Spy story McLaren: finisce a tarallucci e vino

Spy story McLaren: finisce a tarallucci e vino

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    Spy story McLaren-FIA: la fine è a tarallucci e vino

    Sarà stato il clima natalizio? Come atteso, dopo le scuse della McLaren, La FIA ha ufficialmente chiuso la spy story annullando l’incontro del possibile massacro, previsto per il 14 febbraio 2008. Qualcuno ha ancora il coraggio di definire quello di Woking un team perseguitato?

    Voglio andare controcorrente. Siamo al paradosso se pensiamo davvero che la Federazione si sia accanita contro il team di Ron Dennis.

    I fatti di cui sono stati accusati sono di una gravità inaudita. All’inizio vengono addirittura graziati. Di fronte all’indignazione mondiale di tutti gli sportivi e gli appassionati di F1, decidono di fare un altra udienza dove emerge la verità. Contro ogni senso logico, però, non vengono penalizzati i piloti e sia Lewis Hamilton che Fernando Alonso restano in grado di vincere il titolo mondiale fino all’ultima curva dell’ultimo giro dell’ultimo Gran Premio della stagione.

    Archiviati il mondiale 2007, si guarda avanti e la FIA, che sembra voglia adottare il pugno di ferro, in realtà lavora dietro le quinte per sistemare la questione con un nulla di fatto. La McLaren MP4-23 ha dei particolari sospetti e viene deciso un secondo incontro, molto in là nel tempo, per essere certi che ad inizio stagione il progetto sia ripulito di ogni influenza “ferrarista”.

    Pur di evitare altre, ulteriori e spiacevoli sorprese, però, la politica che si muove dietro le quinte convince la McLaren a fare pubbliche scuse, a togliersi la maschera, in cambio di un bel condono. La Ferrari, non sappiamo quanto volentieri, è costretta ad accettare. E tutti riprendono a vivere sereni.

    Per il bene della F1 e dello sport dei motori in genere, questa è stata la decisione più giusta. Un anno senza McLaren sarebbe stato insostenibile per l’interesse di questa disciplina e non avrebbe neanche aiutato a salvare la faccia. Con i tanti casi di spionaggio, poi, che da qui in poi salteranno fuori, sarebbe stato un precedente troppo pericoloso.

    Ma non si venga a parlare di accanimento contro la McLaren. Ormai. Casomai va sottolineata la stoltezza di Ron Dennis e soci i quali hanno compiuto una serie di autogol a raffica. Hanno cominciando negando ed hanno continuato negando ancor di più, persino di fronte alle evidenze. Quando era chiaro anche ad un bambino che con un’ammissione di colpa e la massima collaborazione (non solo a parole) se la sarebbero cavata (vedi il caso Renault) loro hanno perso tempo a polemizzare e ad accusare gli altri (ri-vedi il caso Renault).

    C’ha dovuto pensare il loro acerrimo nemico, Max Mosley, a chiamare Dennis ed indicargli la via del perdono mediante pubbliche scuse. Fosse stato per la dirigenza di Woking, probabilmente, a quest’ora i commissari erano ancora a fare la lista della spesa sulla MP4-23 e a fare il conteggio di quale pesante penalizzazione infliggere nel 2008.

    Sottolineamo, infine, che una pesante penalizzazione sarebbe stato comunque un regalo perché la vera risposta a questo scandalo, stando ai precedenti, sarebbe dovuta essere l’esclusione dal campionato.

    Che non fossero dei dritti si poteva anche capire da come hanno gestito l’affare Hamilton-Alonso. Ma sul masochismo di chicchessìa è meglio non metter bocca. Mai.

    Foto | macbox