Sentenza McLaren: la Ferrari non ci sta

Sentenza McLaren: la Ferrari non ci sta

Ferrari ancora contro la sentenza McLAren della FIA

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    Sentenza McLaren: la Ferrari non ci sta

    Ancora polemiche. A mente fredda Jean Todt non abbassa il tono e parla in prima persona, raccontando di quante assurde incongruenze abbia questa decisione del Consiglio Mondiale della FIA. A fargli eco, poi, ci si mette pure il presidente d’Italia, L.C. di Montezemolo.

    Mai come questi giorni una scuderia di F1 ha sfornato a ripetizione comunicati stampa interessanti. E’ il caso della Ferrari che, al di fuori delle solite frasi fatte che caratterizzano questo tipo di comunicazioni, stavolta sta tenendo alta la tensione aggiungengo indiscrezioni e dettagli alla sua posizione.

    Ecco le parole di Jean Todt a mente fredda:“Sono amareggiato: quello che e’ avvenuto ieri e’ grave. Da una parte e’ stato emesso un giudizio di colpevolezza, dall’altra si e’ ritenuto di non dare alcuna sanzione: non riesco a capire”

    “Durante la riunione di ieri i vertici della McLaren, nessuno escluso - ha prseguito l’Ad Ferrari – hanno ammesso che il loro chief designer ha ottenuto sin dal marzo scorso, prima del GP d’Australia, dei documenti da parte di Nigel Stepney. Alcune di queste informazioni sono state selezionate per preparare una richiesta di chiarimento alla FIA, indirizzata chiaramente contro di noi visto che per tutto il weekend di Melbourne, il team principal della McLaren e i suoi piu’ stretti collaboratori rilasciavano dichiarazioni in cui mettevano in dubbio la legalita’ di “certe macchine”. Quindi, tali informazioni sono state usate per ottenere un vantaggio nei nostri confronti: non attraverso un aumento delle loro prestazioni bensi’ attraverso una limitazione della nostra. E’ importante sottolineare che le informazioni utilizzate per tentare di danneggiare la Ferrari tramite la FIA dovrebbero essere solo una parte di quelle ricevute dalla McLaren. Per giustificarsi la McLaren ha tentato di prevalersi dell’impunita’ riservata in taluni sistemi giuridici a un delatore. Attenzione tuttavia che un delatore, di solito, va dall’autorita’ competente per denunciare il fatto: qui, invece, e’ andato dal principale rivale della Ferrari, che si e’ ben guardato dall’informare, non dico noi, ma la FIA che tali informazioni erano state ottenute in questo modo”.

    Entrando nello specifico, inoltre, Todt racconta ulteriori aspetti della vicenda:“La McLaren ha confermato di aver dovuto installare un firewall per impedire che altre informazioni provenienti da Stepney potessero arrivare alla squadra in maniera documentata; inoltre, Coughlan e’ stato invitato a dire allo stesso Stepney di smetterla di mandargli informazioni. Peccato che Coughlan prima gli abbia chiesto delle informazioni sul nostro sistema di ripartizione della frenata, poi sia andato a pranzo con lui in Spagna e se ne sia tornato serenamente a casa con 780 pagine di disegni, schemi, dati e quant’altro – cito il comunicato della FIA – atto a progettare, sviluppare, gestire e far correre una monoposto Ferrari di Formula 1 del 2007. Come confermato dalla stessa decisione di ieri, la violazione e’ data gia’ dal semplice possesso delle informazioni, che di per sé costituisce un enorme vantaggio in una competizione come la Formula 1. Per la Ferrari e’ come trovarsi a giocare una mano di poker con un avversario che conosce gia’ le tue carte. Rimane incomprensibile il fatto che, oltre al possesso, si debba dimostrare anche l’uso effettivo e visibile sulla vettura McLaren.

    Infatti, il fatto stesso che in base alle informazioni disponibili la FIA abbia giudicato colpevole la McLaren dimostra che l’illecito sta nel possesso stesso senza che sia necessario dimostrare null’altro. Le prove ci sono e sono quelle che hanno portato alla decisione della FIA: mi riesce dunque difficile capire il senso del verdetto. Osservo peraltro che la prova dell’uso effettivo richiesta dalla FIA e’ impossibile da portare da parte di Ferrari. Infatti, la Ferrari non ha accesso alla vettura McLaren.”

    “Va ricordato infine – conclude Todt – che quella di ieri non era un’udienza in un tribunale ma una riunione del Consiglio Mondiale della FIA, dove solo la McLaren era chiamata a rispondere delle accuse e a cui noi eravamo presenti soltanto come osservatori. Non ci e’ stata quindi data la possibilita’ di intervenire attivamente come avremmo voluto. Ho potuto solamente fare alcune domande e rispondere ad altre ma non abbiamo potuto presentare i nostri argomenti e i documenti a supporto di questi. Questa decisione resta molto deludente e sorprendente. Non e’ accettabile creare un precedente in un caso cosi’ importante in cui la colpevolezza accertata di una grave e perdurante violazione del principio fondamentale della lealta’ sportiva non determini automaticamente una sanzione. Da parte nostra andremo avanti per quanto riguarda le azioni legali in corso in Italia e in Inghilterra e non escludiamo di intraprendere altre azioni.”

    Quanto a Montezemolo, secondo alcuni cronisti, lasciando Maranello ha lasciato detto ai tifosi:“Desidero rassicurarli che questa storia non finirà in questo modo. Riceviamo messaggi da tutto il mondo, ve l’assicuro, e voglio tranquillizzarli pubblicamente che non ci arrenderemo di fronte a questa ingiustizia!”

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