SBK Australia 2016, Phillip Island: le Pagelle da 10 a 0!

SBK Australia 2016 - Abbiamo dato le pagelle da 1 a 10 a tutto ciò che ha contraddistinto il GP di Phillip Island.

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    Appassionati di Superbike, benvenuti nello spazio dedicato alle pagelle del GP di Australia 2016 di SBK, corso a Phillip Island. Cercheremo di dare un voto da 10 a 0 a tutte le cose che hanno contraddistinto questo weekend inaugurale del mondiale motociclistico delle derivate di serie. Sicuramente fioccheranno voti alti per coloro che si sono distinti particolarmente durante questo evento, carico di emozioni. Ma non anticipiamo nulla adesso, sfogliate le pagine per conoscere le pagelle di Phillip Island, sicuramente qualcuno avrà da recriminare ma il nostro giudizio sarà imparziale.

    VOTO 10: JONATHAN REA

    C’è bisogno di aggiungere qualcosa? Il campione del mondo in carica è stato perfetto e merita certamente il voto più alto possibile. Il pilota del nord irlanda si è aggiudicato la terza piazza nella superpole, che significa prima fila, e poi in gara si è scatenato conquistando con forza, tenacia, costanza e tanta concentrazione entrambe le gare di Phillip Island, portando a casa il bottino pieno di 50/50. C’era forse un modo migliore per cominciare? sicuramente no, anche se lui ammette che la Kawasaki è solo all’85% delle proprio possibilità. Noi speriamo di no, altrimenti il mondiale si potrebbe già chiudere qua.

    VOTO 9: MICHAEL VAN DER MARK

    Ecco un altro che merita un voto altissimo, perché è stato davvero un osso duro in entrambe le gare sia nella prima corsa sabato che nella seconda di domenica. L’olandese di Honda si è conquistato il terzo e il secondo gradino del podio qui a Phillip Island, un modo fantastico di cominciare per un outsider, che ha corso da vero assatanato, mostrando tutte le sue doti e spaventando non poco i piloti di testa. Van Der Mark può essere certamente orgoglioso di questo inizio quasi perfetto, e la Honda con lui. Si meriterebbe una CBR ancora più performante.

    VOTO 8: PHILLIP ISLAND

    Come sempre la cornice di Phillip Island è fantastica, suggestiva per i fotografi, emozionante per i piloti e per gli appassionati di motociclisimo. Anche stavolta il circuito non ha deluso e ha regalato un grande esordio per il mondiale di Superbike 2016. Il voto 8 va soprattutto alle condizioni climatiche perfette per correre, infatti la temperatura è sempre stata mite e il cielo quasi sgombro dalle nuvole cariche di pioggia eccezion fatta per il venerdì mattina. L’Australia si dimostra ancora grande Paese ospitante per queste manifestazioni.

    VOTO 7: DAVIDE GIUGLIANO

    Il voto poteva essere più per Davide Giugliano. Il pilota italiano di Ducati è stato un grande protagonista di Australia 2016, in primis per la seconda piazza ottenuta nella sessione di Superpole, poi perché abbiamo visto come le Ducati fossero competitive e veloci su questo tracciato. Giugliano torna a casa con un quarto posto in Gara 1 e con un terzo ottenuto sul fotofinish in Gara 2, ma la sensazione è che senza qualche errore (vedi toccatina con Sykes nella Gara di Domenica) le cose sarebbero potuto andare ancora meglio. Fatto sta che comunque si tratta di un buon inizio per lui, e fa ben prospettare in vista dei prossimi capitoli del mondiale.

    VOTO 6: Nicky Hayden

    Nicky Hayden era all’esordio assoluto in questa categoria, le SBK sono molto diverse dalla MotoGP, molti piloti in pista non sono mai stati affrontati da Kentucky Kid che aveva una serie di attenuanti molto lunghe per giustificare la sua prestazione. Dopo una Gara 1 un po’ anonima, chiusa con il nono posto dopo una crisi di gomme, l’americano ha cercato il riscatto in Gara 2 ed ha sfiorato il podio, facendoselo sfuggire dalle mani proprio all’ultimo. Noi gli diamo sei sulla fiducia, ma visto quanto è andato forte il suo compagno di squadra ci potevamo aspettare qualcosa di più, ma il Campione della MotoGP 2006 deve ancora ambientarsi e trovare il feeling giusto con la categoria. Questa è la strada giusta.

    VOTO 5: CHAZ DAVIES

    Questa insufficienza è dovuta soprattutto alla caduta per il tentativo di sorpasso ai danni di Rea nell’ultimo giro di Gara 2, che lo ha regalato ad un decimo posto finale. Chaz Davies è un animale da gara e anche stavolta lo ha dimostrato, è stato velocissimo e cattivo, grintoso, forse troppo cosa che lo ha fatto cadere per terra e giù dal podio virtuale. E’ un peccato perché il gallese ha sfiorato la vittoria per qualche millesimo di secondo in gara 1 e in gara 2 è stato vicinissimo a bissare il suo risultato personale. E’ un peccato per lui e per la scuderia, la prossima volta ci aspettiamo più testa e meno cuore.

    VOTO 4: TOM SYKES

    Abbiamo voluto essere un po’ più cattivi con Tom Sykes dandogli un quattro, più tendente al cinque che al tre, perché le premesse e le aspettative erano alte. Tom è riuscito a fare il record della pista in Superpole ma poi si è dissolto come la neve al sole una volta in gara, e le ha sonoramente subite dal compagno di box e rivale per il mondiale Johnny Rea. Sicuramente per Sykes questa non è una delle piste più congeniali, ma vista la competitività della moto e per la prima posizione sulla griglia di partenza conquistata con talento, siamo delusi. Sicuramente il britannico si riscatterà già dalla Thailandia. Il bottino di gara parla di un quinto posto e di un sesto, sarebbero due risultati buoni per altri, non per lui e per le sue doti.

    VOTO 3: BMW

    Va bene che non ci si potesse aspettare moltissimo dai Team BMW in pista, però la loro presenza sul circuito non si è proprio notata. Pochi acuti sul tracciato, sia in Gara 1 e Gara, e distacchi abissali dalle posizioni che contano. La competitività della moto tedesca non è certo da vertice, però Javi Fores e Reiterberger potevano tirare fuori qualcosa di più dal cilindro, come ha fatto invece un ottimo Leon Camier con MV Agusta, soprattutto in Gara 1. Ci aspettiamo una BMW più veloce nelle prossime occasioni.

    VOTO 2: ALEX LOWES

    Alex Lowes è giovane, ha venticinque anni, anche se ha esordito in questa categoria già nel 2011. Il voto due è pesante per lui, ma il britannico passato da Suzuki al Team Pata Yamaha doveva e poteva fare di più. Gara 1 è terminata con un ritiro, mentre Gara 2 sempre per qualche problema è finita con il quattordicesimo posto, molto poco considerando che si tratta del Team ufficiale Yamaha e soprattutto perché Sylvain Guintoli si è distinto molto bene durante tutto il weekend australiano. Lowes deve crescere ancora.

    VOTO 1: IODA TEAM

    E’ un team emergente, arrivato da poco nel mondo della Superbike, tra mille difficoltà hanno ereditato l’Aprilia RSV4 1000 e l’hanno consegnata a Savadori e ad Alex De Angelis, alle prime armi con questa categoria. Queste sono le premesse, ma la sfortuna si è accanita sul gruppo, De Angelis non ha avuto il feeling sperato con la moto neppure per un momento, ed ha sempre veleggiato nelle posizioni medio/basse in pista. Il sanmarinese ha chiuso questo weekend con un ritiro in gara 1 e con un tredicesimo posto in gara 2, mentre il compagno di squadra Savadori ha chiuso con un dodicesimo in gara 1 e con un ritiro in gara 2. C’è ancora molto da lavorare.

    VOTO 0: AL SULAITI, SEBASTIEN E TOTH

    Un qatariota e due ungheresi. Al Sulaiti corre con la Kawasaki ZX-10R gli altri due invece fanno parte dello stesso Team Toth con la Yamaha R1. Tutti e tre sono sembrati a Phillip Island per caso, hanno stazionato o meglio bivaccato nelle ultime tre posizioni in entrambe le gare, e hanno accumulato dei distacchi abissali dal resto della compagnia. Sono sembrati dei dilettanti allo sbaraglio, e pure doppiati in pista. Speriamo che per loro le prossime gare siano più ricche di soddisfazione, per adesso rimangono al palo, voto zero.