Spionaggio F1: tutti parlano, i saggi aspettano

proseguono le polemiche sullo spionaggio tra mclaren e ferrari

da , il

    Spionaggio F1: tutti parlano, i saggi aspettano

    Nel paddock del Nurburgring rimbalzano di bocca in bocca i commenti sulla spy-story. Neanche i piloti di McLaren e Ferrari si tirano fuori

    Lewis Hamilton sostiene “Ron Dennis è la persona più onesta che io conosca”. Ma di queste considerazioni se ne può fare tranquillamente a meno. Così come di poco valore pare l’interessamento di Massa:“E’ giusto che chi ha sbagliato paghi!”

    Più interessante, si fa per dire, è l’uscita di qualche giorno fa di un membro (peraltro provvisorio) del Consiglio Mondiale. Si tratta Joaquin Verdegay. Il solito Verdegay che i Ferraristi ricorderanno perché inflisse una pesantissima retrocessione in griglia a Michael Schumacher a Montecarlo nel 2006, ora parla da avvocato difensore della McLaren e prevede ?nessuna sanzione!?Peccato che il suo ruolo sia di giudice e non di avvocato. Per questo la FIA lo ha ammonito ed ha smentito queste sue pubbliche ?rivelazioni?.

    Se c’è qualcuno che cerca di ammorbidire le posizione del team di Woking, c’è un nuovo tassello della spy-story che va in direzione opposta. Ricordate le accuse molto forti del team inglese nei confronti del fondo mobile della Ferrari ad inizio stagione? Come facevano a sapere? Come mai erano così convinti, tanto da indurre la FIA a fare maggiori verifiche?

    Secondo alcune indiscrezioni sarebbe stato proprio Mike Coughlan su consiglio via mail di Stepney a far partire i controlli.

    Nonostante alcune schiaccianti evidenze, compreso il sicuro coinvolgimento di uno dei progettisti di punta, la McLaren cerca di prendere le distanze da questi personaggi e, proprio stamattina, Norbert Haug ha ribadito l’innocenza della sua squadra. La dimostrazione, sempre secondo Haug, starebbe nel fatto che “E’ facilmente dimostrabile che non ci sono concetti sulla nostra vettura non partoriti presso la nostra squadra. Non posso immaginare una nostra colpevolezza semplicemente perche’ non riesco a vedere cosa abbiamo fatto di male”.

    Basterà? E, soprattutto, è attorno a questo nucleo al quale ruota la storia o c’è dell’altro?

    L’impressione è che gli episodi noti non siano che la punta dell?iceberg di una vicenda che nasconde molti altri retroscena emolti punti oscuri sui quali si può ragionare. Ragionare, ma fino ad un certo punto data la tortuosità del problema.

    La cosa migliore da fare, probabilmente, sarà affidarsi alla FIA e prendere il loro verdetto per ?giusto?, comunque vada.

    Il pasticcio è compiuto e difficilmente si potrà sapere la verità. Meglio, allora, dimenticare. Il prima possibile.