SBK Australia 2014: cosa ci dicono queste prime gare a Phillip Island? [FOTO]

Impressioni post primo round del Mondiale Superbike 2014, dopo le prime due gare SBK dall'Australia

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    Le due gare che hanno aperto ufficialmente una nuova era per la Superbike 2014 dall’Australia non hanno deluso le attese dei tifosi. Si sono viste finalmente più moto in pista, anche di costruttori diversi, tanti duelli non solo per la vittoria ma per podio, piazzamenti a punti e classifica classe EVO. Ma cosa hanno detto nello specifico queste prime due gare? Quali sono i temi che ci accompagneranno da qui al 13 Aprile, giorno del secondo round ad Aragon?

    La Suzuki, pur non essendo la moto più evoluta del lotto, è una piacevole sorpresa. La vittoria mancava da 4 anni ed è servito ingaggiare Laverty per ritornare sul gradino più alto del podio. Già dai test invernali si vedeva che la Suzuki era una bella realtà sia nelle mani dell’irlandese Laverty che in quelle di Alex Lowes. In gara 1 Laverty è partito malino recuperando progressivamente e andando a vincere in scioltezza davanti alle Aprilia di Melandri e Guintoli, mentre in gara 2 è stato tradito dal motore della sua moto. L’affidabilità è forse il punto critico della moto e con il nuovo regolamento che limita ad 8 i motori stagionali per pilota, bisogna lavorare proprio sul motore per garantire l’affidabilità necessaria a finire la stagione in buona posizione. Al contrario di Eugene Laverty, Alex Lowes è parso un po’ un pesce fuor d’acqua: il rookie è veloce ma deve imparare a gestire le gare altrimenti non andrà lontano. Brutto volo per lui in gara 1 ed errore in staccata in gara 2: è scusato perchè aveva una caviglia malconcia per un volo nelle prove.

    Bene le due Aprilia, anche se Guintoli a Phillip Island è sempre andato forte. Il francese al momento è al comando della classifica generale con 41 punti frutto del podio in gara 1 e della fortunosa vittoria in gara 2 (grazie al ritiro di Laverty). L’errore di Melandri in staccata è indicativo di un feeling con la moto non ancora al top perchè come ha ammesso lui stesso gli manca l’esperienza sulla moto.

    Capitolo Kawasaki: le verdone di Akashi dopo una opaca gara 1 (Baz 5° e Sykes solo 7°) si sono rifatte in gara 2 centrando il secondo e terzo posto aiutati dal ritiro di Laverty. Nel complesso il potenziale della ZX10-R è sempre alto come dimostrato dal tempone che stava per realizzare Sykes prima di incappare nella scivolata sullo scollino prima dell’ultimo tornantino e dal bel secondo posto di Loris Baz partito a fionda in gara 2 e rimasto sempre incollato a Guintoli e Laverty.

    Ducati: cancellata in un colpo solo la brutta esperienza di Phillip Island 2013, la Panigale 2014 sembra rivitalizzata e per buona parte di gara 1 Giugliano è rimasto attaccato al gruppo di testa perdendo poi terreno nel finale e chiudendo con un bel 4° posto. In gara 2 Giugliano ha replicato il 4° posto ma ha sofferto un po’ prima di trovare il ritmo tanto che ad inizio gara era dietro a Davies. Ducati nel complesso sulla buona strada per fare una bella stagione nonostante le difficoltà di Davies ma il team è sulla buona strada per far bene.

    Honda ancora indietro e bisognose di settare la nuova elettronica della CBR1000RR SP. Jonathan Rea ci ha messo del suo lottando come spesso gli capita ma oltre il 6° posto in entrambe le gare non è riuscito ad andare. Haslam invece caduto in gara 1, in gara 2 ha chiuso dietro al compagno di box nonostante acciacchi fisici dovuti ad una brutta botta alla schiena rimediata nelle prove.

    La MV Agusta è una stupenda realtà ma è ancora una moto grezza. Claudio Corti è stato bravo a portarla tra i 20 più veloci nelle libere a dimostrazione che la moto ha un buon potenziale, nonostante il modello in uso non sia proprio recentissimo. Il team comunque sfrutterà a dovere questo mese e mezzo di sosta fino ad Aragon per tirare fuori il meglio dalla F4RR.

    Capitolo EVO: una piacevole sorpresa questa nuova categoria dentro la Superbike. Le moto (soprattutto Ducati e Kawasaki) si sono dimostrate estremamente competitive (Canepa addirittura 6° assoluto nelle libere) e per essere solo il primo round è una bella notizia considerando il potenziale ancora da esprimere. Promossa quindi a pieni voti la classe EVO per aver portato più piloti in griglia e più spettacolo.

    Male infine le due EBR del team Hero affidate a Yates e May. Lontanissime nelle prove dai migliori (in griglia si è presentato solo AAron Yates, pluricampione AMA Superbike), doppiate in gara. Tanto lavoro da fare per una moto che è alla prima apparizione nel Mondiale Superbike ma che ha sicuramente del potenziale e durante la stagione verrà fuori, se curato per bene.

    Premesse comunque non del tutto rispettate ma si può migliorare…

    Paddock Girls SBK Australia 2014