San Marino WSBK 09: a Misano Spies domina la pioggia ma non la sfortuna

Nuova puntata del campionato WSBK a Misano che ha visto in Gara 1, la prima flag to flag nella storia della WSBK, la splendida vittoria di Spies su Byrne e Fabrizio, mentre nella seconda frazione l'asso texano ha un problema all frizione e vince Rea su Fabrizio ed Haga

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    a Misano Spies domina la pioggia ma non la sfortuna

    Il nuovo episodio di questa splendida e scoppiettante Saga World SBK 2009, andato in onda qui dall’umido circuito rovesciato – trasformato quindi da quella formidabile pista che era ad un tracciato lentissimo, anonimo ed indecifrabile,

    francamente antipatico ormai a tutti – di Misano ha visto tra mille colpi di scena il fantastico successo bagnato/asciutto di Ben Spies in Gara 1, passata agli annali per essere stata la prima corsa flag to flag della Storia della WSBK, mentre nella seconda frazione la vittoria è andata giustamente all’astro nascente Rea che al termine di un duello entusiasmante ha regolato la coppia Ducati, con l’asso texano di nuovo attardato da quei ricorrenti problemi tecnici che ne stanno ormai fatalmente condizionando il Campionato.

    Grande, grandissimo Ben Spies, purtroppo sempre più anche nella sfortuna.

    Anche oggi a Misano sono puntualmente apparsi chiarissimi ai nostri occhi i due grandi temi ricorrenti di questo imprevedibile ed appassionante Campionato Mondiale SBK, ovvero l’incredibile, indiscutibile superiorità di Spies come pilota rispetto ad ogni altro concorrente in campo, ed insieme la sua ormai proverbiale sfortuna che sta tentando in tutti i modi di sabotarne una Vittoria Finale che MAI come in questo caso sarebbe sacrosantamente meritata.

    Come tante volte dimostrato in precedenza, l’asso texano, tre volte consecutive Campione AMA SBK, in Gara 1 si è fatto beffe della pioggia così come dell’attonita concorrenza costruendo un autentico capolavoro sotto ogni punto di vista, tattico e di guida pura in ogni condizione possibile, sul bagnato con gomme rain e soprattutto sull’umido con coperture slick una volta cambiata la moto, ovviamente al momento migliore possibile, il tutto come al solito su un traccato ostico e da lui assolutamente MAI visto prima.

    La prima frazione di Misano, come già detto, è stata la PRIMA gara flag to flag nella Storia di questa Classe e pertanto rappresentando un’autentica pietra miliare negli annali della WSBK, non poteva davvero trovare un trionfatore più prestigioso di Ben Spies per coronarla degnamente. Anche in queste gare confuse ed incerte, dove occorre conservare il proprio sangue freddo ed insieme fare sfoggio di una guida versatile ed ineccepibile in ogni condizione, su bagnato ed umido, e con coperture diverse, la fulgida Classe di Spies lo ha ancora una volta innalzato una buona spanna sopra tutti, quando in MotoGp Campioni affermati e consacrati (di cui volutamente non faccio il nome………:) ogni volta in circostanze simili perdono regolarmente la bussola dando luogo a spettacoli davvero penosi ed indecorosi.

    E’ proprio in simili avverse condizioni che il vero Talento Puro si manifesta pienamente e riesce a fare la differenza tra il vero Genio delle due ruote ed il comune mortale. In questo senso Spies è di gran lunga il miglior talento MAI apparso in WSBK da anni a questa parte e si sta ai miei occhi già adesso dimostrando più forte, ad esempio, di quanto Bayliss sia MAI stato in tutta la sua carriera e ne deve essere pertanto considerato a tutti gli effetti il VERO E SOLO EREDE naturale, tenendo poi ben presente la giovanissima età dell’americano ed i suoi certi ulteriori margini di miglioramento.

    rea misano

    Gara 1 ci ha fornito uno spettacolo indimenticabile fin dalle prime battute, con la bellissima fuga delle Ducati private di Smrz e soprattutto di Byrne che si è involato subito in testa con un buon vantaggio pilotando magistralmente sul bagnato la sua 1198 del Team Sterilgarda, mentre più indietro si portavano Fabrizio e Spies rispettivamente in terza e quarta posizione.

    Già verso il decimo giro però la pista cominciava ad asciugarsi tanto da pemettere le prime sostituzioni, inaugurate da Nakano e Haga che aveva perso varie posizioni con le rain.

    La maggior parte dei piloti, tra cui Spies, ha giustamente aspettato la metà gara per effettuare lo switch, mentre c’è stato chi intestardendosi a girare con le rain ritardava troppo il rientro, vedi Xaus cui però è spettato l’onore di portare la cenerentola BMW in testa per diversi giri.

    Appena dopo il cambio moto Spies ci ha regalato uno spettacolo entusiasmante girando subito in tempi stratosferici anche per l’asciutto, andando immediatamente a riprendere Xaus e fiondandosi in testa per poi rimanerci stabilmente fino all’arrivo, portandosi dietro ben staccato un grandissimo Byrne che ha meritatamente acciuffato il primo podio della sua carriera in WSBK, mentre Fabrizio ha salvato fortunosamente il terzo posto da uno scatenato Smrz, ottimo quarto all’arrivo, con Haga che ha limitato i danni finendo in quinta posizione sfruttando gli errori degli avversari che avrebbero potuto precederlo, come ad esempio Xaus che oltre ad aver cambiato troppo tardi (così come anche Biaggi, che è conseguentemente finito solo tredicesimo ben dietro al team mate che ha saggiamente cambiato moto molto prima, arrivando nono) si è visto anche appioppare un ride-thru a causa della eccessiva velocità in pit lane, rovinando così definitivamente una corsa fin lì molto promettente.

    A questo punto, dopo Gara 1 il Mondiale sembrava definitivamente riaperto, non solo perchè Spies aveva recuperato una dozzina di punti su Haga, ma anche per un ben più importante fattore psicologico, cioè l’amara constatazione (da parte di Nori, ovviamente) del semplice fatto che Spies avesse appena incasellato la terza vittoria consecutiva, portando a ben otto il numero dei suoi successi parziali, mentre il giapponese fosse evidentemente in piena crisi in questi stessi tre appuntamenti, non avendo fatto meglio del quinto posto Sanmarinese.

    Purtroppo per Spies Gara 2, completamente diversa dalla prima in quanto gara asciutta fin dall’inizio – nonostante qualche sparuta goccia alla partenza minacciasse forse una ripetizione della corsa precedente, ma con i cambi di coperture invertiti – si è rivelata l’ennesima atroce beffa della stagione per l’asso texano, con un nuovo inconveniente tecnico che lo ha gravemente ritardato all’inizio e per tutta la prima parte della gara – tanto che appena al quarto giro sembrava quasi certo che il texano si dovesse addirittura ritirare – e relegandolo ad un certo punto in una miserrima diciassettesima posizione.

    In testa invece è schizzata subito la coppia Ducati assieme a Rea, con Smrz appena dietro seguito da Checa. Il terzetto di testa ha dato vita ad un entusiasmante duello a tre in cui Fabrizio e Rea si sono continuamente alternati al comando, con Haga che ad un certo punto si è installato in seconda posizione talmente incollato al Nordirlandese da urtarlo fisicamente più di una volta con la ruota anteriore, cosa di cui giustamente poi Johnatan si è lamentato a fine gara mostrando la sua tuta riportante ben evidenti i segni del pneumatico dell’eternamente scorretto pilota nipponico.

    Nonostante questo, durante un bellissimo ultimo giro affrontato in testa, Rea ha saputo magistralmente chiudere tutte le porte in faccia a Fabrizio ed aggiudicarsi trionfalmente la corsa, siglando la sua prima vittoria in WSBK e coronando così una prima parte della stagione in continuo crescendo, mentre alle spalle dei due duellanti Smrz con una rimonta pazzesca – ad un certo punto il pilota del Team Guendalini quando era quarto aveva commesso un errore andando largo e perdendo tre posizioni! – è quasi riuscito in extremis a riprendere Haga, che deve solo ringraziare la maledizione che evidentemente aleggia sul povero Spies, il quale in barba ai problemi tecnici aveva imparato a coabitare con il guasto alla frizione (che gli impediva quasi di cambiare) e si era rimesso a girare con gli stessi tempi dei primi, ma ahilui troppo tardi per combinare qualcosa di meglio del nono posto, davanti ad un estremamente deluso Biaggi in sella ad una Aprilia in evidente difficoltà tecnica durante tutto il Gp Sanmarinese, a partire dalla Superpole quando un inconveniente tecnico aveva fatto ammutolire la moto del Campione Romano proprio alla curva finale dell’ultimo giro utile, mentre stava per siglare forse il terzo o il secondo miglior tempo.

    L’enorme delusione patita dallo scarognatissimo Spies è stata resa evidente a tutti dal violento pugno sferrato dal texano subito dopo il traguardo sul serbatoio della sua Yamaha, rea di averlo fermato – e per ben la QUARTA volta su appena sedici appuntamenti, una percentuale di inaffidabilità per i nostri tempi altissima, addirittura il 25%!! – ancora una volta sulla strada del successo, minandogli un Campionato che senza tutti questi clamorosi guasti lo vedrebbe adesso del tutto meritatamente in testa alla classifica. L’asso texano alla fine della gara era comprensibilmente arrabbiatissimo e si è decisamente rifiutato di firmare il rinnovo del contratto con la Yamaha, dichiarando come a questo punto ci fosse molto tempo per prendere queste decisioni, segno tangibile ed evidente che, se la vittoria finale dovesse mancare alla fine dei giochi, il Genio americano sia intenzionato a cambiare decisamente aria per la prossima stagione.

    Due inaspettati eroi della giornata sanmarinese, entrambi in sella a Ducati private, sono stati indubbiamente Byrne, che al brillantissimo secondo posto di Gara 1 ha aggiunto anche l’ottimo sesto della seconda frazione, e Jakub Smrz che con due magnifici quarti posti ha in entrambe le occasioni sfiorato quel podio che oggi avrebbe sicuramente meritato, dopo la splendida Superpole del sabato che ha spezzato (per appena qualche millesimo) la formidabile striscia di sette successi ininterrotti di Ben Spies che ha comunque stabilito il nuovo record ufficiale di Superpole consecutive demolendo il precedente storico primato di sei, da lunghissimi anni appartenente a Doug Polen.

    ducati xerox

    Gara 2 ha anche sancito il clamoroso ritorno alla vittoria della Honda in WSBK ad oltre un anno dall’ultimo doppio successo ad opera di Checa al Miller Park 08. Già prima del clamoroso passaggio alle sospensioni Ohlins si erano viste ottime prestazioni sparse delle Honda del team Ten Kate con Checa e Kiyonari e private del Team Stiggy con Haslam, ma è significativo che la prima vittoria della stagione sia arrivata proprio nella giornata d’esordio assoluto del Team Ufficiale con il materiale svedese, e siglato giustamente dal miglior pilota Honda fino a questo punto, ovvero il ventiduenne Rea che forte di questo primo successo può affrontare la prova casalinga di Donington Park con davvero brillanti prospettive, e forte del suo splendido quarto posto in classifica che oggi il nordirlandese ha ulteriormente rafforzato davanti a Biaggi.

    I primi tre posti nella graduatoria parziale infatti vedono infatti sempre i tre duellanti nelle stesse posizioni in classifica, con Spies che a causa dell’ennesima disavventura tecnica patita oggi in Gara 2 riduce di appena sei lunghezze lo svantaggio sul capolista Haga, portandosi a meno 48 punti a quota 244 contro i 292 del giapponese, mentre Fabrizio insegue staccato di 55 lunghezze portandosi a 237, davanti a Rea con 167 punti e Biaggi quinto a quota 135.

    Spies tuttavia a questo punto, nonostante tutte le amarissime e beffarde delusioni patite fin qui non deve assolutamente scoraggiarsi e mollare l’osso perchè con CINQUE Gp ancora da disputare e dunque 250 punti teoricamente conquistabili avrà certamente modo e tempo per rifarsi su una concorrenza che, ripeto, nonostante i propri meriti deve ritenersi incredibilmente favorita dalla malasorte che si è accanita sull’incolpevole asso texano. Certo, adesso occorrebbe che la fortuna girasse finalmente dalla parte di Ben, visto che la sua clamorosa mancanza ne ha più volte limitato o addirittura azzerato le prestazioni, spesso proprio nelle occasioni più cruciali.

    Come detto, la prossima prova di questo splendido Campionato si svolgerà già questo fine settimana a Donington Park, un altro circuito corto e piuttosto lento non dissimile dall’attuale Misano e dunque da lungo tempo per storia passata e caratteristiche tecniche favorevole alle bicilindriche e quindi alle Ducati, in QUASI contemporanea col Dutch TT del Motomondiale che da sempre si svolge tradizionalmente di sabato, dando fortunatamente modo agli appassionati di godersi questi due grandi spettacoli senza tema di sovrapposizioni in un fine settimana che si preannuncia davvero emozionante.

    Appuntamento quindi assolutamente imperdibile in Terra Britannica per la nuova adrenalinica puntata di questa incredibile, affascinante, imprevedibile Saga World SBK 2009!

    DONOVAN

    Foto: Motoblog.it