Spy story e Formula 1: interviene Ecclestone

Spy story in F1: Ecclestone interviene per trovare una regola comune

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    Spy story e Formula 1: interviene Ecclestone

    Lo dicevo. I tempi sono cambiati. Ormai lo spionaggio in Formula 1 è diventato facilissimo e una volta che il caso McLaren-Ferrari ha aperto il cancello, i buoi sono scappati in ogni direzione. C’è da crederci: il caso Renault sarà semplicemente il secondo capitolo, non l’ultimo della serie.

    Per questo Bernie Ecclestone ha convocato una riunione alla quale hanno partecipato tutti i team ad accezione di Ferrari, McLaren e Renault poiché già coinvolti in indagini.

    L’obiettivo del nonno della F1 è quello di trovare una soluzione DEFINITIVA. Trovare una regolamentazione o almeno un accordo affinché questo genere di scandali non si ripetano più.

    Ad ogni notizia di spionaggio, il Circus perde un pezzo di credibilità. Il momento è delicatissimo. Oltretutto, l’impressione è che questo genere di azioni sia molto più diffuso di quanto non emerga dai singoli episodi. I tempi sono cambiati, non mi stancherò mai di ripeterlo, ormai basta un clic, una mail, una pendrive per tirar via informazioni del valore di milioni di dollari. Sono cambiati anche le teste della gente: gli ingegneri puntano tutti ad emergere, a strappare gloria ed ingaggi faraonici. Quando si vendono agli altri team, non portano più solo la loro esperienza o qualche schizzo dentro ad una cartellina come avveniva dieci anni fa.

    La spy-story era una bomba ad orologeria che è esplosa nel modo più fragoroso grazie ad un atto scellerato che va oltre il normale cambio di casacca di un tecnico con conseguente sgraffignaggio di informazioni in stile “souvenir”.

    Mi riferisco al caso Stepney-Coughlam del quale si sta occupando anche la magistratura. Nel caso della Renault, invece, si è trattato di un qualcosa che, semmai, ricorda il caso degli ingegneri Toyota. Ora che la bomba è esplosa, però, non ci sono più mezze misure e l’impressione è quella che sia partita la caccia alle streghe.

    La Formula 1 è in crisi perché da una parte deve ristabilire equilibrio e quindi guardare ad una specie di “condono” affinché certi scandali non si ripetano. Dall’altra ha un ennesimo scandalo proprio sulle pagine di tutti i giornali e deve per forza mantenere intransigenza e fermezza come ha fatto con la McLaren.

    Per questo c’era urgenza di fare il punto della situazione e di trovare un accordo unanime. E per questo Ecclestone ha sentito il dovere di intervenire. Vista la qualità della sue ultime decisioni, però, non è assolutamente scontato che le sue azioni migliorino lo scenario…