Schumacher dove sei?? I ferraristi si chiedono: e se ci fosse stato ancora lui?

Ci siamo

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    Michael Schumacher FErrari

    Ci siamo. C’ha messo 4 gare Michael Schumacher per tornare sulla bocca dei ferraristi. Non che prima non se ne sia parlato. Ma ora è tornato il suo nome inteso come “nostalgia” per non vederlo più dentro una Ferrari di Formula 1.

    Il senso delle frasi di alcuni tifosi è questo:“con lui, siamo sicuri che la Ferrari sarebbe così indietro in classifica?”

    4 gare sono quasi un quarto di stagione. Poco da un certo punto di vista. Molto da un altro.

    Per quanto sia tutto ancora in bilico, si possono azzardare delle considerazioni.

    La mia è che, prendendo il “vecchio” Schumacher, cioè quello degli ultimi anni, quello per niente aggressivo, quello che punta sempre ad arrivare in fondo e che non rischia nei sorpassi, quello affiancato da una seconda guida più o meno “dichiarata”…

    Ecco: prendendo quello, la Ferrari avrebbe probabilmente avuto qualcosa in più in classifica.

    E lo diciamo considerando che Michael Schumacher valga almeno quanto Felipe Massa e, soprattutto, considerando che non avrebbe certo sofferto i problemi di adattamento patiti da Kimi Raikkonen.

    Per cui. In Australia avrebbe fatto una vittoria facile. Se Massa non avesse avuto quel problema tecnico, sarebbe stata doppietta. La Ferrari era superiore.

    In Malesia Schumacher sarebbe partito in pole o comunque in prima fila. Forse la McLaren lo avrebbe superato lo stesso, ma non avrebbe fatto quell’errore che ha compiuto, invece, Felipe Massa con Hamilton. Per cui, a stare bassi, un terzo posto se lo poteva tranquillamente prendere.

    In Bahrain ed in Spagna la vittoria era ampiamente alla sua portata per cui con un bel 10 + 6 + 10 + 10 era a quota 36 punti. Se, poi, vogliamo fare i pignoli, possiamo parlare dell’affidabilità della Ferrari e concedergli una partenza dall’ultima fila come è successo a Massa. Con una rimonta in stile GP del Brasile 2006, sarebbe potuto tranquillamente arrivare quarto o quinto. Il che avrebbe significato un bottino di almeno 30 punti. Tanti quanti sono stati messi in cascina dal primo della classifica attualmente. Di più di quelli di Masse o Raikkonen.

    Ora, al di là del banale gioco dei “se fosse”, sfruttiamo il caso-Schumacher per parlare di qualcosa di più serio. La questione piloti resta aperta in casa Ferrari. Massa è ad ogni Gran Premio alla prova della verità. Da lui ci si aspetta ogni volta che faccia un errore perché non ha mai dimostrato costanza e capacità di lottare per il titolo mondiale. L’altro, Raikkonen, che di esperienza, freddezza e capacità ne avrebbe a sufficienza per fare lo Schumacher, non riesce ancora a prendere confidenza con la macchina. Ecco allora che si torna a parlare del sette volte campione del mondo. Quello che aveva tutto. Piede, testa ed esperienza.

    Gli anti-Schumacheristi e gli anti-nostalgici non mi vengano a dire che la storia non si fa con i “se” e con i “ma”. Visto che qualcuno aveva buttato l’amo, c’abbiamo voluto giocare un po’ sopra. E’ Fanta-formula1, lo sappiamo. Sia chiaro. E, in fin dei conti, siamo pure contenti che il crucco se ne stia da parte. Prima o poi sarebbe dovuto succedere…