Schumacher è caduto per soccorrere una bambina?

L'incidente di Schumacher, ora in coma a Grenoble dopo un brutto incidente sugli sci

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    Immagini retrospettive di Michael Schumacher

    Come purtroppo spesso accade in situazioni in cui è coinvolto un grande nome dello sport (e non solo), la stampa di getta a capofitto rilanciando teorie, ipotesi, ricostruzioni. E’ bene sottolineare come ci sia un’indagine aperta dalla procura di Albertville sull’incidente occorso a Michael Schumacher al mattino del 29 dicembre scorso e saranno i rilievi dei periti a tracciare un quadro veritiero sull’accaduto, decretando eventuali responsabilità che, a oggi, da una sommaria osservazione guidata dal buonsenso, sembrano poterci essere in capo a chi gestisce l’impianto di Meribel.

    Dalla Germania, è il giornale Bild a lanciarsi in avventurose ricostruzioni, riportando come Schumacher stesse intervenendo per aiutare una bambina caduta a sua volta e nello stesso gruppo del campione tedesco. Niente di ufficiale, rumors da prendere con il beneficio d’inventario.

    Spingendosi un po’ più in là, invece, si possono fare alcune considerazioni sul comportamento del responsabile del resort sciistico di Meribel, Gernignon-Lecomte, le dichiarazioni immediatamente successive all’accaduto e come il tratto in cui è caduto Schumacher non fosse propriamente messo in sicurezza.

    Le immagini immediatamente successive all’incidente non evidenziano alcuna protezione per quell’area in cui erano presenti delle rocce. Area che non può nemmeno considerarsi come un fuoripista nel senso stretto del termine, piuttosto una zona di separazione tra due diversi percorsi, una pista blu e una rossa per esser precisi. Chi abbia un minimo di dimestichezza con gli sci sa bene che si tratta di pendii per nulla impegnativi e sui quali solo un imprevisto può portare conseguenze importanti a seguito di una caduta.

    Perché quell’area non era recintata, considerando il passaggio di sciatori anche alle prime armi, prevedibilmente impegnati poi sulla pista blu? E, soprattutto, perché Gernignon-Lecomte dopo l’incidente ha minimizzato la gravità dell’accaduto? A voler pensar male, parlare di un fuoripista e di responsabilità interamente del pilota, poteva essere un modo per tutelare il gestore, evidentemente incaricato di delimitare ogni zona pericolosa, anche solo potenzialmente. Sarà comunque la giustizia francese a decretare eventuali responsabilità, quel che importa adesso è solo il miglioramento di Schumi, anche oggi (2 gennaio 2014) in condizioni stabili ma critiche.

    Fabiano Polimeni