SBK: Michel racconta il suo Qatar

SBK: Michel racconta il suo Qatar

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    losail circuit

    E’ partita oggi la stagione SBK 2007 tra sorprese e attese, ritorni e debutti.

    Prima tappa, il circito di Losail, in Qatar: uno dei tracciati più belli della stagione e tanti piloti a darsi battaglia già dal primo metro.

    Michel Fabrizio, pilota del team DFXtreme Honda, racconta al sito racingworld.it le migliori strategie e tecniche di guida per affrontare il tracciato in maniera vincente.

    Di che tipo di circuito si tratta?

    “Devo confessare che è uno dei tracciati che mi piace di più. Losail è un circuito completo, tecnico e guidato nella prima parte, veloce nella seconda parte. Personalmente apprezzo molto gli ultimi tre curvoni, che si percorrono, in terza, quarta marcia piena, un vero spettacolo per noi piloti”.

    Quali sono i punti più critici?

    “Non ce ne sono in particolare, l’unica cosa è che bisogna stare attenti ad uscire di traiettoria perché c’è spesso sabbia in pista. Del resto, grazie anche agli enormi spazi di fuga, si può spingere a fondo nella massima sicurezza, un aspetto molto importante”.

    Quali sono i punti dove è possibile sorpassare?

    “Sono davvero tanti, anche perchè la pista è larga. Diciamo che in quasi tutti le staccate ci si può provare, anche nel tornantino dove lo scorso anno Haga stese Kagayama, rischiando magari un po’”.

    Qual è l’elemento che questo circuito stressa di più?

    “Sicuramente la gomma anteriore, che tende a degradarsi in fretta. Se la sbagli fai fatica a finire la gara. Non ci sono problemi invece con il pneumatico posteriore, e poi io amo guidare con la gomma dietro che scivola”.

    Che risultato si augura?

    “Sarei davvero soddisfatto se riuscissi a piazzarmi come lo scorso anno, quinto e settimo”.

    Come sono andati i test invernali?

    “Decisamente bene. Abbiamo lavorato a fondo e siamo riusciti trovare un ottimo equilibrio generale della moto, facendo passi avanti a livello di elettronica. Quindi sono tranquillo, penso di avere tra le mani una moto competitiva”.