Safety Car in Formula 1: adesso basta!

Safety Car in Formula 1: adesso basta!

nonostante la safety car abbia decisamente penalizzato l'avversario della ferrari, lewis hamilton, ci sentiamo di tornare sull'argomento per criticare ulteriormente questa assurda regola che premia la fortuna anziché i reali valori e i meriti della pista

da in Circuito Hockenheim F1, Formula 1 2017, GP Germania F1, Lewis Hamilton, Primo Piano, Regolamento Formula 1 2017, Team F1 2017
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    La premessa è che siamo italiani ed abbiamo piacere a sentire l’Inno di Mameli risuonare sul podio tanto che sia merito di una nostra squadra o di un nostro pilota. Detto questo, torniamo su un nostro cavallo di battaglia: l’assurda regola della safety car. Lo facciamo proprio adesso che la sorte ha infierito contro chi di italiano non ha nulla, per viaggiare al di sopra di ogni sospetto.

    UN-SAFETY CAR. Da vettura di sicurezza a vettura di insicurezza il passo è breve. Ad Hockenheim abbiamo ancora visto un bello scempio sportivo. Il pilota di gran lunga più forte si è trovato addirittura quinto, semplicemente perché una safety car aveva deciso che fosse giusto scombussolare i piani che il duro lavoro e le grandi doti di guida avevano faticosamente determinato.

    PIQUET MIRACOLATO. Ad essere pignoli, si può notare che Hamilton se l’è in un certo senso cercata. Se avesse seguito il gruppo dei migliori anziché avventurarsi in una rimonta dall’esito tutt’altro che scontato, avrebbe dovuto superare il solo Piquet. Il punto, però, è che miracoli delle dimensioni di quelli capitati al pilota della Renault, fanno venire il mal d’auto a chi spera che sotto la bandiera a scacchi debba regnare la giustizia terrena più che la mano di Dio.

    HAMILTON OLTRE OGNI OSTACOLO. Torniamo su Hamilton.

    Era quinto. Kovalainen che aveva lo stesso mezzo, s’è spostato. Heidfeld che aveva lo stesso suo problema, vale a dire un altro pit stop da fare, è uscito di scena. Dei 4 piloti che gli sono rimasti davanti, quindi, il nuovo leader del campionato s’è trovato a combattere solo con un Massa in crisi di freni e incapace addirittura di superare Piquet e l’appena citato brasiliano della Renault. Sostanzialmente, quindi, Hamilton ha dovuto compiere un’impresa per in realtà portare a termine un gesto facilissimo che avrebbe avuto un grado di difficoltà ben più elevato, al limite del proibitivo, se si fosse trovato davanti avversari “veri”.

    RIVEDERE LE REGOLE. Sono quelli sopra indicati i paradossi inaccettabili della vettura dell’incertezza che, come ho sempre ripetuto, avrà il merito di non farci addormentare, ma ha il demerito di trasformare uno sport in un baraccone. Un circus. La speranza è che nell’incontro tra i team che si terrà a Maranello il 29 giugno prossimo si parli anche di questo. All’interno del paddock, infatti, nessuno sembra contento. Piquet e qualche altro vecchio miracolato, esclusi.

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