Rossi e le sirene della Formula 1

intervista controcampo

da , il

    Rossi cavallino

    Ogni volta è sempre la stessa storia. Ogni volta sempre la stessa domanda. Ogni volta, sempre la stessa risposta con leggere e fuorvianti variazioni sul tema.

    Passa o non passa Valentino alla Formula 1?

    E così, alla prima gara non vinta, alla prima pole non conquistata, al primo setup non perfetto, ecco spuntare come i funghi gli oppositori di Rossi con teorie di ipotetico fallimento al seguito.

    Cose che fanno parte della stampa, quella stessa che alimenta la popolarità, crea miti e li ditrugge in un brevissimo lasso di tempo, seguendo l’ onda delle mode del momento, di chi grida più forte, di chi predica scuole di pensiero diverse ma non per questo corrette.

    E così succede che a Jerez Valentino fosse dato per finito di fronte all’avanzare di cicloni come la Ducati o di talenti giovanissimi come Stoner e Pedrosa, al colpo di coda dell’HRC o ancora semplicemente al crescere della sua età e di una presunta perdita di motivazioni.

    Determinata dai miraggi, e forse anche qualcosa di più, della monoposto rossa che Valentino ha provato tante, troppe volte per chi lo vorrebbe vedere anocra in sella alla sua M1, croce e delizia di una carriera piena di trionfi.

    Niente luce, niente buio nelle risposte del pesarese ad ogni domanda sulla Formula 1, solo tanta nebbia per confondere, forse anche sè stesso. Un ulisse in preda al canto delle sirene, alla vittoria in un nuovo mondo, ad una nuova scommessa, senza sapere perfettamente però quanto quelle voci siano vere oppure no.

    Vediamo cosa Valentino dice di sè, della sua moto, dei suoi “nemici” e del suo futuro, dopo la vittoria di Losail, ai microfoni di Giorgio Terruzzi.

    Si, ci sono nuovi avversari, non c’è più Biaggi, ma il nostro dualismo è stato esaltato fin troppo. Alla fine guardando i risultati era una rivalità che non doveva neanche esistere, visto che ho sempre vinto io… Biaggi non c’è più in MotoGP per colpa sua, si è fatto dei nemici trovando sempre scuse, se l’è un po’ andata a cercare. Per il futuro… Formula 1, è il solito tormentone dei giornalisti. Alla presentazione Yamaha mi hanno fatto sempre la solita domanda, ad ogni gara è sempre la stessa storia. Mi chiedono sempre e solo di Formula 1 e non di moto, è una cosa veramente stucchevole. Sono diventato più grande, penso che un ragazzo a 20, 23, non so esattamente quanti anni resta uguale sino a diventar vecchio, per cui ormai sento le moto vicine a me, è il mio mondo… Non penso che la F1 stia all’automobilismo come la MotoGP al motociclismo… Noi siamo effettivamente dei motociclisti, in Formula 1…

    …vero.

    E intanto le sirene cantano, cantano, cantano…