Scesa in pista la prima Toro Rosso

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    La STR1 con Liuzzi al volante

    Svelata a Jerez, anche se informalmente, la STR1. La vettura della Scuderia Toro Rosso che sarà guidata dall’italiano Liuzzi e l’americano Speed. Poche le sorprese e molte le somiglianze con la Red Bull. Più interessante sarà, in proiezioni, scoprire le aspirazioni del team ed il valore del nostro Vitantonio.

    La Scuderia Toro Rosso è ancora un’incognita. Nata sulle ceneri della Minardi pare non avere grosse ambizioni. Fedele allo stile della scuderia di Faenza resta la volontà di puntare sui giovani, di dar loro una chance e poter così valorizzare qualche talento.

    La nuova vettura ha mosso i suoi primi passi ieri nei test di Jerez. Ma sarà presentata ufficialmente assieme alla Red Bull, in concomitanza con la gara inaugurale della stagione in Bahrain.

    Anche esteticamente il legame con la scuderia maggiore è molto forte. La STR1, questa la sigla dell’auto, ricorda la RB1 (la Red Bull del 2005) salvo per una diminuzione delle pance – peraltro non eccessiva come per le altre scuderia – ed una nuova forma all’anteriore.

    Il primo a guidarla è stato Liuzzi il quale ha commentato: «Finalmente la macchina è pronta, adesso sento che possiamo essere competitivi. Tutto è andato bene e la monoposto si è rivelata abbastanza affidabile. Ovviamente c’è da lavorare ancora un po’ con il set-up e il motore va messo a punto in maniera più accurata. Fa un rumore strano, e l’arco in cui si sfrutta la potenza è diverso rispetto a quello a cui ero abituato».

    Il riferimento al motore si spiega con il fatto che la Toro Rosso ha ottenuto l’ok per utilizzare un V10 depotenziato con regime di rotazione limitato a 16 mila giri. Questa soluzione ha creato anche malumori tra le scuderie piccole, dirette concorrenti della Toro Rosso, convinte che quel V10 possa comunque risultare più vantaggioso dei loro V8.

    Tornando su Liuzzi, resta la curiosità per capire come si comporterà. Il pescarese è finalmente pronto per affrontare un’intera stagione e non – come lo scorso anno – a doversi accontentare di qualche gara. Accanto a lui un altro giovane scalpitante che, però, non dovrebbe impensierirlo.

    Di lui tutti parlano un gran bene. Nelle serie minori ha dettato la sua legge. Vedremo se finalmente anche l’Italia avrà partorito un campioncino vero. Se ha la stoffa del vincente, per capirlo basteranno poche gare.