Sentenza McLaren: Dennis contro Macaluso. Ecco la lettera di difesa del team di Woking

Ron Dennis della McLaren invia una lettera a Macaluso dove spiega il perché la McLaren è innocente e la sentenza di assoluzione della FIa è giusta

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    Sentenza McLaren: Ron Dennis contro Macaluso

    In una lettera, pubblicata sul sito ufficialie della McLaren, Ron Dennis ha voluto ribadire ulteriormente la sua posizione e rispondere alle affermazioni del presidente della CSAI Luigi Macaluso, il quale ha chiesto e ottenuto il ricorso in Appello per la decisione di assoluzione nei confronti della McLaren al Consiglio Mondiale del 26 Luglio scorso.

    In sintesi il boss della McLaren Mercedes ripercorre per l’ennesima volta i fatti, contribuendo ulteriormente a trasformare la vicenda in un vero e proprio processo pubblico, pur di spiegare come mai il suo team non ha infranto il famoso articolo 151-c.

    Il fondo piatto. Dennis ammette che è stato Stepney a fare la soffiata ma precisa che la sua identità è stata tenuta segreta perché in Inghilterra si ha grane considerazione dei dipendenti che, riscontrando una condotta irregolare della propria azienda, ne informano le autorità competenti o un concorrente, come in questo caso, il quale ha mantenuto segreto il nome di Stepney per tutelarlo ma è comunque ricorso all’autorità. Secondo Woking, inoltre, una protesta ufficiale avrebbe escluso la Ferrari dal GP d’Australia e sarebbe stato un grave danno per l’immagine di questo sport.

    Altri responsabili del team coinvolti oltre a Coughlan. Il managing director Johnathan Neale, dopo la soffiata sul fondo mobile, ha invitato Coughlan ad interrompere i contatti con Stepney e, ad inizio aprile, è stato installato nella rete aziendale della scuderia un firewall per bloccare le mail provenienti dal tecnico Ferrari. Neale ha successivamente autorizzato Coughlan ad un incontro a Barcellona (il 28 aprle) con Stepney nel quale il capoprogettista avrebbe dovuto mettere fine ai contatti. E’ stato a quel punto che Coughlan ha agito di propria iniziativa ed ha accettato il famoso dossier.

    McLaren all’oscuro. La dimostrazione che la McLaren fosse all’oscuro e, soprattutto, che tali informazioni non siano mai entrate a Woking, si ha dal fatto che Coughlan e Stepney le abbiano utilizzate per proporsi ad un altra scuderia (la Honda), la quale le ha rifiutate non riutenendole interessanti. Solo Tylor pare abbia visto un diagramma non precisato.

    Possibilità di parola alla Ferrari nel Consiglio Mondiale del 26 Luglio. La Ferrari non è vero che non abbia potuto esporre le proprie ragioni perché il 20 Luglio ha depositato una memoria scritta e Jean Todt con i suoi legali avrebbe avuto la possibilità di porre domande.

    Attacchi della stampa. Dennis, infine, si lamenta dell’attacco mediatico di cui il suo team è stato vittima e invita tutti, Macaluso in primis, a smorzare i toni e a non proseguire con questa polemica che nuoce alla bellezza di questo avvincente e combattuto campionato del mondo di F1.

    Questo in supersintesi è il contenuto della lettera. Ora, se Ron Dennis è così sicuro di essere dalla parte del giusto, però, viene da chiedersi come mai abbia dato tanta importanza ad una iniziativa della CSAI che fino ad ieri era stata etichettata semplicemente come una “perdita di tempo“.

    Probabilmente, come fa notare nell’ultimo punto, ha capito che l’opinione pubblica ha un ruolo fondamentale nella decisione delle sorti del suo team. Per questo sta cercando di rispondere alla Ferrari anche sul piano dell’immagine.

    Se un processo fosse davvero fatto in base alla sensazione della gente, però, sarebbe piuttosto grave. A meno che non si tratti di una farsa (come fin’ora si è sospettato che sia). Indipendentemente da chi è colpevole o innocente. In questo grave scandalo, sembra che l’unico obiettivo della Federazione sia il riuscire a salvare la faccia di questo sport.