SBK Australia 2014, Laverty: “E’ come un sogno”. Guintoli: “Mi sono molto divertito”

Le parole dei piloti dopo le due gare a Phillip Island in australia, per il primo atto del mondiale Superbike 2014

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    Eugene Laverty Australia SBK 2014

    Gran bell’esordio stagionale per il Mondiale Superbike 2014 sulla pista australiana di Phillip Island. Laverty e Guintoli (compagni di box l’anno scorso in Aprilia) si sono spartiti il bottino di giornata con una vittoria a testa. In crescita la Kawasaki con il podio fortunoso di Baz e Sykes in gara 2 (grazie al ritiro di Laverty) dopo una opaca gara 1 e passi avanti da Ducati con i due quarti posti di Giugliano mentre è sembrato un po’ più in difficoltà Davies. Tra le EVO bel duello tra la Panigale di Canepa e la ZX10 di Salom.

    Ecco le parole dei protagonisti dopo le due manche:

    Tom Sykes: “Questo weekend è stato quasi un continuo esperimento – spiega la situazione – Il problema è che l’assetto individuato nei test non funzionava. Non me lo aspettavo, come neanche che gli altri andassero così forte. Baz è entrato aggressivo alla curva e mi sono ritrovato vicinissimo a Davies che non poteva vedermi. Ho rischiato grosso, ma è stato solo un episodio di gara. Nei test dopo 20 giri con la stessa gomma giravo ancora sotto il 1’31”, mentre oggi non ci sono riuscito, faceva più caldo e c’era più vento. Inoltre ho avuto problema di blistering alla gomma posteriore. Abbiamo fatto qualche modifica alla moto e non abbiamo sbagliato, mi sembrava addirittura di guidare su una pista diversa. Tutto sommato non è stato un fine settimana negativo, anzi è stato il migliore qui sulla Kawasaki”. Lasciarsi alle spalle l’Australia significherà anche trovare piste ben più congeniali a moto e pilota, “e non sono per nulla preoccupato”. Non cambieranno invece gli avversari, che – se ce ne fosse mai stato bisogno – hanno dimostrato di non volere fare nessuno sconto alla moto con il numero 1. “A inizio campionato sono tutti un po’ sovraeccitati. Spero che essere campione non voglia dire portare un bersaglio sulla schiena, però ho rischiato grosso un paio di volte oggi”

    Loris Baz: “Ci voleva! Questa settimana a Phillip Island non era iniziata per nulla bene. Sono caduto tre volte e i meccanici hanno avuto un bel po’ di lavoro per rimettere a posto la moto ogni volta. Li ringrazio. Non è stato immediato riprendere il ritmo, ma ce l’ho fatta”. Alla perfezione, considerando la piazza d’onore in Gara 2. “Merito anche della gomma anteriore, che ho cambiato. Nella prima gara ho usato la A, nella seconda la B, un po’ più dura e con cui riuscivo a guidare molto meglio”

    Eugene Laverty: “Ho pensato a questa possibilità un milione di volte. È stato come vivere un sogno. La Suzuki non vinceva da 94 GP. Avevo promesso alla squadra che la striscia negativa non sarebbe arrivata a 100, ma non credevo onestamente di riuscire a interromperla così in fretta. Essere così indietro dopo la partenza e riuscire a rimontare e vincere è stato fantastico. È stata una gara perfetta”. Parlando della rottura del motore in gara 2 ha così commentato: “Non è certo una situazione ideale. Se avessi almeno rotto più vicino al traguardo, avrei potuto spingere la moto ai box (entro i 5 minuti regolamentari, ndr) e prendere punti. Ero in una buona posizione per puntare al bis. La pista era abbastanza scivolosa, ma in alcuni parti riuscivo ad essere più veloce dell’Aprilia ed ero sicuro di poter sorpassare Guintoli nonostante il deficit nella velocità di punta”. Su Guintoli: “Guintoli aveva il passo migliore, ed il grip posteriore delle Kawasaki consentiva a Sykes e Baz di uscire molto forte dalle curve, mentre l’agilità è il punto forte della mia Suzuki. È stato un fine settimana di alti e bassi ma, se mi avessero detto che avrei vinto la prima, ci avrei messo la firma. Questa squadra ha lavorato sodo per prendermi con loro, ed ha mantenuto le promesse dal punto di vista tecnico”.

    Alex Lowes: “Ho spinto al massimo ma non avevo molto da dare – ha detto l’esordiente – Gli errori in gara sono dovuti al piede infortunato. Mi hanno fatto un’iniezione di anti-dolorifico, ma ho perso sensibilità e non riuscivo a cambiare le marce in modo appropriato. Dopo il passo trovato nei test, sono sicuro che avrei potuto puntare al podio, se non di più”.

    Davide Giugliano: “Di solito 26 punti li facevo in tre gare”, ha commentato dopo gara 2. “Per me e Ducati è cominciata una nuova era. Oggi era molto importante restare concentrati e non commettere errori, per portare a casa punti importanti. Ci li siamo sudati tutti, ed abbiamo chiuso molto vicini al podio. La squadra mi ha dato una grossa mano, e tutto sommato sono contento”. Tornando su gara 1 ha detto: “In Gara 1, più di così non potevo fare. Ero partito forte ma dopo dieci giri ho iniziato ad accusare il ‘blistering’ della gomma posteriore e ho dovuto rallentare il ritmo. Nella seconda ho fatto tattica opposta, sono partito calmo, cercando di conservare le gomme per la distanza, facendo il mio miglior tempo all’undicesimo giro, ad un solo decimo dal best lap in gara di Guintoli”. Per finire, sulla bandiera rossa: “Nonostante la trazione fosse un po’ un disastro, mi ero messo alle spalle di Sykes, ed insieme stavamo recuperando sui primi, poi però è arrivata l’interruzione. Credo comunque di aver sfruttato al meglio quello che avevo, quindi sono fiducioso. Ad Aragon abbiamo girato forte, anche se Chaz onestamente più di me, quindi abbiamo una buona base dalla quale partire”.

    Chaz Davies: “La seconda manche stava andando meglio, riuscivo a stare con i piloti più veloci, sorpassandone alcuni arrivando sino alla quinta posizione. Poi, al decimo giro ho perso inaspettatamente potenza ed ho rallentato perché non capivo cosa stesse succedendo. Un vero peccato perché penso che avremo potuto fare un buon risultato. Mi consolo con il best lap di Gara 1″.

    Ernesto Marinelli, responsabile progetto SBK di Ducati: “Come spesso è accaduto su questa pista, lo stress sul pneumatico posteriore ha condizionato un po’ le nostre gare di oggi, ma abbiamo comunque portato a casa punti preziosi. I due quarti posti di Davide, che completano un weekend che lo ha visto sempre fra i protagonisti, ed il record sul giro fatto registrare da Chaz nella prima gara, confermano che il loro talento associato alle potenzialità della nostra Panigale ci consentono di lottare per le prime posizioni”

    SBK Australia 2014 Marco Melandri

    Marco Melandri: “Potevo fare di più, ma un errore all’Honda airpin ha pregiudicato il risultato finale – ha ammesso, candidamente – Ero partito calmo e stavo iniziando a spingere di più per recuperare, ma il posteriore si è alzato in staccata e sono stato costretto a mollare il freno. Sono deluso perché potevo portare a casa più punti, importanti in un campionato così lungo, e non ho sfruttato pienamente il potenziale della RSV4. Oggi le condizioni erano strane, e sono emersi problemi che non abbiamo mai avuti prima. Sapevo che le gomme sarebbero state determinanti, ma già in Gara 1, negli ultimi sei o sette giri, facevo molta fatica a guidare. Soprattutto in ingresso di curva, che solitamente è il mio punto forte. Mi manca un po’ di esperienza con la moto. Qui Guintoli è sempre andato forte, Laverty anche. Non mi preoccupo tanto degli altri, ma di inquadrare meglio la mia situazione. Ho faticato, ma sono anche sempre stato veloce”.

    Sylvain Guintoli SBK AUSTRALIA 2014

    Sylvain Guintoli, terzo in gara 1 e primo in gara 2: “Nel WUP ero andato forte, ed in Gara 1 sono stato un po’ ‘avaro’ e ho pensato di poter tenere sempre quel passo. In Gara 2 ho fatto una corsa più tattica, raccogliendo la mia seconda vittoria in due stagioni su questa pista. Dopo l’incubo che ho vissuto questo inverno, un risultato del genere era molto importante per riprendere fiducia. Mi sono divertito”.

    Paddock Girls SBK Australia 2014