Ron Dennis minimizza il caso di Bruno Senna. Noi minimizziamo la beatificazione di Ayrton

Il nome di Ayrton Senna è indissolubilmente legato al team McLaren e, in particolare al suo patron Ron Dennis

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    Ayrton Senna

    Il nome di Ayrton Senna è indissolubilmente legato al team McLaren e, in particolare al suo patron Ron Dennis.

    Stupisce, ma forse è anche giusto così, che al termine del week-end che ha portato agli onori delle cronache il nome di Senna, legato al nipote Bruno, sia proprio Ron Dennis l’unico che voglia prenderne le distanze.

    Tutti hanno voluto celebrare l’evento. Tutti erano suoi amici. Tutti avevano un bel ricordo da condividere. In molti, tavolta ipocritamente, hanno sentito il bisogno di raccontare di essersi emozionati nel rivedere il nome Senna sul gradino più alto del podio a distanza di 14 anni dall’ultima volta.

    Ron Dennis, che non deve dimostrare a nessuno la stima e l’affetto che aveva per Ayrton, ammette di non vedere nessuna somiglianza tra il nipote e Ayrton.

    Bravo. Almeno Dennis l’ha detta una cosa vera.

    Vera nel senso di non falsa. Cioè la sua opinione. Meno banale di quella di molti altri che si sono sentiti tifosi di Senna solo dopo che è morto.

    Detto questo, nel processo di beatificazione di un campione immenso che, però, era un uomo come tutti noi (pur se con doti straordinarie), benvenga anche il racconto di Felipe Massa:“Quando avevo circa 8 anni vidi Senna in un ristorante al mare. Nel locale non c’era nessuno e allora mi sono avvicinato a lui per chiedergli un autografo ma lui me lo negò e ci rimasi davvero molto male. Potete immaginare cosa voglia dire per un bambini vedersi negare senza un motivo apparente un autografo da uno dei suoi idoli…”

    Questa storia ce lo rende più umano anche se di umano non c’è rimasto più niente.

    Chiusa la parentesi Ayrton, quindi, torniamo su Bruno. “Volete sapere la mia opinione su Bruno Senna - ha detto Dennis ai giornalisti – be’ quest’anno in GP2 non vedo dei gran talenti. Lui e Glock si divideranno la maggior parte delle vittorie, ma dopo gli anni precedenti non mi sembra che quest’anno ci siano giovani in grado di arrivare in Formula 1. Su Senna, poi, state mettendo troppa enfasi. La gente dovrebbe essere misurata per i propri risultati, non per il nome di famiglia”.

    Certo. Per uno abituato a pescare dalla GP2 un pilota come Hamilton. E’ facile che non ne trovi molti alla sua altezza. Ma questa è un altra storia…