Spy-story, Nigel Stepney si è difeso davanti agli inquirenti:’C'è un complotto contro di me’

Spy-story, Nigel Stepney si è difeso davanti agli inquirenti:'C'è un complotto contro di me'

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    Spy-story, Nigel Stepney si è difeso davanti agli inquirenti:'C'è un complotto contro di me'

    Se ci sta provando l’autore della strage di Erba a proclamarsi innocente, figuriamoci se non può farlo Nigel Stepney. C’è ancora molta confusione attorno alla vicenda spy-story in F1, perché – nonostante sia stato trovato con le mani nella marmellata – l’ex capo meccanico della Ferrari sembra abbia voglia e modo per far valere le proprie difese.

    Intanto pare che qualche ammissione ci sia stata. Secondo alcune indiscrezioni, Stepney avrebbe ammesso di aver passato delle informazioni a Coughlan prima del Gran Premio di Spagna definite “di scarsa importanza”. Il fine non era quello di avvantaggiare la McLaren e penalizzare la Ferrari quanto piuttosto di potersi presentare assieme ad una nuova squadra (la Honda?) con qualcosa di convincente in mano.

    Tornando, invece, a commentare i fatti che lo vedono protagonista negativo all’interno del team Ferrari (vedi sabotaggio), il tecnico inglese è tornato a parlare di complotto ai suoi danni organizzato da qualcuno all’interno della Scuderia di Maranello.

    All’uscita, assediato dai cronisti, Stepney si è dileguato in taxi ed ha salutato con un “sono tranquillo, va tutto bene” di circostanza. I suoi avvocati si sono fermati qualche minuto tirando decisamente in ballo Coughlan. Evidentemente i due non sono più amici come prima:“Il nostro cliente - ha spiegato l’Avv. Bartolini – ha ammesso di aver avuto contatti con Coughlan, ma solo verbali. Ci sono ancora molti punti oscuri da chiarire. Nigel dice di non aver mai consegnato documenti o progetti ad altri. Anzi alcuni di quei documenti che fanno parte del dossier d?accusa, lui non li ha mai visti. Si è parlato delle e-mail spedite da Nigel, che sono però più che altro di contenuto personale. Il mio cliente si è lamentato del comportamento di Coughlan e delle accuse che ha fatto nei suoi confronti. E? rimasto molto deluso e a lui questo appare un atto del tutto strumentale. C?è un clima molto pesante tra il mio cliente e Coughlan e siccome ci sono molte cose da chiarire, mi auguro vi sia presto un confronto. Anche perché di mezzo ci sono altre persone”.

    Dopo 3 ore di interrogatorio sembra che siano queste le linee difensive esposte al pm Tibis. Da una parte Stepney sembrerebbe voler addossare tutte le colpe su Coughlan e sulla McLaren mentre dall’altra punta il dito su qualcuno all’interno della Ferrari che avrebbe, sempre secondi i suoi legali, fatto sparire anche un computer di proprietà dello stesso ex-capo meccanico.

    Il prossimo passo sarà l’analisi dei risultati dell’incidente probatorio sul caso della polverina trovata nei serbatoi delle Ferrari e nelle tasche della tuta dell’inglese. Intanto il pluricitato Mike Coughlan pare non sia intenzionato a venire in Italia. Quanto a Ron Dennis, il boss McLaren ha rinviato il suo appuntamento a Modena solo perché impegnato a Londra nel divorzio miliionario dalla moglie.