Rubens Barrichello: vittoria da voglia mondiale

Rubens Barrichello vince il Gran Premio d'Europa di Formula 1 e conclude per l'ennesima volta davanti a quello che viene ancora considerato il suo capo-squadra Jenson Button

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    Rubens Barrichello torna alla vittoria sul circuito cittadino di Valencia dopo 5 anni di digiuno e tanti bocconi amari mandati giù. Ora, il pilota della Brawn GP dimostra di valere ben più di quanto non abbiano ritenuto i suoi capi e si avvicina ancora un po’ a Jenson Button. Tanto da rimettersi in gioco per il titolo.

    RUBENS BARRICHELLO. “Vorrei stare qui per sempre”. E’ un Barrichello che torna bambino quello che scende vincente dalla Brawn GP numero 23. E’ un uomo che ha entusiasmo da vendere nonostante sia il pilota più anziano, in termini di GP disputati, della storia della Formula 1. “E’ stato un weekend fantastico, non lo dimenticherò mai, tornare a vincere dopo tanti anni è incredibile - ha dichiarato il brasiliano – durante la gara pensavo a spingere, volevo vincere per me stesso, per il team, per la famiglia. Voglio ringraziare il team perche’ la macchina e’ stata fantastica - ha proseguito Barrichello ricordando ancora una volta Felipe Massa - E’ stato un bel duello con La McLaren, ho dovuto spingere, avevamo pneumatici diversi io e Hamilton, le mie sono state costanti e ho fatto sempre giri veloci. Un lavoro fantastico da parte del team e un ottimo pit-stop”. L’uomo in seconda del team di Brackley ha mantenuto le promesse. Aveva più volte dichiarato, suscitando qualche ilarità, che sarebbe arrivato anche il suo momento. I risultati di questa bollente estate gli stanno dando ragione.

    TITOLO MONDIALE F1 2009. Quella che passa stavolta è davvero l’ultima occasione della vita. A sentire Rubens Barrichello, non ha mai smesso di crederci nel titolo mondiale. Le tattiche di Ross Brawn, però, gli hanno tolto punticini importanti che a quest’ora avrebbero dato tutto un altro gusto alla graduatoria. Nonostante ciò, il brasiliano può ancora farcela pur se, paradossalmente, dovrà far leva non sulla propria forza ma sulla debolezza di Jenson Button che non ne indovina più una da mesi. Il capoclassifica non riesce a riprendersi ed il cinico Ross Brawn potrebbe presto rendersi conto di aver puntato troppo presto sul cavallo sbagliato. Se il bell’inglese sarà in grado di dare un segnale di ripresa, anche minimo, però, per il numero 2 non ci sarà nulla da fare. Troppa è la sua lealtà. Uno sgarro al team non sta nel suo stile. Una polemichina con qualche anno di ritardo, quella sì, semmai. Ma poco importa.