Schumacher ha chiamato la Ferrari dopo l’addio dalla Mercedes

Formula 1: Lauda, nuovo chairman Mercedes, dichiara che dopo l'addio dalla casa tedesca, Schumacher ha provato a contattare la Ferrari

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    schumacher,ferrari: contatti dopo il ritiro

    Attorno alla scelta di Michael Schumacher di ritirarsi dalle competizioni e di Lewis Hamilton di passare alla Mercedes, ci sono ancora tanti punti oscuri. Perché la scuderia tedesca ha avuto tanta fretta di ufficializzare l’ingaggio del pilota McLaren? Perché, parallelamente, non hanno messo Schumi nelle condizioni di fare un annuncio del ritiro un po’ meglio organizzato sulla falsa riga di quello che avvenne con la Ferrari nel 2006? Perché il tedesco ha deciso di ritirarsi senza, a sua volta, attendere o valutare eventuali proposte da parte di altri team? E’ proprio vero che, come ha dichiarato il fenomeno di Kerpen in una conferenza stampa arrangiata in pochi minuti, ha finito definitivamente le motivazioni? Bene, che ci crediate o no, siamo in grado di rispondere a quasi tutti questi interrogativi.

    Schumacher ha trattato con Ferrari e Sauber

    In nostro aiuto arriva Niki Lauda. In qualità di nuovo presidente del consiglio di amministrazione della Mercedes, il campione austriaco può raccontare una versione dei fatti piuttosto attendibile. Parlando all’emittente TRL, ha spiegato che la decisione di non supportare più Michael Schumacher è arrivata come conseguenza della sua indecisione sul futuro. Ci ha pensato troppo, obbligando la casa tedesca a guardarsi attorno. Avendo trovato terreno fertile nella trattativa con Hamilton, tutto il team si è concentrato su quella golosa opportunità mettendo in disparte il sette volte iridato. Una volta capito che per lui non ci sarebbe stato più spazio, Schumi ha provato a “trattare con la Sauber ed ha anche chiamato la Ferrari”. La scuderia italiana, protesa verso la riconferma di Massa o tentata dall’azzardo di un giovane, gli ha spiegato che non c’era più spazio per lui. La Sauber gli ha chiesto di correre sostanzialmente gratis senza, peraltro, fornirgli grosse garanzie tecniche. Quest’anno la vettura è discreta. Ma lo sarà anche nel 2013? Il cannibale ha digerito con forza le pessime Mercedes che gli sono capitate sotto mano in questi tre anni. Non aveva voglia di disputare l’ultima stagione della sua carriera stazionando attorno alla decima posizione. Per cui, tagliando la testa al toro, ha fatto un respirone e nel giovedì mattina che ha preceduto il GP del Giappone ha convocato i giornalisti per una conferenza stampa definitiva. Molto formale. Molto grigia, poco argentea.

    Hamilton alla Mercedes: perché l’annuncio così presto?

    Il destino di Schumacher si è legato a quello di Hamilton. Le fretta dell’anglocaraibico di far sapere alla McLaren che i giochi erano fatti, ha obbligato la Mercedes a bruciare le tappe dando la spiacevole impressione di aver licenziato il 43enne di Kerpen. E’ Ross Brawn a spiegare il motivo di ciò:“E’ stato Lewis a volere che la McLaren sapesse tutto. E’ stato con loro molto tempo e voleva essere leale nei loro confronti per cui abbiamo reso pubblica la cosa dopo averne avuto la certezza”. Questa è la versione ufficiale. L’impressione che Brawn non ce la racconti tutta, resta. Per come la possiamo vedere noi, sarebbe bastata una telefonata “segreta” per far sapere a Martin Whitmarsh che era stato firmato un contratto con Brackley. Il fatto che a Woking sapessero già tutto, indipendentemente dagli annunci ufficiali, infatti, è dimostrato dal contemporaneo ingaggio di Sergio Perez. Se in questo articolo abbiamo provato a raccontarvi qualche retroscena, qualche altro mistero dobbiamo lasciarlo intatto. Per ora.

    Nel 2013 Hamilton e McLaren entrambi più deboli

    Quello tra Hamilton e la McLaren è un divorzio che, almeno nel breve periodo, non farà bene a nessuno dei due. Sicuramente Perez non sarà in grado, da subito, di non far rimpiangere il campione del mondo 2008. Con altrettanta probabilità, la Mercedes del 2013 non sarà competitiva come la McLaren. Entrambi saranno più deboli. Dello stesso nostro avviso è Helmut Marko. Il superconsigliere della Red Bull spera di avere la vita un po’ più facile nel prossimo anno. Parlando del lavoro fatto da Lauda per far arrivare l’anglocaraibico a Stoccarda, dichiara:“Niki ci ha fatto un favore. Per il prossimo anno ha reso meno pericolosi sia Lewis, sia la scuderia di Woking. Quindi, avremo due avversari in meno”.