SBK Imola 2015, anteprima: benvenuti nella terra dei motori!

Anteprima del Gran Premio d'Italia, quinto round del Mondiale Superbike 2015 dal tracciato Enzo e Dino Ferrari di Imola.

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    La SBK 2015 arriva nel nostro paese, a Imola. Ah l’Italia, finalmente! Non solo Expo, ma anche motori. Nel fine settimana ritorna la magia del Mondiale Superbike 2015 e finalmente si tocca suolo italico, più precisamente in terra romagnola per il Gran Premio d’Italia sul tracciato Enzo e Dino Ferrari di Imola. Gara di casa per Ducati che su questo tracciato ha scritto pagine di storia del Mondiale Superbike con battaglie epiche (Bayliss-Edwards 2002) e anche in questa occasione vorrà ripetersi. La pattuglia italiana ritrova finalmente Davide Giugliano, completamente ristabilito dopo l’incidente che lo ha messo ko nei test a Phillip Island, e riabbraccia Michel Fabrizio che sostituisce Nico Terol sulla Ducati del team Althea. Gara di casa anche per Aprilia che deve cercare di fermare la straripante Kawasaki di Jonathan Rea a cui questo tracciato piace assai avendo ottenuto 3 vittorie (l’anno scorso fu doppietta). Quinto round decisivo per le sorti del Mondiale Superbike 2015: chi vince ad Imola ha buone probabilità di laurearsi campione del mondo a fine stagione.

    Aspettative

    Come è giusto che sia, i piloti italiani in griglia vorranno dare il massimo nella gara di casa. Badovini e Baiocco sono i candidati a fare bene mentre Giugliano e Fabrizio devono recuperare la forma perduta (incidente uno, inattività l’altro). Sarà comunque ancora scontro Kawasaki-Aprilia per la vittoria con la Ducati di Davies a giocarsela per il terzo gradino del podio. Potrebbero esserci delle sorprese per quanto riguarda gli altri team presenti in griglia: Althea e Barni possono fare davvero bene e Imola è una pista che si addice alle caratteristiche della Panigale. Suzuki con Lowes può essere la mina vagante della gara italiana anche se la moto giapponese ha qualche problema di vecchiaia del progetto.

    Il tracciato

    Costruito nel 1950 sulle rive del fiume Santerno, il circuito viene poi ultimato e collaudato nel 1952 grazie ad Umberto Masetti che vi percorse un giro con la sua Gilera. Il 25 aprile del 1953 viene definitivamente inaugurato con una gara valevole per il campionato italiano di motociclismo (quello che è l’odierno CIV).

    Nel 1969 la prima gara valevole per il Motomondiale, era il GP delle Nazioni, poi solo gare Endurance. Celebre la 200 miglia di Imola del 1972 vinta da Paul Smart su Ducati. Nel 1985 l’ultima edizione della 200 miglia ha visto il successo di Eddie Lawson sulla Yamaha.

    Alla conformazione originale del tracciato viene aggiunta nel 1972 la Variante Bassa, una doppia chicane sulla stessa linea della prima variante di Monza.

    Ulteriori modifiche vengono fatte sempre nel corso degli anni 70: vengono ampliate le vie di fuga ed inserita una chicane nel tratto delle Acque Minerali.

    All’inizio il circuito era intitolato a Dino Ferrari, il figlio del grande Enzo prematuramente scomparso negli anni 50. Con la morte del Drake nel 1988, viene aggiunto anche il suo nome al circuito che da quel giorno si intitola “Autodromo Enzo e DIno Ferrari“.

    In seguito ai gravi fatti avvenuti sul circuito nel weekend più tragico della storia della Formula 1, 29 aprile-1 maggio 1994, (l’incidente di Barrichello, i decessi di Roland Ratzenberger ed Ayrton Senna, l’incidente al via tra JJ Lehto e Pedro Lamy e la ruota persa da Alboreto in pit lane) il tracciato ha subito una profonda modifica: le curve Tamburello e Villeneuve (teatro degli incidenti mortali di Ayrton Senna e Roland Ratzenberger) vengono sostituite da due chicane, meno spettacolari dei curvoni originali ma più sicure. Modificati anche i tratti Acque Minerali (due pieghe veloci al posto della variante e una via di fuga più ampia)-Rivazza-Variante Bassa (ora una sola variante invece di due, nel punto dove Barrichello ha avuto lo spaventoso incidente)

    Dal 2006 ad oggi ulteriori interventi di ammodernamento dell’impianto: modificati i box e per ben due volte il tratto Rivazza-rettilineo dei box.

    Dati statistici

    Il record della pista appartiene a Jonathan Rea con la Honda in 1’46″289 fatto segnare in Superpole lo scorso anno

    La Ducati è la regina incontrastata di Imola: basti pensare che almeno una manche dal 2001 al 2006 e dal 2009 al 2012 è andata ad un pilota di Borgo Panigale

    Carlos Checa è il re di Imola con ben 5 vittorie ottenute tra il 2010 e il 2012 (doppiette nel 2010 e 2012 e gara 2 2011)