SBK Portogallo 2013: a Portimao, forse per l’ultima volta [FOTO]

La Preview della tappa del Mondiale SBK a Portimao, a sud di Lisbona

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    Portimao SBK 2013 Air

    Eh si ragazzi miei. Dopo che l’Estoril si è coperto di debiti, la crisi ha toccato anche il Circuito dell’Algrave di Portimao. Situato nella parte Sud del Portogallo, ma leggermente più a Nord della omonima città, questo è a mio parere insieme al Mugello e al Nordschleife uno dei più bei circuiti mai costruiti e che abbiano mai ospitato un Mondiale del motociclismo. Ah, dimenticavo di aggiungere Phillip Island, Laguna Seca e Imola. E adesso che sapete i miei circuiti preferiti, vediamo di parlare di quello Portoghese, dove la SBK sta per approdare, forse per l’ultimo anno.

    Iniziamo come al solito da un giro esplorativo del circuito. Il circuito è lungo 4445 metri in configurazione SBK, e il rettilineo più lungo è quello dei box, che misura ben 835 metri, ma che soprattutto arriva da una curva che si fa in terza a più di 130 km/h. Non a caso la Aprilia di Max Biaggi toccava i 330 alla fine del rettilineo, prima di impostare la prima delle tre curve che vanno fatte in sequenza dopo il rettilineo. Di prima o seconda marcia, si fa la prima destra e si rimane in piega senza tirare su la moto per fare la seconda, facendo allargare la traiettoria dando gas. Poi si raddrizza e si rimette la prima per la curva di più di 180° che porta sul rampino. Rapido cambio di direzione e si mette la seconda facendo la curva a sinistra in salita con il gas in mano, tenendolo aperto il più possibile per venire lanciati su un altro breve rettilineo che permette di mettere la quarta prima di staccare per la larga curva ad U a sinistra. Di nuovo prima seconda terza e poi si butta giù la moto a destra (i migliori la fanno decellerando ma senza frenare) per poi salire a destra sul tratto secondo me più bello del circuito. Dopo una breve rampa si riscende a capofitto, con le SBK che si impennano anche solo di gas, per poi buttarsi in un sinistra destra con il gas in mano ed arrivando ad una staccata che per via dei cambi di pendenza neanche si vede per infilare una 90° a destra in contropendenza, dove si tende a scivolare parecchio con il posteriore. Altra grande discesa con curva a sinistra per poi arrivare alla curva ad U più stretta, che porta nel tratto finale composto da una curva a destra a scendere e a raggio variabile, molto lunga e da fare in terza, fino al rettilineo di arrivo.

    Quando queste cose le diceva Sanchini aveva bisogno della bombola dell’ossigeno… Apparte i scherzi, Portimao è uno di quei circuiti che vale sicuramente la pena visitare, sia per la bellezza e per la tecnologia dell’impianto, che è di fattura molto recente, sia perché il Portogallo in estate e qualcosa di veramente bello. Cabo de Roca, Lisbona, Faro… Non si nota però ( o almeno non l’ho notata io) una grandissima cultura motociclistica, cosa che invece nell’adiacente Spagna la fa da padrona anche sul calcio. Molto strano, se si considera che il tempo atmosferico è decisamente migliore di quello della nostra penisola… Comunque, le bellezze naturali da vedere in Portogallo sono tante e non lasciano delusi

    Purtroppo Portimao si trova in una situazione simile ma differente a Imola e Monza. Mentre Monza sta per essere silurata a causa della sua pericolosità (come se correre in moto negli altri circuiti fosse sicuro…) e Imola non ha ancora rinnovato il contratto con il campionato delle Derivate di Serie, Portimao ha un problema (bello grosso) di insolvenza. La società ha gestito l’autodromo in modo molto scarso, considerando le potenzialità, e la crisi ha dato il colpo di grazia, cosi in questo clima di incertezza si è anche pensato bene di mettere la gara nella prima parte di campionato, invece che a chiusura, tanto per essere sicuri di arrivare all’autodromo e non trovare tutto picchettato.

    Che altro aggiungere? La scorsa stagione fu Tom Sykes a partire dalla prima casella dello schieramento, oltre che a vincere la prima gara e a doversi ritirare nella seconda per problemi tecnici. Vincitore della seconda manche fu Laverty, con due Ducati al seguito- Speriamo che quest’anno, come i precedenti, lo spettacolo della Superbike ci faccia rimanere ancora con gli occhi e la bocca spalancati. E magari con una Ducati migliore, un pò come quando c’era Zio Troy Bayliss…