Ross Brawn: “Alla Honda replicherò la Ferrari, Jenson Button è come Michael Schumacher”

Ross Brawn:'Alla Honda replicherò la Ferrari, Jenson Button è come Michael Schumacher'

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    Ross Brawn:'Alla Honda replicherò la Ferrari'

    Alla Honda hanno trovato il leader. C’è un episodio su tutti che sintetizza quanto mancasse loro una figura del genere. Il resto pare che già ce lo avessero: soldi, strutture, menti. Mancava qualcuno capace di segnare la rotta e prendere decisioni. Ross Brawn è lì per fare questo.

    L’episodio sintomatico è li seguente. A raccontarlo è Barrichello, protagonista suo malgrado:“Quando lo scorso anno eravamo sotto il diluvio nel GP del Giappone al Fuji, sentivo il mio ingegnere di macchina che mi diceva di rientrare nella pit-lane mentre in sottofondo c’erano altre voci che dicevano ‘No, no , no’…”. Questo è solo uno dei tanti, ci tiene a precisare il brasiliano il quale sottolinea quanto sia stato importante l’arrivo di Brawn per dare sicurezza e togliere la confusione regnante.

    “Il team ha grandi persone all’interno, ma manca di organizzazione. La squadra non deve andare nel panico di fronte a scelte da prendere e con Ross sono certo che non accadrà più perché lui ha grande fermezza e trasmette grande calma” – conclude l’ex ferrarista che si appresta a raggiungere il record di Gran Premi disputati nella massima competizione.

    Nick Fry, responsabile del team, paragona il passaggio dall’era pre a quella post-Brawn così:“E’ come buttarsi col paracadute avendo letto un manuale di istruzioni o farlo con un veterano che ha 6.000 lanci alle spalle”

    Nel 2007 la Honda ha raccolto 6 punti. Per avere la reale dimensione della disfatta, basti dire che la Ferrari ha vinto il mondiale con 204 e la stessa Honda nel 2006 era arrivata a quota 86.

    L’arrivo di Ross Brawn è accompagnato da un progetto totalmente innovativo per la RA108. Progetto che, al momento, stenta a decollare. “Anche in Ferrari la situazione all’inizio non era delle migliori – ha spiegato Brawn ai giornalisti - lì però siamo arrivati a costruire la migliore vettura di Formula 1 che potevamo senza dimenticare l’importanza di sviluppare tutta l’organizzazione. Questo è quello che dobbiamo fare anche qui alla Honda. Se la Ferrari è rimasta competitiva per molti anni è proprio perché sono stati fatti propri i giusti metodi e la giusta filosofia di lavoro”. “In sostanza, non si tratta di dire a ciascun esattamente cosa deve fare. O meglio, va fatto anche quello, ma la cosa più importante è far acquisire all’intera squadra ua precisa metodologia. In Ferrari ci siamo riusciti. Devo ammette che grande merito dei risultati va dato a Michael Schumacher che ha sempre eseguito il suo compito in modo semplicemente impeccabile”. Brawn e Schumacher hanno formato una grandissima coppia e tutt’ora sono legati da profonda stima ed amicizia.

    “Non vedo perché non si possa replicare anche qui lo stesso sistema - – ha proseguito il tecnico inglese – avevo una grande fiducia nel lavoro di Michael e adesso ho una grande fiducia in Jenson Button, senza dimenticare Rubens Barrichello che conosco da molti anni”.

    Tornando sul pilota inglese, Brawn ci tiene a sottolineare la stima che nutre nei suoi confronti:“Se un pilota non ha il mezzo a disposizione può non emergere quanto meriterebbe. Quando però arrivano condizioni di difficoltà come la pioggia o altri imprevisti chi ha talento emerge più degli altri. In quelle circostanze alcuni piloti vincono anche se non era previsto. Michael era uno di questi e non ci sono ragioni per credere che Jenson non sia allo stesso livello”.

    Conscio del ruolo di trascinatore che Brawn gli sta cucendo addosso, proprio Jenson Button suona la carica in questo momento di prestazioni non esaltanti della vettura:“Siamo sulla strada giusta. Stiamo cercando come prima cosa l’affidabilità. Le prestazioni verranno di sicuro considerando il duro lavoro che tutti stiamo facendo. Il progetto è totalmente nuovo ed è normale che l’inizio sia in salita”

    E chi se ne frega che ad oggi la vettura non vada neanche col vento a favore. Adesso c’è un omone mangiabanane capace di caricarsela sulle spalle e portarla fino al traguardo. O almeno così credono.