Sete Gibernau: “Rientro solo con un team alla mia altezza”

Sete Gibernau, sfumata la Ducati ufficiale, rilancia con la MotoGP: "O un team all' altezza del mio nome, o non torno"

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    Sete Gibernau

    Sete Gibernau ha una voglia matta di ritornare a correre.

    Ma non vuole darlo troppo a vedere per non svendersi sull’ affollata piazza del MotoMercato MotoGP.

    Detto questo, vi avevamo già parlato della possibilità di Sete Gibernau di un ritorno in MotoGP per il 2009 insieme al Team Onde 2000 dei fratelli Nieto.

    Dopo le felici prove al Mugello con la Ducati ufficiale, il pilota spagnolo ha assaporato nuovamente il sapore delle corse e il profumo di una moto ufficiale.

    Con il passaggio semi-annunciato di Nicky Hayden al fianco di Casey Stoner, però, per Gibernau si è chiusa la porta principale.

    Del resto, la Ducati ha fatto l’ unica cosa possibile da fare, ossia tenere Marco Melandri fino a fine stagione e rimpiazzarlo subito con un pilota giovane, che ha già assaggiato la vittoria più volte, che ha voglia di tornare a vincere (e di togliersi qualche sassolino dalla scarpa) e che ha uno stile di guida non eccessivamente morbido, ma più assimilabile al “ON-OFF” di Casey Stoner.

    Il gioco è fatto.

    Ma Gibernau non è da buttar via, anzi. Soprattutto perchè lo spagnolo può essere un ottimo collaudatore data la sua esperienza.

    Soluzione Ducati per Gibernau? Il team Onde 2000 dei fratelli Nieto.

    Questa possibilità, però, non sembra piacere troppo allo spagnolo che dice: “Per accettare un contratto devono farmi una proposta convincente che preveda diverse soluzioni. Oltre al progetto in sé, deve trattarsi di un’opportunità che metta in rilievo la mia persona, tirando fuori il mio entusiasmo nelle corse. Se così non sarà non se ne farà nulla. Io non ho la necessità di rientrare nel Motomondiale a tutti i costi. Anche la proposta dei fratelli Nieto ed di Paco El Pocero del Team ONDE 2000 per il momento è solo un progetto. Abbiamo parlato, ma non c’è nulla di concreto”.

    Non c’è dubbio. Il pilota spagnolo non ha gradito il “declassamento” Ducati. Dalla moto ufficiale ad un team debuttante, sembra che Gibernau abbia sentito odore di fregatura o comunque di scarsa considerazione: “Sembrava che le cose fossero già fatte, tanto che stavo per accettare le condizioni, ma poi mi hanno messo pressione e ho capito che, se avessi accettato, avrei fatto un errore.

    Possibile che i rapporti stiano già per incrinarsi?

    Probabile è che Sete, smentita sfumare la moto ufficiale che era per lui una grande motivazione, adesso sia in cerca di nuovi input che a questo punto potrebbero arrivare solo da un’ accettabile offerta economica accompagnata dall’ offerta di un team blasonato oppure fomrato da persone a lui vicine lavorativamente.

    Sembra, infatti, che la beffa della moto ufficiale stia ancora scottando sulla pelle dello spagnolo che, indispettito, adesso stia provando a ragionare più razionalmente e a pensare oculatamente alle decisioni da prendere.

    Il salto dalla Ducati ufficiale ad un team nascente è forte e Sete, a proposito del suo rientro in MotoGP, non ha paura di affermare candidamente che: “Se non in una scuderia con una moto ufficiale, in una squadra che abbia tecnici e risorse all’altezza del mio nome, oltre che la gestione affidata al mio manager Juan Martinez”.

    La Ducati ha giocato col fuoco o è Sete che sta bluffando per rilanciare?