcordiamo che l’udienza ha sede eccezionalmente a Londra e vede seduti al tavolo anche i rappresentanti dei 4 team coinvolti: Ferrari, McLaren, Williams e BMW. Questo fatto è insolito perché, viste le premesse, si doveva dare per scontato che il titolo mondiale fosse saldamente in mano alla scuderia di Maranello e quindi non sarebbe dovuta neanche essere chiamata in causa.

    Tra le premesse a cui faccio riferimento sopra, ci sono anche le dichiarazioni con cui la McLaren ammette di non voler vincere il titolo a tavolino ma solo di voler far chiarezza su quel determinato aspetto regolamentare. Arriviamo, così, alla nostra seconda domanda. Ecco cosa dichiara Ian Mill, uno degli avvocati di Woking:“E’ giusto che se una squadra viene squalificata, i suoi piloti perdano i punti e ci sia una nuova classifica ed un nuovo ordine di arrivo”.

    Sarà per questo che alla Ferrari hanno cominciato a sentire qualche dolore di pancia? Il legale di Maranello Nigel Tozzi ha usato parole pesanti:“Quello che sta accadendo è di un’ipocrisi unica. Tutti i membri di spicco del team da Haug, Withmarsh e persino Lewis Hamilton, hanno detto che non volevano vincere a tavolino e che nel loro ricorso era solo in discussione come applicare quel regolamento. Adesso scopriamo non solo che i loro avvocati stanno lavorando per toglierci a tavolino quanto ci spetta, ma che – con questa strategia – ci è stato impedito di prepararci a sufficienza per risponder loro in modo opportuno”.

    Senza creare falsi allarmi, dobbiamo ammettere che l’ennesimo pasticcio sembra davvero dietro l’angolo.

    Non servirà, ma ricordiamo alla FIA che ha tutte le possibilità, una volta tanto, di uscirne pulita. Basta togliere i punti giustamente a BMW e Williams per irregolarità e lasciarli ai loro piloti che, oggettivamente, non hanno tratto nessun reale beneficio da quella infrazione del regolamento. E’ questa, infatti, la soluzione adottata in mille altre circostanze anche in passato ed è questa la soluzione a favore della McLaren proprio in questa stagione.

    Un’altra decisione, sarà uno scandalo senza precedenti.