SBK 2013 Test pre stagionali: cade Sykes, in testa Camier

da , il

    No, non preoccupatevi, sono ancora tutti vivi. Ma più di uno si ritrova con qualche acciacco, e Badovini si è fatto male davvero. Tanto da dover essere trasportato via in elicottero, cosa che in media non passa inosservata. Il tutto da imputare al nuovo inizio di stagione, e al nuovo asfalto della pista australiana. Facciamo il punto.

    Ad aprire il test è stata la caduta di Jules Cluzel, esordiente con Crescent Suzuki dopo essersi diplomato vice campione del mondo Supersport 2012 dietro Kenan Sofouglu. Paul Denning scherzosamente scriveva ieri notte su twitter (allegando una foto della moto nuova) ” non sta cosi bene dopo 6 giri. Pilota ok, moto RIP, ed è la sintesi di ció che è successo. 60000€ di spese per due giorni di test per il team supportato da Yoshimura Suzuki, che conta due cadute di Cluzel e una di Camier, che peró si porta a pochi decimi da Camier, che con lo stesso tempo della gara dell’anno scorso è in testa alla classifica.

    Il nuovo asfalto, come per tutte le riasfaltature in tutti i circuiti, va “sporcato” di gomma per cominciare a lavorare come quello vecchio. Badate bene, il grip è migliore ma tende a sparire senza preavviso. Questo spiega le cadute, avvenute tutte all’ultima curva prima del rettilineo, di Sykes, Badovini, Camier e Cluzel. Il problema è che suddetta curva si fa in 3 piena a oltre 200 km/h, cosa che la rende spettacolare e anche estremamente pericolosa. Non è un problema di spazi di fuga, che nel tracciato di Phillip Island sono ampie e ben strutturate, ma proprio un problema di pura velocità. Anche impattare nella ghiaia diventa poco piacevole, se lo fai a 230 chilometri orari.

    Tom Sykes si è procurato una piccola frattura al radio del braccio, Cluzel è stato operato per chiudere il buco che si era fatto sul gomito, ma quello a cui è andata peggio è Ayrton Badovini, esordiente in Ducati con il team Alstare di Francis Batta. La foto della moto, pubblicata circa 12 ore fa in richesta di news da parte di Troy Bayliss, che per impegni con Ducati non puó assistere ai test, mostra una moto distrutta, e Badovini è rimasto per vari minuti immobile nel prato, prima di essere portato in elicottero all’ospedale di Melbourne, dove gli hanno riscontrato varie fratture al costato. Siamo tutti in attesa di news.

    Per quanto riguarda i risultati, a seguire di Leon Camier che ha sorpreso tutti nel secondo giorno di test stampando un 1.31.2 troviamo Guintoli all’esordio con Aprilia e Jhonny Rea, staccati di 2 e 3 decimi di secondo. Subito sotto al podio non ufficiale c’è la BMW di Marco Melandri, con il tempo di 1’31.6. Aprilia piazza anche le RSV4 di Fabrizio e Giugliano nei primi 6, mentre la prima Ducati é proprio quella di Badovini, a 1 secondo dalla vetta.

    Presto altri aggiornamenti.