SBK Thailandia 2017: il processo al GP di Buriram

SBK Thailandia 2017: il processo al GP di Buriram

    SBK Thailandia 2017. Torna l’appuntamento con il processo al weekend della SBK, stavolta il campionato delle derivate di serie è arrivato in Thailandia, per la sua seconda tappa. Le due gare corse su questo circuito, hanno visto trionfare Jonathan Rea su Kawasaki in entrambe le occasioni, che prima ha battuto Chaz Davies e poi Sykes. Alla fine del weekend si tirano le somme, quindi avanti con le questioni: Aprilia deludente, ha davvero il potenziale per risollevarsi? Rea è già fuga mondiale? L’inversione delle posizioni in griglia aumenta davvero lo spettacolo? Bradl e problemi di adattamento o guai con Honda?

    Laverty prima della gara

    ACCUSA: Chi pensava che l’Aprilia avesse il potenziale per essere una delle grande protagoniste può essere subito smentito. L’Aprilia non è performante come dimostra l’inizio di questo campionato, nonostante due piloti di primo piano.

    DIFESA: I risultati deludenti di inizio campionato sono frutto di contingenze negative, Laverty e Savadori sapranno tirare fuori il meglio da questa moto. Già delle prossime tappe europee vedremo un’Aprilia ben diversa.

    Rea vince la gara

    ACCUSA: Anche se il pilota della Kawasaki viaggia a punteggio pieno dopo le prima quattro uscite stagionali, questo non vuol dire che il campionato sia già chiuso. Per il momento è lui il padrone, ma la stagione è lunga e ricca di sorprese.

    DIFESA: Rea ha già il campionato in tasca, è a punteggio pieno dopo quattro gare e rischia di continuare così per un bel po’. I suoi avversari non sono costanti quanto lui, che oltre ad avere un gran manico utilizza il cervello ed è un fine calcolatore. Il campionato è già virtualmente suo dopo due uscite.

    Gruppone delle retrovie

    ACCUSA: L’inversione delle posizioni in griglia di gara-2 non funziona, non aumenta lo spettacolo e genera solo confusione. Anche in Thailandia chi va più forte emerge da subito, anche immediatamente dalla partenza. Chi non ha il potenziale sta dietro, quindi niente aumento di spettacolarità in pista.

    DIFESA: In Thailandia non ha funzionato, ma questa scelta ha la possibilità in altre occasioni di regalare ancora più spettacolarità e più possibilità per chi star dietro di dar battaglia a chi si gioca sempre la vittoria.

    Bradl

    ACCUSA: Bradl sembra non aver ancora imboccato la strada giusta nel campionato Superbike. Il pilota tedesco in Thailandia è stato in grande difficoltà, la sua Honda non brilla, ma lui rispetto ad Hayden sembra un dilettante. Guai in vista.

    DIFESA: E’ presto per accusare Bradl, la sua Honda è un progetto nuovo, ancora in fase di sviluppo, lui viene da un campionato e da moto diverse, in più la pista thailandese era un’autentica novità per lui. Già in Europa si potrebbero vedere dei risultati migliori.

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