Sebastian Vettel alla Toro Rosso, è ufficiale

Sebastian Vettel passa alla Toro Rosso al posto di Scott Speed per tutta la stagione 2007 di F1

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    Sebastian Vettel BMW o REd BULL?

    La notizia era nell’aria. Ora è ufficiale: Scott Speed è stato appiedato dalla Toro Rosso. Al suo posto Sebastian Vettel guiderà nel GP d’Ungheria e nelle rimanenti gare dal campionato mondiale di Formula 1 2007.

    Vettek è il pilota più conteso del momento. E’ diviso a metà tra Red Bull e BMW e, non a caso, quest’anno è già entrato nell’abitacolo della vettura tedesca mentre adesso si appresta a guidare per il team “b” della bibita energetica.

    Classe 1987, la sua carriera comincia nel 1995 con i kart. Nel 2003 passa alle vetture a ruote scoperte e vince nel 2004 la Formula BMW tedesca con 18 vittorie su 20 gare. Nel 2005 partecipa alla Formula 3 Euroseries concludendo quinto nella classifica finale e fregiandosi dell’appellativo di rookie (debuttante) dell’anno. Nonostante non riesca a vincere neanche una gara, si dimostra talvolta in grado di reggere il confronto persino con un certo Lewis Hamilton, dominatore quell’anno.

    Nel 2006 corre ancora nell’Euroseries centrando 4 vittorie ma senza raggiungere il titolo di campione. Contemporaneamente debutta in F1 come friday driver per la BMW a partire dal GP di Turchia e diventa per il 2007 terzo pilota ufficiale. Quest’anno sta gareggiando con ottimi risultati nella World Series della Renault ed ha ottenuto il suo primo punto iridato nel Gran Premio di Indianapolis dove ha sostituito l’infortunato Robert Kubica proprio al volante della BMW.

    In Toro Rosso troverà Vitantonio Liuzzi. L’italiano è un giovane ormai esperto e il duello in casa tra i due incuriosisce molto i palati buoni. Dopo un po’ di apprendistato con la nuova vettura, infatti, Vettel ci saprà dire quanto sa andare forte rispetto ad un pilota, Liuzzi, che sembra ormai un’eterna promessa mai mantenuta.

    Dal canto suo, il pilota di Locorotondo surclassando da qui a fine stagione il baby-fenomeno già indicato in patria come l’erede di Michael Schumacher, potrebbe dimostrare ai suoi detrattori che le scialbe prestazioni che lo hanno visto protagonista sono da attribuirsi alla scarsa competitività della sua vettura più che ad un suo reale declino.