SBK Donington 2013, Dominio inglese in Inghilterra

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    E dopo la nostra trasferta a Vallelunga, per vedere il CIV dal vivo e dai Box di uno dei top team della SBK, è ora di Mondiale, con la nostra “Chiacchiera da Bar”. Se non fosse che Tom Sykes e Sam Lowes ci hanno abituato oramai alle loro prestazioni in qualifica si potrebbe dire che gli giova la gara di casa. Ma, ed è un grande ma, loro si limitano a riconfermare la grande competitività che hanno dimostrato fino ad ora, anche se l’inizio della stagione, almeno per Sykes, non è stato proprio brillante. La SBK si continua a confermare la più equilibrata comunque, con un decimo e poco più di distanza tra Sykes, Davies e Camier, mentre Lowes da quasi mezzo secondo a Sofouglu. Fuga solitaria?

    C’è da dire che nonostante siano entrambe campionati molto competitivi, SBK e SSP hanno una certa “costanza” nei partenti dalla prima posizione, che variano da uno a tre per differenza. L’abilità sul giro secco di Lowes e Sykes li porta spesso e volentieri in testa, ma il loro problema è che non è sufficiente partire davanti per arrivare davanti. Entrambe tendono ad avere uno stile di guida molto aggressivo, e questo si paga nelle prime tre tornate ma poi rende le gomme inabili al proseguimento. Quindi, girando con stracci di pneumatici che volano a destra e a sinistra, non si riesce ad essere competitivi fino alla fine. Lowes è stato aiutato dalla foga (non da meno della sua) di Sofouglu, che si è auto eliminato a Monza perdendo la testa della gara e la possibilità di andare in testa al mondiale, ma Zio Tom non è cosi fortunato. Ci sono almeno 4 piloti in grado di portarsi davanti e fare ritmo senza ridurre le Pirelli ad un colabrodo, e questo lui lo sa.

    A chi diceva che il tre cilindri non è un motore da Mondiale, senza che vi ricordo che in passato Giuliano Rovelli con la Triumph Daytona 675 ha ottenuto risultati che Suzuki non ottiene da un bel po, vorrei farvi notare che dalla prima fila, dopo i soliti Lowes e Sofouglu scatta Richards, wild card Australiana in sella alla tre cilindri della casa di Hinckley. Mettendosi peraltro dietro anche Florian Marino, che era stato molto concreto a Monza. Quinto il primo italiano, il nostro Lorenzo Zanetti, che fa andare quella Honda come nessun altro, essendo anche uno dei mezzi (insieme a Suzuki) penalizzati dal poco sviluppo e dall’essere a ridosso del cambio di modello, cosa che si spera accada presto.

    La prima MV invece è in settima posizione, ma non è quella che ci aspettavamo. Robby Rolfo si trova in difficoltà, in sedicesima posizione a 1’7 dalla vetta. Ci ha abituati a rimonte pazzesche ma scommetto che se partisse davanti sarebbe tutto più semplice. Invece è Iddon a portarsi all’inizio della terza fila sulla Trepistoni della casa Varesina, che se me lo permettete è un ottimo risultato.

    Per quanto riguarda invece le moto da un litro di cilindrata, Sykes partirà davanti e cercherà di fare il vuoto, ma la sorpresa in questo caso è Davies. Non perché Chaz sia un fermone, ma perché il pilota che dovrebbe essere a capo del box BMW Motorrad sta avendo molti più problemi di quanti non ne stia avendo l’inglese, che anche se parte subito dietro ha comunque un anno meno di esperienza. Il chattering affligge Marco Melandri, relegato in sesta posizione, con questa fastidiosa vibrazione che non gli fa avere percorrenza e non gli fa voltare la moto come vorrebbe. E la cosa peggiore è che non hanno una soluzione perché non riescono ad isolare il problema. Queste sono cose che non fanno presupporre bene per il campionato.

    Ottimo il comportamento dei giovani, Loris Baz partirà undicesimo davanti a Cluzel. Loris parte avvantaggiato da un mezzo molto migliore, mentre Jules deve spingere per ottenere dei risultati di calibro su una GSXR 1000 che ha gli stessi problemi della 600, ossia scarso sviluppo e tutto a carico del team, con buona pace delle risorse economiche che Crescent può dispensare, soprattutto senza avere certezza regolamentare per il prossimo biennio. Ha senso spendere un enormità su una SBK se poi è possibile che entro due anni si corra con delle Stock? La risposta è ovvia

    Chiudiamo con il Mistero Ducati. Adesso, o Checa e Badovini si sono autoconvinti che la moto fa schifo in assetto SBK, o non si riesce a spiegare come Canepa, con meno esperienza di entrambe sulla modalità GP-Replica, sia riuscito a portarsi all’interno dell’ultima Superpole lasciando entrambe gli ufficiali fuori. Si, è vero che come dice Checa con una spalla dolorante ha poco senso correre rischi per una o due posizioni, ma partire dietro a una wild card con la tua stessa moto è una brutta pubblicità. Comunque sul passo la distanza è ancora troppa, quindi per domani è meglio non aspettarsi troppo. Con affetto alla Ducati ovviamente…