Sentenza McLaren: il pudore vince o perde?

la sentenza ha tentato di salvare il campionato ma dare comunque modo di vincere il titolo piloti a alonso o hamilton

da , il

    Sentenza McLaren: il pudore vince o perde?

    Ricapitoliamo brevemente. L’illecito in casa McLaren sulla spy-story è stato ormai ampiamente dimostrato. L’unico obiettivo e l’unico argomento di discussione in sede di processo è stato il “che pena dare”.

    Da una parte doveva essere fatta giustizia, cioè doveva essere data una pena esemplare per lo scandalo di spionaggio più grosso che abbia mai investito la Formula 1.

    Dall’altra dovevano essere tutelati gli interessi degli sponsor e la reputazione di questo sport, nonché l’interesse stesso dei futuri campionati mondiali.

    Per questo si è affrontato la questione dal punto di vista prettamente diplomatico.

    E per questo se la si guarda da un punto di vista giuridico si è perso di vista qualsiasi logica.

    Per fare un paragone col calcio, sarebbe come dire che una squadra viene retrocessa in serie B perché usa un pallone “telecomandato”, ma il suo bomber vince lo stesso la classifica dei cannonieri.

    Resto del parere che Hamilton e Alonso si meritino entrambi il mondiale più dei Ferraristi, ma non possono metterci le mani sopra se è stato stabilito che il loro team ha barato. Sia chiaro: l’irregolarità non sta nel fatto che nel 2006 la MP4-22 ha copiato la F2007. Irregolare è stato lo sfruttamento delle informazioni in loro possesso per migliorare le prestazioni durante la stagione. Sarà poi un caso ma proprio ad aprile/maggio la vettura inglese ha fatto un passo in avanti impressionante.

    Tornando comunque agli esempi: se Raikkonen avesse vinto montando un V12 anziché un V8, pensate che sarebbe stata da squalificare solo la Ferrari? Sì?

    Alla Toro Rosso, allora, il prossimo anno arriveranno con un Concorde. Tanto poi verranno squlificati come team, ma volete mettere la soddisfazione di vincere il titolo piloti?…

    Insomma: se la macchina è irregolare, lo deve essere anche il risultato dei piloti.

    E’ una semplice conseguenza logica.

    Visto che la logica non c’entra, però, l’unico modo per capire la sentenza è quello nell’entrare, come detto, nel concetto di compromesso. Ridicolo. Ma evidentemente il modo migliore per uscire da questo pantano.

    Hanno voluto far vincere il pudore, andando avanti senza vergogna. Un paradosso tale che pure la Ferrari dentro ad esso sembra accontentarsi.

    Le cronache riportano che si è trattato di una decisione sofferta. Una lotta all’ultimo voto. Una lotta inutile, visto che da una parte della barricata c’era l’Onnipotente Ecclestone che per nulla al mondo voleva veder penalizzati i piloti. Si sa che ha una certa età prendono le fisse. Il patron tutt’oggi gira nel paddock di Spa-Francorchamps raccontando a tutti:“E’ stato merito mio se non hanno squalificato per due anni la McLaren ed hanno salvato i piloti…”

    Qualcuno che ha provato ad andare controcorrente c’è è stato. Macaluso:“Personalmente ho votato contro e non sono stato il solo”. Il presidente della CSAI ha spiegato il suo malcontento ma ha manifestato l’intenzione, a differenza di quanto fatto dopo il primo processo, di non proseguire oltre la sua azione:“La posizione dei piloti e’ stata stralciata dal giudizio e questo non mi ha soddisfatto. Non credo comunque che proporro’ di nuovo una richiesta di appello”.