SBK Aragon 2013: bene Laverty e le BMW, Checa rivuole la Ducati dello scorso anno [FOTO]

La chiacchierata da bar, nuovo editoriale di Derapate

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    Laverty Aprilia SBK 2013 R01

    Forse sarà un caso, forse sarà qualche ruggine antica, ma anche Max Biaggi nota che effettivamente la Panigale non và come dovrebbe andare e soprattutto come avevano promesso in Ducati – e non stiamo parlando di 2 decimi… Fatto sta che oggi le qualifiche hanno avuto un protagonista inaspettato su cui non avrei scommesso dieci euro neanche per errore, e non credo di essere l’unico. Eugene Laverty aveva si fatto vedere belle cose l’anno scorso, ma se mi avessero chiesto in che posizione sarebbe arrivato quest’anno io avrei risposto che se avesse fatto un paio di podi e il settimo posto finale sarebbe stato fortunato. Mi sbagliavo, e proprio per questo amo la SBK! Da questa sera, amici lettori, parte “La chiacchierata da Bar”, appuntamento alla fine di ogni giornata dei weekend di gara dove tiriamo qualche somma e diciamo quello che pensiamo, magari con una bella birra fresca in mano. Beh, armatevi di Nastro Azzurro e partecipate!

    Ebbene si, il ragazzaccio con la faccia da angelo in cima all’articolo è stata la sorpresa di oggi. Proprio nel momento in cui Tom Sykes sembrava aver dato la sua solita zampata al tempo della qualifica, l’ex campione del mondo Supersport con Yamaha e Giuliano Rovelli, Chaz Davies, si è portato davanti a tutti stupendo il (poco) pubblico che assisteva ai tempi del venerdì, per poi venire sopraggiunto alla fine dall’Aprilia di Eugene Laverty . I tempi non sono importante, nel senso che domattina, se la giornata rimane decente per quanto riguarda il meteo è molto probabile che si cominci a scendere di più con i tempi, avendo temperature più basse e di conseguenza più grip.

    Chaz Davies Test SBK BMW 2013

    Se date un occhiata alla classifica della qualifica qui, noterete come solamente BMW riesce a piazzare due piloti nella top 5. Altra cosa che vi salterà agli occhi sarà che quest’anno la battaglia è molto più incerta dell’anno scorso, avendo Melandri in lotta diretta con Sykes che però è andato maluccio a Phillip Island. Ad Aprilia manca una punta di diamante ben definita, anche se si può dire che abbia un plotone di piloti che hanno da dimostrare qualcosa. Guintoli ha cominciato bene in Australia ma sembra da ciò che vediamo oggi che probabilmente sarà Laverty ad essere l’apripista della casa di Noale.

    Un altra cosa che sicuramente vedrete è che nella top ten non si vede l’ombra di una Ducati. Dalla casa bocche cucite ma sembra che la salita sia più dura del previsto, addirittura sembra che qualcuno ha sentito dire a Checa che farebbe a cambio con la 1098 del team Effenbert anche subito. Ovviamente si esagera ma i risultati scarseggiano, e vale per tutte le (tre) Ducati presenti in griglia. Certo, escluso Checa non si può dire che il palmares della casa di Borgo Panigale sia composto di fuoriclasse, ma è anche vero che se Loris Baz e Chaz Davies riescono a stare davanti a un campione del mondo della categoria, qualcosa non sta andando per il verso giusto…

    Direi di concludere facendo un cenno alla Supersport, di cui trovate i tempi della giornata qui. Sam Lowes sulla sua R6 si riconferma la bestia nera delle qualifiche, esattamente come a Phillip Island dove sembrava imprendibile. Al secondo posto si è piazzato Sheridan Morais, ex compagno di squadra del turco Kenan Sofouglu, solo quarto al termine delle prime cronometrate. Tra la Yamaha e la Kawasaki si piazzano dunque due Honda, la seconda appartenente a Van Der Mark, esordiente in categoria e vincitore dell’Europeo Stock 600 dello scorso anno. Il primo italiano è proprio Luchino Scassa, che si porta a chiudere la Top 5 sempre su Kawasaki, che vista la classifica alla fine del turno sembra proprio la moto più competitiva, con una gran quantità di piloti nella top 10 sulla verdona. Non bene le altre marche, Suzuki si confonde nella folla al 25° posto con Scholtz, Triumph e la star dell’Australian Supersport Carr sono penultimi e la MV F3 di Robertino Rolfo è solo diciannovesima, cosa che vista l’ottima prestazione (guastata solo da un problema tecnico in chiusura) dell’Australia non ci aspettavamo.