Schumi, Shangai e il conto aperto…

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    Schumacher Cina 2004

    Parlaimodi Schumi ma partiamo da Alonso. Proprio quest’anno ragionammo sul fatto che un campione come lui era impossibile che non avesse ancora mai vinto in uno dei GP più difficili della stagione come quello di Monaco. E proprio quest’anno, puntuale, è arrivato il primo successo tra i muretti di Montecarlo per il campione del mondo 2005. Arriviamo a Schumacher: uno come lui è impossibile che non metta mai il proprio nome nell’albo di un GP dove si corre ormai per la terza volta.

    E’ lui il primo ad ammetterlo. In Cina le cose non sono mai andate bene. E questa è l’ultima occasione che gli rimane per riaddrizzare il tutto e poter scrivere il suo nome nell’albo d’oro del tracciato: “Con il circuito di Shanghai ho un piccolo conto aperto, vedremo se riusciro’ a saldarlo.La pista e’ bella e l’intera struttura e’…piu’ che stupefacente. Tuttavia entrambe le gare che ho disputato qui non sono andate molto bene. A differenza dell’anno scorso pero’ questa volta ci accingiamo a disputare la gara con un pacchetto migliore, al punto da poter sperare di ottenere migliori risultati.”

    Altro che due piccioni con una fava. Una vittoria domenica, oltre a sfatare il tabù, farebbe completare la rimonta a Schumacher e – soprattutto – avrebbe un significato psicologico determinante.

    Alonso, infatti, sta cercando di crearsi attorno una sorta di vuoto di memoria. Non può permettersi di guardare indietro. Altrimenti la sua perdita terreno apparirebbe troppo netta e demoralizzante. Lui, giustamente, cerca di guardare avanti, cerca il supporto della squadra per reagire ed è convinto di poter ribattere punto su punto il tedesco.

    Perciò Cina, anno zero: si riparte come se non ci fosse mai stato niente fino ad ora. Come se la Ferrari non fosse più superiore alla Renault. Perché la Ferrari potrebbe non essere più in una posizione di vantaggio.

    I presupposti per un ennesimo ribaltamento dei valori ci sono e si chiamano gomme Michelin (sicuramente a loro agio a Shangai) e si chiamano meteo ballerino (vedi Budapest).

    Al tutto vanno aggiunti i cospicui progressi della Renault negli ultimi GP (vedi Istanbul ed in parte Monza) e il cocktail per un GP pieno di suspence e spettacolo è fatto!

    A Schumi il compito di fare le cose da grande, quale è. Ad Alonso il compito di rendergliele maledettamente difficili.

    Per gli altri… buon divertimento!